
Siamo fatti di terra. Ce ne accorgiamo dalla tendenza alla vita materiale; si capisce dalle confessioni, dove c’è sempre lo stesso ritornello: la carne, la carne, la carne. In qualunque stato, c’è una forza di gravità che ci spinge verso il basso, con gli effetti a esso collegati: quelli che in Occidente si chiamano vizi capitali e in Oriente pensieri cattivi.
Tuttavia, creando l’uomo, Dio non ha preso soltanto la terra – adamà, la rossiccia -: la simbologia biblica, racchiusa nel libro della Genesi, informa che vi ha soffiato il suo alito portatore di vita, un’energia concentrata di amore.
Ecco perché dovremmo smettere di guardare solo buche e tombini, e abituarci a rivolgere lo sguardo verso il cielo. Da lì sboccerebbe il nostro desiderio più profondo, totalmente proteso alla terra promessa dello Spirito.
La terra promessa
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