
di Fabrizio Antinozzi
«Chi, tra i personaggi dell’antichità, ebbe una fama così grande e duratura da portare ancor oggi milioni e milioni di persone sulla sua tomba? Di molti profeti ed eroi conosciamo la vita, ben poco però sappiamo del luogo dove furono sepolti. Il caso più enigmatico riguarda Alessandro Magno: nessuno sa ancora dire con esattezza dove si trovi il sepolcro del maggiore condottiero dei tempi antichi. Generalmente, la storia tramanda il luogo in cui è sita la tomba dei fondatori di grandi religioni, come quella di Maometto a Medina. Dove si trovano, invece, i sepolcri di Ottaviano, Marco Antonio o Cleopatra? Oppure quelli di celebri filosofi, come Socrate, Platone, Aristotele? Gli storici sono più interessati alla loro vita. La morte, infatti, segna il punto finale di un’esistenza, pur illustre che sia. I grandi personaggi storici non ebbero seguaci che ne venerassero a tal punto la memoria da tramandare con precisione, lungo i secoli, il luogo della loro sepoltura. Eppure, fra le domande decisive che ognuno di noi si pone, vi è proprio ciò che accadrà dopo la morte. Che sarà di noi quando esaleremo l’ultimo respiro? Nessuno storico, mosso solo da interessi scientifici, potrà mai indagare adeguatamente su questo tremendo e affascinante mistero, studiato piuttosto dai teologi, gli “esperti di Dio”. Al centro delle loro ricerche vi sono i Vangeli, dove si narra di un uomo che morì, fu sepolto e che – caso unico al mondo, se si crede all’esistenza del Gesù storico – resuscitò. » Continua a leggere→