San Valentino killer

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di Franz Krauspenhaar

Quand st co t vor av alm 5 min : 1 p parl 2 p accar 3 p guar 4 p sfior 5 p rimet ind l’orol e ricom da iniz///
Io no s cos si l’amor, o no m è dat saper. Ma s i brivid ch prov quan t ved, i nod al gol quan t parl, l timidez d u bamb quan t st accan, so amor… b, allor i t am///
Quan t h vist avev paur d parla, quan t h parla avev paur d baciar, quan t h baciat avev paur d amar, or ch t am… no h pi paur d nien///

62 pensieri su “San Valentino killer

  1. emanuelekraushaar

    colpito!
    …una curiosità: ma far venire fuori quella con la pistola cosa hai digitato? 😉

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  2. Roberto Rossi Testa

    Bisognerà integrare il Cappelli (Dizionario di abbreviature latine e italiane), non sarà cosa facile né indolore. Ma questa parodia (lo è? Voglio sperarlo) è davvero azzeccata, adatta alla ricorrenza odierna e allo spirito dei tempi.

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  3. vbinaghi

    E’ il tarlo d’amore che rode le lettere, oppure il vento, come dissero negli anni Sessanta i due maggiori poeti del secolo:
    Franco IV e Franco I (chi se li ricorda?):
    “Ho scritto t’amo sulla sabbia
    e il vento a poco a poco se l’è portato via con sè…”

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  4. Barbara

    Sottoscrivo totalmente la sua affermazione, Herr Franz.
    Azzarderei un: a più imbecille in assoluto !
    Se non ci fossero le feste della Padania a contenderle il primato…:o)

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  5. francescamatteoni

    a Franz: un po’ di miele d’acacia contro l’acidità (di stomaco).

    Valter: i due poeti nichilisti che tu citi rimandano direttamente ai più grandi di tutti in campo 45giri dello strutto amoroso: I PROCOL HARUM. Ora io non sono così attempata (…), ma ho ereditato tutti i dischi di mamma, babbo e zio, facendomi del male da piccola. Canzoni come SENZA LUCE (A WHITER SHADE OF PALE che hanno tradotto pure in finlandese), L’ORA DELL’AMORE etc etc, possono compromettere la vita di una fanciulla innocente per sempre.

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  6. vbinaghi

    Non vorremo dimenticare il mitico Mogol:
    “…non ti chiedo perdono perchè tu sei un uomo..”
    (Mogol- Battisti – Comunque bella)

    Un collettivo femminista romano aveva messo una taglia sulla sua testa.

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  7. Marco Saya

    Franz,co.s..ati! d.m..i è la f..t. dei s.i.n.g.l.e. 😉

    @Francesca

    Samba pa ti, interpretata da Fausto Papetti, quella sì che comprometteva etc etc…

    Marco

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  8. francescamatteoni

    Di quanto???

    Valter: ADORAVO QUELLA CANZONE! (eppure sono un po’ femminista pure io. Ma non ti chiedo perdono perché tu sei un uomo mi ha sempre suonato come una gran presa in giro: UOMO=FESSO…)

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  9. francescamatteoni

    Marco: pure quella tra i miei 45 giri!

    C’è chi usa il macero: i miei amici, familiari, etc etc usano me.

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  10. francescamatteoni

    eh, Antonella ma con Gainsbourg-Birkin ci stendi tutti.

    Vabbè andiamo più sul platonico! …

    Io camminavo nella notte,
    oramai non dormo più
    quando ho incontrato una ragazza
    che era sola come me

    aveva il viso di un bambino
    aveva tutto e sai perché…

    Aveva gli occhi dell’amore, verdi
    come due lacrime d’amore, grandi
    aveva gli occhi dell’amore, verdi
    m’innamorai di lei
    lei di me.

    Abbiam girato per le strade
    come rondini perdute
    abbiam vissuto mille anni
    nello spazio di due ore

    quando il mattino ci ha svegliati
    senza parlare L’ho baciata…

    Aveva gli occhi dell’amore, verdi
    e L’ho baciata perché amo lei
    aveva gli occhi dell’amore, verdi
    m’innamorai di lei
    m’innamorai di lei
    lei di me

    hm hm hm hm hm
    lei di me.

    Credi, credi…

    Aveva gli occhi dell’amore, verdi
    come due lacrime d’amore, grandi…

    Rispondi
  11. Luca Ariano

    Forte come sempre!Vi vedo anche una parodia del linguaggio degli sms. Sbaglio? Oggi molti comunicano anche l’amore (o qualcosa di simile) solo via cel. Ci si relaziona solo (o cmq troppo) con la tecnologia. Mah…eppure ho 27 anni non 200 però non riesco proprio a concepirle queste cose. Scusate questo pistolotto ma mi è venuta questa riflessione, sarà San Valentino?:-)
    Un caro saluto

    Rispondi
  12. Marco Saya

    @Francesca

    allora tra i tuoi 45 avrai pure “it’s five o clock” degli Aphrodite’s Child per ricordare questa “dolce festa” o sei stata risparmiata dalla voce vellutata di Demis?

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  13. francescamatteoni

    (Marco….

    it’s five o’clock and I walk through the empty streets…

    è bellissima!)

    ed ora vado prima di invadere tutti i commenti con il romanticismo dei baci Perugina – che sono trash puro, ma sempre meglio degli sms di cui dice Luca.

    Rispondi
  14. giovanni choukhadarian

    -Amore, cosa sei come ti
    chiami?
    Io non ho nome, ma se tu senti
    in te sporgersi rami
    in te aprirsi sorgenti
    se sei pronto a incendiarti
    ma solo per rinascere
    se ti rapisce un essere
    altro da te e tu vuoi
    che sia felice e fai
    della sua gioia il tuo scopo
    se impari poco a poco
    la dolcezza difficile
    del pianto e del perdono
    tu sai che cosa sono
    tu ami.

    Giuseppe Conte, 2007

    (e poi ditemi se questa non è Poesia! [erompe in lagrime, lo portano fuori in lettiga, n.d.r.]

    Rispondi
  15. Chiara Daino

    Grazie Franz!

    In primis per l’immagine al sapore di Nikita (ovazione per Besson!) e per l’anti-sdilinquimento d’amore tanto in voga.

    Amare non è facile cioccolatino da poter comodamente: comprare-scartare-gustare-digerire.

    Richiede più impegno amare (veramente!) che odiare.

    Perdonate l’allergia al solo “detto” finché non constato il “fatto”.

    Scritto questo: il forte sentire l’amore (mancato/perso/in fieri) è tra le Muse più potenti per Musica e Arte in genere.

    Keep this LOVE and nothing else matters

    Chiara

    P.s. L’Amore è il Big-Bang dell’Italica.
    Si deve inventare una lingua per Parlare e per Scrivere d’Amore: ecco l’Italiano!
    Habemus: nome e letteratura. Glosse e poemi. Libelli epistolari lessici bestiari. E la sostanza?

    Rispondi
  16. ABN

    Qualcuno cita Demis Russos, Dio mio quanto siamo vecchi. E Rain and tears ve la ricordate? Meno male che nello stesso periodo c’erano anche i fratelli De Angelis col loro San-do-kan…

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  17. giovanni choukhadarian

    intono musica canti e poemi
    mentre tu balli ti sciogli
    di più
    l’acqua si beve per dissetare
    mentre ti guardo muoio per te
    nella tua pelle migliaia
    di stelle
    lo spazio cosmico e ancora
    di più
    dammi la vita dammi l’amore
    riprova ancora e non ti fermare
    sciolgo le trecce e i cavalli
    corrono
    e le tue gambe eleganti
    ballano
    balla per me
    balla balla
    tutta la notte sei bella
    non ti fermare ma balla,
    fina a che
    non finiranno le stelle
    l’alba dissolva in tramonto
    io non completi il mio canto
    e canto te

    (dalle parole del Sommo, nell’a. D. MCMLXXIX)

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  18. Chiara Daino

    In tema di Rain & Tears:

    – Guns’n’Roses!!!

    When I look into your eyes
    I can see a love restrained
    But darlin’ when I hold you
    Don’t you know I feel the same
    ‘Cause nothin’ lasts forever
    And we both know hearts can change
    And it’s hard to hold a candle
    In the cold November rain
    We’ve been through this such a long long time
    Just tryin’ to kill the pain
    But lovers always come and lovers always go
    An no one’s really sure who’s lettin’ go today
    Walking away
    If we could take the time to lay it on the line
    I could rest my head
    Just knowin’ that you were mine
    All mine
    So if you want to love me
    then darlin’ don’t refrain
    Or I’ll just end up walkin’
    In the cold November rain

    Do you need some time…on your own
    Do you need some time…all alone
    Everybody needs some time…on their own
    Don’t you know you need some time…all alone
    I know it’s hard to keep an open heart
    When even friends seem out to harm you
    But if you could heal a broken heart
    Wouldn’t time be out to charm you

    Sometimes I need some time…on my
    own Sometimes I need some time…all alone
    Everybody needs some time…on their own
    Don’t you know you need some time…all alone

    And when your fears subside
    And shadows still remain, ohhh yeahhh
    I know that you can love me
    When there’s no one left to blame
    So never mind the darkness
    We still can find a way
    ‘Cause nothin’ lasts forever
    Even cold November rain

    Don’t ya think that you need somebody
    Don’t ya think that you need someone
    Everybody needs somebody
    You’re not the only one
    You’re not the only one

    Rispondi
  19. Luca Ariano

    Forse abbasso un po’ il tono ma questa canzone mi piace assai, la canticchio spesso…
    Un caro saluto

    Firenze (canzone triste)

    Ivan Graziani

    (1980)

    Firenze lo sai non è servita a cambiarla
    La cosa che ha amato di più è stata l’aria
    Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
    Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano

    Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
    Con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire
    Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
    Una donna da amare in due in comune fra te e me
    Ma di tempo c’è ne, in questa città
    Fottuti di malinconia e di lei

    Per questo canto una canzone triste triste triste
    Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
    E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
    Ancora un po’ di lei
    E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
    Ancora un po’ di lei

    Ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era
    Quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
    “Io sono nata da una conchiglia” diceva
    “La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare”

    Caro il mio Barbarossa, compagno di un avventura
    Certo che se lei se n’è andata no, non è colpa mia
    Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
    Ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
    Ma io che farò in questa città?
    Fottuto di malinconia e di lei

    Per questo canto una canzone triste triste triste
    Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
    E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
    Ancora un po’ di lei
    ………………………….

    E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
    Ancora un po’ di lei

    Rispondi
  20. giovanni choukhadarian

    Il tono non si è abbassato: è precipitato e ha provocato una voragine nel suolo. Ritenta, sarai più fortunato.

    Rispondi
  21. Chiara Daino

    Dimenticavo il doveroso tributo (dopo besson e i Guns!) a Sinatra-Tarantino-Uma:

    I was five and he was six
    We rode on horses made of sticks
    He wore black and I wore white
    He would always win the fight

    Bang bang, he shot me down
    Bang bang, I hit the ground
    Bang bang, that awful sound
    Bang bang, my baby shot me down.

    Seasons came and changed the time
    When I grew up, I called him mine
    He would always laugh and say
    “Remember when we used to play?”

    Bang bang, I shot you down
    Bang bang, you hit the ground
    Bang bang, that awful sound
    Bang bang, I used to shoot you down.

    Music played, and people sang
    Just for me, the church bells rang.

    Now he’s gone, I don’t know why
    And till this day, sometimes I cry
    He didn’t even say goodbye
    He didn’t take the time to lie.

    Bang bang, he shot me down
    Bang bang, I hit the ground
    Bang bang, that awful sound
    Bang bang, my baby shot me down…

    *

    e per i nostalgici dell’Equipe 84 ecco la traduzione:

    Avevamo cinque anni,
    correvamo sui cavalli
    io e lei contro agli indiani,
    eravamo due cow boy

    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, lei si voltò
    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, a terra mi gettò.

    Non si può fermare il tempo,
    non si può mutare il vento
    quindici anni aveva lei,
    ricordo quando mi baciò

    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, lei si voltò
    Bang bang, lei mi baciò,
    Bang bang, e a terra mi lasciò.

    Sempre al mondo ci sarà,
    chi quei colpi sparerà
    Sempre al mondo ci sarà,
    chi quei colpi sparerà

    A vent’anni all’improvviso,
    senza dir perché né dove
    se ne andata lei mi ha ucciso
    come fosse un colpo al cuor

    Bang bang, di colpo lei,
    Bang bang, lei si voltò
    Bang bang, lei se ne andò,
    Bang bang, e a terra mi lasciò.

    Rispondi
  22. Luca Ariano

    “Donna felicità” tra l’altro è di Roberto Vecchioni, scritta a inizi carriera quando faceva il paroliere per la “musica leggere” prima di buttarsi in proprio con la canzone d’autore..Scusate la digressione!:-)

    Rispondi
  23. giovanni choukhadarian

    Quand vous serez bien vieille, au soir, à la chandelle,
    Assise aupres du feu, devidant et filant,
    Direz, chantant mes vers, en vous esmerveillant :
    Ronsard me celebroit du temps que j’estois belle.

    Lors, vous n’aurez servante oyant telle nouvelle,
    Desja sous le labeur à demy sommeillant,
    Qui au bruit de mon nom ne s’aille resveillant,
    Benissant vostre nom de louange immortelle.

    Je seray sous la terre et fantaume sans os :
    Par les ombres myrteux je prendray mon repos :
    Vous serez au fouyer une vieille accroupie,

    Regrettant mon amour et vostre fier desdain.
    Vivez, si m’en croyez, n’attendez à demain :
    Cueillez dés aujourd’huy les roses de la vie

    Rispondi
  24. mauro baldrati

    Franz è anche uno sperimentatore. Su Nazione Indiana ha postato dei pezzi-racconto in cui la punteggiatura era stravolta, come esplosa. Sembra facile sperimentare, ma non è così. Ci vuole un rigore particolare per scardinare dall’interno il rigore del potere. E Franz ce la fa molto, molto bene.

    Rispondi
  25. carla

    che belle canzoni…
    ricordate “alta marea” di Venditti?
    Te la dedico Franz!
    un saluto a tutti
    Buona serata
    carla

    Rispondi
  26. francescamatteoni

    OCCHEI andiamoci peso !!!!!

    E ti vengo a cercare
    anche solo per vederti o parlare
    perché ho bisogno della tua presenza
    per capire meglio la mia essenza.
    Questo sentimento popolare
    nasce da meccaniche divine
    un rapimento mistico e sensuale
    mi imprigiona a te.
    Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
    non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
    fare come un eremita
    che rinuncia a sé.
    E ti vengo a cercare
    con la scusa di doverti parlare
    perché mi piace ciò che pensi e che dici
    perché in te vedo le mie radici.
    Questo secolo oramai alla fine
    saturo di parassiti senza dignità
    mi spinge solo ad essere migliore
    con più volontà.
    Emanciparmi dall’incubo delle passioni
    cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
    essere un’immagine divina
    di questa realtà.
    E ti vengo a cercare
    perché sto bene con te
    perché ho bisogno della tua presenza.

    Rispondi
  27. giovanni choukhadarian

    Che orrore questo pezzo battiatesco (e che brutta ricicciatura di un’idea, tanto più fine, che c’è nel Sein und Zeit, no? Sì)

    Rispondi
  28. francescamatteoni

    beh, io l’ho detto che c’andavo peso – e dopotutto Heidegger non scriveva canzonette! (per questo me lo ricordo meno…)

    Rispondi
  29. giovanni choukhadarian

    Altro è andarci peso, altro è toccare quelli che Carlo Carena (su di lui la gloria) chiama simpaticamente gli abissi dell’orrore, appunto. Besos a ti, néanmoins

    Rispondi
  30. ale


    l’amore è una metamorfosi,
    s’increspa il labbro delle colline,
    la tua fronte è solcata,
    ti disegna gli occhi,
    sorridi
    di ogni confine

    (Claudio Lolli)

    Fuori dal fuoritema dico anch’io Grande Franz, un po’ a metà strada fra un sms microcefalogeno e Pasquale l’emigrato di “Bianco rosso e Verdone”.

    Rispondi
  31. franzk

    Me so’ magnato er fegato/ e quello che c’è n’torno/ amore amore amor/ amore amor/ amore un corno…

    Rispondi
  32. giovanni choukhadarian

    E si, me dissi, e intanto m’ eccitai
    mejo indisposta mo, che santa mai
    e ormai spasimavo dalla voja
    me feci strappà pure la vestaia
    nun ce vedevo tanto ero partito
    verso un traguardo fatto de peccato
    ma quano je ‘nfilai la mano sotto
    cò la violenza che c’ha solo ‘n matto
    restai de ghiaccio ‘n mezzo a quelle
    cosce
    la mano mia acchiappò dù cose mosce
    mai viste cosi’ grosse ‘n vita mia
    dù palle come li mortacci sua

    Rispondi
  33. ezio

    Una cosa seria, invece, Franz.
    Leggendo ad alta voce esattamente quello che c’è scritto è stato come ascoltare un amico sordomuto, che con enormi sforzi ha imparato a parlare (e a fare l’architetto, oltretutto). Parla esattamente così. Era come se stesse leggendo lui. La cosa mi ha colpito. Fine.
    e.

    Rispondi
  34. franzk

    Ezio, mi fa piacere. Che t’abbia colpito Il sordomuto. Letto qui. Anzi, let q. 🙂

    Martina, sì, una specie di sincopato. Già.

    Rispondi
  35. claudio damiani

    Ripenso adesso a come amai interamente
    quand’ero ragazzo,
    e a come ero sicuro che il mio amore era un angelo,
    a come anch’io ero un angelo,
    a come eravamo uguali
    (ma lei era più uguale di me).
    E adesso non dico: tutto questo è falso
    perché la vita è diversa, la vita mi ha cambiato;
    adesso invece dico: era tutto vero.
    Nasciamo angeli e interamente amiamo,
    con tutto il cuore del nostro amore ci innamoriamo
    come dei bambini che non conoscono il mondo
    e interamente moriamo.

    Claudio Damiani

    Rispondi
  36. Giancarlo Tramutoli

    Quando nessuno ti ama
    la vita diventa grama
    si avvita si avvita si avvita
    e poi si spana.

    Giancarlo Tramutoli
    Temporali 2002

    Rispondi
  37. Luca Ariano

    SERENATA

    Vorrei essere un galluccio di gennaio
    per cantare tutta la notte
    dietro la tua porta, bella mia.
    Non farla dormire, mio Dio,
    fa che mi ascolti e si affacci.
    «Chi sei tu che canti?» – E tu
    viola che spunti tra i ghiacci?
    Sono un galluccio forastico:
    sei la pollastra che dorme sola

    LEONARDO SINISGALLI

    Rispondi
  38. Giancarlo Tramutoli

    Franz
    mi pare così di aver chiuso
    il cerchio tra amore e morte
    che tu avevi aperto.
    🙂

    Rispondi
  39. franzk

    Grande. Sì, hai chiuso il cerchio.

    l’amore è una cosa sciocca
    che quando scocca
    pare intelligente
    perchè scocca al fondo
    anche se spesso
    è un fondo
    di niente.

    Rispondi
  40. Giancarlo Tramutoli

    Scusate di Cupido l’oltraggio
    ma se l’amore scocca nella scocca
    trattasi di auto-erotismo
    o di catena di montaggio.

    Rispondi

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