Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 2


di Giorgio Morale

E’ difficile pescare un giorno, un’ora, una sensazione che sia unica: una scoperta. Eppure! Non siamo sempre in formazione?

Due o tre, forse dieci ricordi si sono fissati come fotogrammi fissi, via via sempre più esili. Risalgono ai primi anni di vita. In pochi credono che siano autentici e molti hanno ipotizzato trattarsi di quadri da me composti sulla base di racconti ascoltati sin dalla più tenera età. E’ successo diversamente: sono ricordi a cui sono tornato e tornato, facendoli sempre riemergere. Alla fine, di qualcuno rimane l’immagine e si smorza il sentimento.

La memoria recente è più lacunosa.

Una volta scritte, le parole si legano l’una all’altra, riempiono i vuoti. Così è il pieno del ricordo.

Alcuni ricordi si sono conservati impastati con le parole per dirli. Altri ne sono ancora alla ricerca, vanno su e giù, impreparati a riversarsi sulla pagina. Di alcuni ho formulazioni diverse, come istantanee scattate da postazioni differenti.

Il più, inespresso – non per un gusto romantico, un gioco al rialzo del vuoto, una rivincita dell’impotenza, ma perché a volte non trovi le parole, a volte ti manca il sentimento.

C’immaginiamo qualcosa dietro quello che leggiamo, una risorsa ulteriore, inespressa: non c’è che fare, il meglio è lì.

Sono preso dalla smania di scrivere. E’ come quando il treno sta per partire e ci sembra di avere ancora tante cose da dire, anche se non sappiamo cosa. Ma non è più possibile indugiare, già il ferroviere porta il fischietto alle labbra, e il treno si muove – e noi, fermi sulla banchina, dubitiamo del nostro equilibrio.

9 pensieri su “Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 2

  1. vbinaghi

    Incredibile. Leggi il mio post di sopra e dimmi se non sono geneticamente alleli. E la tua prosa vale quella di Bachelard.

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  2. fabry2007

    tante cose da dire: un groppo alla gola. mi fai pensare al nostro blog: una stazione, dice Antonio Diavoli. vorremmo dire cose, su ogni post. ma ecco: il ferroviere sta fischiando.
    grazie, Giorgio.
    fabrizio

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  3. Francesco Marotta

    Giorgio, ormai è una fissazione: più ti leggo, più l’attesa del tuo secondo libro diventa grande. Ma credo di aver trovato il modo di ingannarla: uno di questi giorni, posto un capitolo del primo (che mi sono riletto nei giorni scorsi)…

    fm

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  4. Giorgio

    Sì, è un’avventura comune, la scrittura, e grazie ad Antonella, Franz, Fabrizio per darne conferma. E un grazie particolare a Valter, per la mia prima avventura telepatica in questo blog: il mio post e il suo, quasi in contemporanea, su temi che s’intrecciano attorno al ricordo e alla scrittura.

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  5. Francesco Marotta

    A proposito di pubblicità progresso: tra poco esce quello di Valter: state in campana: ne vedremo (e ne sentiremo) delle belle: ve l’assicuro!

    p.s.

    Al “club” dei narratori: cercate di convincere Marino Magliani, Giovanni Martini e Franz Krauspenhaar a posare qui, almeno di tanto in tanto, parte del loro “malloppo” in racconti. Please.

    fm

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  6. franz

    Maestro, io non vado convinto. Perchè la prossima cosa mia che pubblicherò qui, per il vostro totale e oserei dire globale ludibrio, sarà un racconto; l’avevo in programma. Domani convinciamo gli altri narratori a scucire i dobloni dalla borsa; sennò son dolori!
    ‘Notte, Maestro.

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  7. Francesco Marotta

    Più che “dolori”, direi che sono “dolàri” (cfr. Oliver Hardy).

    Buona notte, figliolo!

    fm

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  8. gian ruggero manzoni

    “C’immaginiamo qualcosa dietro quello che leggiamo, una risorsa ulteriore, inespressa: non c’è che fare, il meglio è lì.”
    In effetti il meglio è sempre in chi o nel ‘cosa’ sta dietro le quinte; in ciò che l’artista non è riuscito a dire, seppur il 10% che ha detto (e che riusciamo a dire… Dante è arrivato al 25%) sia molto alto, ma pur il 90% sfugge. Non resta che sentirlo. Impossibile (per ora) fermarlo. Questa un’altra condanna non da poco.

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