Leggo Matematica per tutti perché è l’occasione della vita per entrare in territori che ho considerato estranei al mio desiderio genuino, tranne l’ultimo anno del Liceo classico “Anco Marzio”, a Ostia Lido, quando un professore un po’ fuori di testa riuscì a farmi innamorare di una partner impossibile, che abbracciai per un momento e portai con me all’esame di maturità, restandone bruciato, perché i miracoli li fa solo Cristo.
La particolarità del libro sta nel fatto che non toglie il difficile, ma ti ci fa arrivare come attraverso un percorso di montagna, facendoti sentire in compagnia, e soprattutto sulle orme di una guida che per me era, ad esempio, padre Fois, il gesuita sardo che con lo zaino e i pantaloni alla zuava ci scortava sulle ferrate delle Dolomiti, trovando sempre un rifugio dove fermarsi per una cioccolata calda, o una grappa per quelli più cresciuti. Sparzani è un padre Fois degli integrali e degli insiemi, ti scarrozza allegramente tra numeri reali, complessi, naturali, per cui se sei convinto di esserti perduto, sei subito raggiunto dalla voce che rassicura il gruppo: ecco, siamo arrivati. Non so se Antonello sia contento di essere paragonato a un gesuita: il fatto è che ci sono eccezioni anche fra i preti, non solo fra gli insegnanti di matematica al liceo. Se il professor Bini non mi avesse portato sull’orlo dell’abisso, non mi avesse fatto perdere tanto allegramente dieci punti nel giudizio finale, io non avrei tra le mani la Matematica per tutti, l’ultima fatica di un padre Fois delle strutture e dei piani cartesiani, per cui non puoi più esimerti dal trovare un angolo di spazio/tempo in cui riprendere il volume e cominciare a salire un’altra volta verso il Sassopiatto, le tre Torri del Vajolet, e persino – dico persino – il Bus del Diaol non ti fa più paura.
Antonio Sparzani, Matematica per tutti, Milano, Mimesis Edizioni, 2023.

