• La grande intelligenza abbraccia, la piccola intelligenza discrimina: la grande parola è luminosa; la piccola parola è prolissa. Quando gli uomini dormono, la loro anima entra nella confusione, quando si svegliano, il loro corpo si mette in movimento. Le associazioni umane generano intrighi e complotti. Nascono così le indecisioni, le falsità, i pregiudizi. Piccole apprensioni generano inerzia e pigrizia. Quando gli uomini entrano in azione, guardano i propri simili come l’arciere prende di mira la propria preda; poi restano immobili, attenti alla loro vittoria come congiurati. Si indeboliscono così ogni giorno, come l’autunno e l’inverno che declinano. Sprofondano senza ritorno nelle loro abitudini, vi soffocano e si degradano con l’età; il loro spirito va verso la morte; niente li aiuta a ritrovare la luce.
• Una volta Zhuang Zhou sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang-zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore di essere Zhuang-zi. Non seppe più allora se era Zhou che sognava di essere una farfalla, o una farfalla che sognava di essere Zhou. Tra lui e la farfalla vi era una differenza. Questo è ciò che chiamiamo la metamorfosi degli esseri.
• La vita umana è limitata; il sapere è illimitato. Colui che consuma la propria vita limitata per inseguire l’illimitato sapere giunge all’esaurimento, esauritosi, vuol sapere ancora e muore così di esaurimento.
• La virtù è traviata dall’amore per la fama, l’intelligenza è nata dal desiderio della lotta. La fama crea i conflitti fra gli uomini; l’intelligenza fornisce loro i mezzi per combattersi. La fama e l’intelligenza sono strumenti nefasti; non possono perfezionare la condotta umana.
• Solida virtù e buonafede non bastano a combattere il temperamento di un altro uomo; il suo cuore non è necessariamente toccato dalla buona reputazione e dallo spirito di pace; se vuoi predicare a forza la bontà, la giustizia e qualunque regola di condotta di fronte a questo uomo violento, non farai che opporre la tua onestà alla sua bassezza. Il tuo agire lo si chiama danneggiare l’altro. Colui che danneggia l’altro sarà da questi danneggiato e tu stesso verrai danneggiato da quest’uomo violento.
• Chiunque spinga la propria affabilità fino al servilismo si affloscia e cade in rovina. Chiunque faccia sfoggio della propria calma, ricerca la fama e l’eccentricità. Se il vostro allievo ha il temperamento di un fanciullo, siate fanciullo insieme con lui; se con le altre persone non osserva le distanze, fate lo stesso con lui; se non ha limiti nella propria condotta, siate molto libero con lui. E’ così che potrete condurlo alla perfezione.
• Coloro che esagerano la loro bontà, forzano la loro virtù e così ostruiscono la propria natura, si attirano la fama e suscitano dunque l’invidia di tutti con il loro esempio inimitabile.
• Coloro che esagerano nell’arte del discorrere ricamano minuziosamente le loro frasi e si divertono con sottili paradossi sul duro e sul bianco, sul simile e sul dissimile. Si affannano a cercare una gloria effimera per mezzo di futili parole.
• Chi si serve della sagoma, della corda, del compasso e della squadra per rettificare, offende la natura: chi fa uso della corda, dello spago, della colla e della lacca per consolidare le cose va contro le loro qualità. Chi piega gli uomini con il rito e li fiacca con la musica, chi li protegge con la bontà e li tiene uniti con la giustizia, questi corrompe la loro natura ordinaria.
• Eccellente è chi conta soltanto sulla propria natura originaria e sulle proprie disposizioni innate. Così, l’uomo dall’udito fino non sente l’altro, ma sé stesso; l’uomo chiaroveggente non vede l’altro, ma se stesso. Colui che non vede se stesso ma vede l’altro, che non comprende se stesso ma comprende l’altro, possiede le qualità di un altro e perde le proprie. Così, egli realizza l’ideale di un altro e abbandona il proprio.
• L’uomo comune ama chi gli assomiglia e detesta chi è diverso da lui. Colui chiama la somiglianza e detesta la differenza vuole, a sua insaputa, essere al di sopra degli altri uomini del mondo.
• Così, le parole elevate non toccano il cuore dell’uomo comune. Le parole supreme non riescono a farsi udire: sono ostacolate dalle parole volgari. Non si può raggiungere la metà se si ha il vuoto sotto i talloni.
• Il vuoto, la tranquillità, il distacco, la non curanza, il silenzio, il non-agire sono la livella dell’equilibrio dell’universo, la perfezione della via e della virtù. Per questo il sovrano, il re e il Santo sono sempre in pace. Questa pace conduce al vuoto, un vuoto che è pienezza, una pienezza che è totalità. Questo vuoto conferisce all’anima una tranquillità la quale fa sì che ogni azione compiuta sia efficace. Colui che conserva la propria tranquillità non agisce: lascia questa cura a coloro che ricevono la missione di agire.
• Santo è colui che coglie la propria vera natura e si conforma al proprio destino. Così, non espone il segreto delle sue cinque facoltà. E’ dentro di lui che risiede la gioia del cielo. Nel silenzio conserva la sua gioia interiore.
• “Quando la sorgente si esaurisce, i pesci dello stagno si rifugiano nel fango. Si scambiano i loro aliti umidi e si bagnano l’un l’altro con le loro bave. Questi pesci miserabili non potrebbero essere paragonati a quelli dimentichi di sé nei fiumi e nei laghi”.
• “E’ impossibile parlare del mare alla rana che abita in un pozzo; vive in uno spazio troppo limitato. E’ impossibile parlare del ghiaccio all’insetto che vive solo d’estate; vive un tempo troppo limitato. E’ impossibile parlare del Tao a un letterato che vive in un posto sperduto della boscaglia, è limitato dalla ristrettezza dell’insegnamento ricevuto.”
• Colui che comprende veramente la vita non si preoccupa di ciò su cui la sua vita non può incidere; colui che comprende veramente il Destino non si preoccupa di ciò su cui la sua intelligenza non può incidere.
• “Sul punto di morire, Shun comunicò al suo successore Yu queste istruzioni: Attento! Quanto al comportamento, è meglio mostrarsi come si è: quanto a sentimento è meglio seguire il proprio cuore. Colui che si mostra così com’è non si allontana dalla propria natura; colui che segue il proprio cuore non si consuma.
• “Colui che compie buone azioni senza pensare alla sua bontà sarà amato dovunque”.
• Colui che non agisce secondo la propria sincerità interiore agisce sempre a sproposito. Le sue azioni non si imprimono nella sua anima, perché ciascuna di esse rappresenta una sconfitta interiore.
• Chi esce dal proprio destino e ottiene una cosa diversa da esso, otterrà la propria morte.
• Chi non ha abbastanza forza ricorre all’artificio; chi ha scarsa intelligenza è costretto a mentire; chi è senza risorse diventa ladro.
• Tutti gli esseri hanno le loro ragioni di essere. //Ogni essere ha le sue capacità e le sue incapacità; ha il suo proprio orientamento; è buono per certe cose e non è buono per altre.
• Il peggiore nemico dell’uomo è di avere coscienza delle proprie qualità. Perché ciò lo rende arrogante. Diventato arrogante, non cessa di guardare a se stesso, e ciò lo porta alla rovina.
• Verso le generazioni future, nessuna ostentazione; nell’uso delle cose, nessuna prodigalità; non brillare per competenza in ciò che riguarda le istituzioni; imporsi una disciplina severa per tenersi pronto a soccorrere il mondo in ogni emergenza.
Da: Zhuang-zi (Chuang-tzu) (Adelphi)
Nato nel 369 a.C. nella città di Meng (piccolo centro della prefettura cinese di Gui-de nell’attuale He-nan) e morto nel 286, Zhuang-zi era filosofo e scrittore, uno dei tre grandi della scuola filosofica taoista, insieme con Lao-tzu e Lieh-tzu. L’opera, da cui sono estratti i brevi trattati, aneddoti, apologhi e fiabe, è l’esposizione del pensiero taoista, e prende il nome dell’autore. E’ strutturata in 33 capitoli la cui autenticità, però, è limitata soltanto ai 7 centrali. In alcun periodi, l’opera era compresa nel programma degli esami imperiali per il reclutamento dei funzionari.


Alcuni pensieri sono molto distanti dalla nostra cultura e faccio fatica a comprenderli, senza rapportarli al contesto in cui nascono; altri aprono, anche senza bisogno di mediazione alcuna, squarci di verità.
Grazie, Giovanni, ottima idea. Sarebbe bello darle un seguito, proporre altre “parole da altri mondi”. Anch’io nella Bottega di Lettura su vibrisse sto proponendo delle presentazioni di grandi scrittori non presenti come meriterebbero in Occidente. Di qualcuno, mi piacerebbe proporre su lapoesiaelospirito una piccola antologia di pensieri.
Qualche mese fa, conversando con un’amica in procinto di partire per l’India, dissi che ci doveva essere una qualche importante ragione se la filosofia è nata e si è sviluppata in occidente mentre in oriente non ci sono stati grandi filosofi. In oriente e medio oriente nascono le grandi religioni, in occidente la filosofia. Lo dissi d’istinto, sulla base delle mie modeste conoscenze. Mi fa piacere scoprire invece la grandezza di questo maestro il cui insegnamento è insieme una filosofia (non strutturata) e una religione (senza dogmi e senza missionari), che invita/costringe a una profonda riflessione sul nostro modo di intendere la vita (sia da laici che da credenti). Per il suo valore come insegnamento obbligatorio per i funzionari pubblici e per alcuni tratti che emergono dalle massime e dagli apologhi, mi viene in mente Seneca.
Antonio
conoscevo, come molti immagino, solo il sogno di zhuang tzu, ma anche il resto non è male, se consideriamo pure l’età di questi scritti dei quali, se non per tutti ma sicuramente di una buona parte non se ne può nascondere la verità, allora io non traccerei più delle distinzioni tanto perentorie tra oriente e occidente, nord e sud, cuore e ragione, destro e sinistro, tanto per rimanere nel vago, ma comincerei a non vedere l’altro tanto diverso da me stesso, come è riportato in uno di questi punti, che oggi come allora un uomo è un uomo e sempre è stato un uomo, parafrasando un famoso verso, l’uomo inteso come essero umano naturalmente, o se si prefesisce, accettato che in ogni essere viventa è presente sia una parte femminile sia una maschile, l’uomo nato da una donna è la donna nata dall’uomo. E se nasce femmina che nome gli mettiamo? Chiamiamola Donna, alla faccia della fantasia. Ok mi sa che mi sono lasciato prendere la mano. Comunque grazie.
Giorgio, Antonio, Antonella, Marco: grazie!
(@Giorgio, condivido. C’è distanza, è vero, in molti casi; eppure mi ha sorpreso, rileggendo, la profondità e attualità di alcune massime. La natura umana, in fondo, non è mai cambiata. Sì, sarebbe bello proporre voci di altri mondi. Mi sembra che lo si stia facendo e bene, con varietà e ricchezza di punti di vista.)
Un caro saluto
Giovanni
Sono affascinato, cercavo solo Zhuang-zi e guarda dove son capitato… Purtroppo ho un impegno ma tornerò presto a leggere con attenzione… Ho scritto su una farfalla anch’io, conoscevo il mio sogno traslato alla farfalla non questo “Il sogno della farfalla”… Affascinante, a presto, Emanuele
solo il verme sa essere del tutto verme perche solo il verme conosce la propia natura celeste. zhuang-zi