Propongo due articoli che ritengo vadano integrati. Un articolo, uscito oggi su il Foglio, è una testimonianza di Olesia Ostrovska-Liuta, direttrice dell’Arsenale dell’arte a Kyiv. L’articolo è coinvolgente e mostra i disastri che fa la guerra, ogni guerra, distruggendo palazzi e beni personali ai quali sono legate le nostre radici. La mia considerazione è che esso suscita una forte reazione emotiva. Una risposta immediata può essere aiutare i civili che soffrono e fuggono dai luoghi di guerra. La risposta strategica può essere di due tipi: o far parlare le armi (con tutte le scelte intermedie che precedono questo passo) o intraprendere una lucida azione politica. Lo evidenzia il secondo articolo che propongo, di Lorenzo Guadagnucci, uscito anch’esso oggi su Volerelaluna. Come scrive Guadagnucci. “Pensiamoci. Forse oggi in Ucraina c’è bisogno proprio di questo: di intelligenza politica, di pensiero, di iniziativa diplomatica, di una regia internazionale che impedisca ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi: un imbarbarimento bellico che renderà sempre più difficile un’intesa diplomatica fra le parti; un’escalation militare senza ritorno”. Continua a leggere
Si vis pacem, para pacem. Che parli la politica
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