Molti tra quelli che non hanno studiato filosofia alle superiori – o il cui studio è un ricordo lontano – si chiedono talvolta che ruolo abbia questa disciplina oggi: soprattutto quando, dopo aver visto e ascoltato qualche suo eccelso esemplare nazionale, hanno scelto di cambiare canale in TV.
Visti certi narcisisti beceri e squalificati – complici del/nel loro sfruttamento televisivo – la domanda è legittima. Ma ci sono anche, nelle Università come nei Licei, alcuni filosofi seri, che svolgono la loro ricerca con disciplina e con il dovuto impegno. Uno tra loro ha trovato molti anni fa il modo di pubblicare un libro dal titolo ammiccante: Platone è meglio del Prozac (oggi in edizione Piemme, 2018). E’ Lou Marinoff, docente di filosofia al City College di New York.
Marinoff si chiede come utilizzare la filosofia per scopi pratici – senza farne una psicanalisi alternativa,bensì per condurre il lettore ad avere una maggiore chiarezza dell’essere e della sua posizione verso le situazioni problematiche che la vita offre. “Ciascuno ha una propria filosofia di vita” scrive Marinoff, “ma pochi di noi hanno il privilegio o la disponibilità di tempo per riflettere a fondo. Abbiamo la tendenza ad affrontare i problemi a mano a mano. L’esperienza è una grande maestra, ma c’è anche la necessità di ragionare sulle proprie esperienze, di pensare criticamente, di andare alla ricerca di modelli e di collocare ogni cosa in un quadro generale, per procedere nell’esistenza”.
L’importanza di questo libro – scritto in maniera leggibilissima: finalmente un volume di filosofia che non richiede conoscenze iperspecialistiche o scatolette di Prozac – è quella di proporre, sulla base delle indicazioni fornite da diverse scuole, l’utilizzo della filosofia a fini pratici. Senza promettere magie (non sarebbe da filosofi); ma fornendo strumenti utili nella vita d’ogni giorno. Ricordando che la filosofia, in origine, era un modo di vivere.
E se rileggessimo… di Enrico Grandesso. Platone è meglio del Prozac, di Lou Marinoff
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