
Ho paura.
Ho paura di aver paura.
Ho paura di aver paura di aver paura.
Dai giorni che l’urlo di sabbia del profeta
mi ha strappato al torpido Egitto
io mi moltiplico
in un coito senza sudore
con la cattiva opinione di me stesso
Universo parallelo
in cui l’ombra rifugge l’esemplare
discerno e non distinguo
tra corpi e simulacri,
l’intimo e l’altrove.
Accecato dai barbagli si dibatte
il verme nella fossa.
Il cammino è precluso.
L’inferno è la casa degli specchi

o mi moltiplico
era
io mi moltiplico
se chi sa fare mi corregge… se no pazienza
poco importa
figuriamoci una lettera
la cattiva opinione di me stesso, sì, è un tarlo che rode, ma anche una risorsa
Ciao alcor
🙂
Guardarsi allo specchio e non riconoscersi
questo spaventa, si!
La risorsa a cui allude alcor penso che sia il dover (sentito come un dovere per migliorarsi) mettersi alla prova, di fronte alla paura, sfidando la paura stessa.
così la sento anch’io.
la risorsa è anche nello strappo aperto dal teorema.
cos’è la persona? un qualcosa che, simile ad un centro situato nel mondo, dotata di capacità intellettuali e in stato di ricettività, viene fagocitata(dal mondo esterno) oppure invasa da ciò che nasce da essa stessa.
trovo queste parole di edith stein (potenza e atto) di una verità disarmante e mi piace legarle a queste dei fratelli karamazov
cos’è l’inferno? la sofferenza di non essere più capaci di amare
forse questo è davvero l’unico inferno da temere
saluto tutti
elena f
Grazie a chi ha corretto il verso
un po’ l’ho ispirato io il Binaghi poeta -che lo si dica, eh.
un po’ l’ho ispirato e quel po’ pure in bene.
(scherzo, ma non troppo)
paola
vero, paola
“da dove stiamo annegando fin da bambini”
ma anche un’altra paura, di un’altra amica
e poi la voglia di nominare il mio proprio tarlo
rovescio presunti versi
qui
non senza goffaggine
per molte ragioni e nessun motivo
sei un angelo
@valter
bello per me, restare ascoltata e riscritta così.
(anche vanità la mia, ma non solo)
paola
qual’è il nesso con il teorema di goedel?
lorenzo carlucci
Solo un’analogia, con licenza (pseudo) poetica.
L’impossibilità di ricorrere a criteri interni a una teoria per dimostrarne la coerenza. L’impossibilità per il soggetto di vivere di se stesso.
l’inferno non è la casa degli specchi
ed ogni cammino è aperto
ed ogni paura uno scialle leggero
che con il vento sventola e l’opinione
si fa equestre
se solo tu
ti aspirassi l’aria dalle cosce.
16. @Mario:
“ogni paura uno scialle leggero
che con il vento sventola e l’opinione
si fa equestre”
perché non li hai lasciati a me? grazie infinite di averli scritti tu.
ciao, m. da m.
se solo tu
ti aspirassi l’aria dalle cosce.
Ah, l’esoterismo dei poeti!
ma che significa?
Che devo provare a farmi le pompe da solo come d’annunzio?
@ marina
del tuo grazie, grazie.
@ binaghi
“ma che significa?”
non lo so, davvero.
mario
volevo ringraziare tutti per questa brillante magia che regalate
buonanotte
Tiziano