da Sohrab Sepehri, “Un’oasi nell’attimo” (Jouvence 2022, traduzione a cura di Faezeh Mardani e Francesco Occhetto)
(…) Così che il lettore scopre in lui la potenza circolare del sapere poetico e mitico che affratella i popoli piuttosto che separarli come fanno l’economia, la politica, e spesso anche le religioni quando diventano istituzioni e dogmi. Sepehri sa fondere il livello mistico e spirituale della sua esperienza con quello quotidiano: ed eccolo che si siede “sul bordo della vasca in cortile:/ pesciolini, luce, io, fiore, acqua”. Sembra che parli di un riflesso, forse parla proprio di questo, ma di un riflesso che ai suoi occhi è grappolo puro di vita. (…)
(dalla postfazione di Giuseppe Conte) Continua a leggere

