
La Solitudine 2. Un vestito troppo corto
Una striscia, un semicerchio rosso che pian piano si arrotonda, si illumina, si infiamma; un paesaggio ruvido, rocce e sabbia e montagne e crateri; poi macchine semoventi, simili ad insetti meccanici; poi uomini e donne interamente coperti da scafandri, ciascuno alle prese con un compito specifico; poi grandi capannoni, poi una gigantesca struttura tubolare, forse un’astronave, che si lascia intuire dalle sue propaggini meccaniche, dalle sue zampe ben piantate nel suolo; poi gli interni, bianchi, asettici, una donna al computer, un uomo che prende appunti; poi l’annuncio di una improvvisa tempesta di sabbia, l’ordine di rientro; poi il caos. Continua a leggere
