La parabola dei talenti ci spaventa e ci stimola: è come quando c’è il sole e piove nello stesso tempo, un chiaroscuro che lascia senza fiato e invita a mettersi in azione.
I talenti, i pregi, le capacità, ce li ha dati Gesù. Lungi dal vantarcene, restituiamogli ogni cosa, sapendo che è così che arriva il frutto. Ciò che conserviamo, si perde, tutto quello che diamo, resta per sempre.
Più talenti abbiamo, più piccoli dobbiamo diventare. Il Vangelo c’insegna queste basi, che valgono l’eternità. I padri dicevano che, senza umiltà, tutte le virtù si trasformano in vizi. Scendiamo per salire, come ha fatto Qualcuno di nostra conoscenza.
Nessuno di noi possiede tutti i doni, ma quelli che servono a ciascuno. E agli altri, soprattutto. Se utilizzassimo i talenti per il nostro vantaggio, perderebbero il potere, diventando strumento del maligno. Il segreto è sempre quello: dare.
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