
Stefania Onidi – Archivio del bianco (Terra d’ulivi Edizioni, 2020)
di Fabrizio Bregoli
“Si viene al mondo senza intenzione”: si apre con questa affermazione perentoria la raccolta di Stefania Onidi, rimarcata dopo con una citazione da Mark Strand: “Not the life you wanted. / Not the life you had.” L’autrice ci pone immediatamente di fronte a una parola poetica lapidaria che tutto cerca tranne di essere equivoca; una parola allusiva ma al tempo stesso circostanziata, mai imprecisa o vaga. La scelta formale di Stefania Onidi punta soprattutto su componimenti brevi o brevissimi, in cui avviene un processo molto spinto di sottrazione semantica e di concentrazione verbale, con un verso libero spesso molto breve ma intercalato da misure più ampie con funzione esplicativa o per mettere a fuoco dettagli: tuttavia non c’è nessun intendimento ermetico né orfico, piuttosto una forma di reticenza che solo a sprazzi sente il bisogno di palesarsi, più spesso propende per eloquenti omissioni.
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