
Brevi riflessioni attorno a un romanziere ‘sperimentale’
di Guido Michelone
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, il divin marchese, ovvero Donatien-Alphonse-François de Sade, si trova a Modena – correva l’anno 1775 – alla ricerca, come sempre, di emozioni forti, benché il festino nel retro bottega del caffè-drogheria Giusti non lo soddisfi sufficientemente. Le gesta erotiche del filosofo-libertino sono tuttavia il pretesto per una metafora sulla violenza, con l’autore che crea un immaginario dialogo fra un tale Benelli e la coppia di sociologi francofortesi Horkheimer e Adorno. Continua a leggere

