“Devo decidermi entro oggi. Questo è il programma della giornata.” E pose il libro sul comodino affianco al suo letto, dopo aver lasciato traccia con un segnalibro. Praga misteriosa. Lo aveva comprato nel suo ultimo viaggio all’estero. Le torri, le guglie, l’orologio astronomico. Lo avevano colpito le statue. Né classiche e nemmeno stilizzate, né tanto meno informi. Teatrali, piuttosto. Anzi, allegoriche. Erano familiari. Da presepe napoletano, che contrastava con lo stile gotico dominante. Si sentiva in entrambi i casi lo sforzo di raccontare la realtà. A proprio modo, ovviamente. Deformandola. Continua a leggere
Pompei (ovvero l’altra faccia della fine) di Pasquale VITAGLIANO
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