ACCIDIA (sopra il teorema di Godel)

specchiarsi

Ho paura.
Ho paura di aver paura.
Ho paura di aver paura di aver paura.
Dai giorni che l’urlo di sabbia del profeta
mi ha strappato al torpido Egitto
io mi moltiplico
in un coito senza sudore
con la cattiva opinione di me stesso

Universo parallelo
in cui l’ombra rifugge l’esemplare
discerno e non distinguo
tra corpi e simulacri,
l’intimo e l’altrove.

Accecato dai barbagli si dibatte
il verme nella fossa.
Il cammino è precluso.
L’inferno è la casa degli specchi

18 pensieri su “ACCIDIA (sopra il teorema di Godel)

  1. vbinaghi

    o mi moltiplico
    era
    io mi moltiplico

    se chi sa fare mi corregge… se no pazienza
    poco importa
    figuriamoci una lettera

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  2. carla

    Guardarsi allo specchio e non riconoscersi
    questo spaventa, si!
    La risorsa a cui allude alcor penso che sia il dover (sentito come un dovere per migliorarsi) mettersi alla prova, di fronte alla paura, sfidando la paura stessa.
    così la sento anch’io.

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  3. elena f.

    cos’è la persona? un qualcosa che, simile ad un centro situato nel mondo, dotata di capacità intellettuali e in stato di ricettività, viene fagocitata(dal mondo esterno) oppure invasa da ciò che nasce da essa stessa.

    trovo queste parole di edith stein (potenza e atto) di una verità disarmante e mi piace legarle a queste dei fratelli karamazov

    cos’è l’inferno? la sofferenza di non essere più capaci di amare

    forse questo è davvero l’unico inferno da temere

    saluto tutti

    elena f

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  4. paola

    un po’ l’ho ispirato io il Binaghi poeta -che lo si dica, eh.
    un po’ l’ho ispirato e quel po’ pure in bene.
    (scherzo, ma non troppo)
    paola

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  5. vbinaghi

    vero, paola
    “da dove stiamo annegando fin da bambini”
    ma anche un’altra paura, di un’altra amica
    e poi la voglia di nominare il mio proprio tarlo

    rovescio presunti versi
    qui
    non senza goffaggine
    per molte ragioni e nessun motivo

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  6. valter binaghi

    Solo un’analogia, con licenza (pseudo) poetica.
    L’impossibilità di ricorrere a criteri interni a una teoria per dimostrarne la coerenza. L’impossibilità per il soggetto di vivere di se stesso.

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  7. Mario Ardenti

    l’inferno non è la casa degli specchi
    ed ogni cammino è aperto
    ed ogni paura uno scialle leggero
    che con il vento sventola e l’opinione
    si fa equestre

    se solo tu
    ti aspirassi l’aria dalle cosce.

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  8. Marina Pizzi

    16. @Mario:
    “ogni paura uno scialle leggero
    che con il vento sventola e l’opinione
    si fa equestre”

    perché non li hai lasciati a me? grazie infinite di averli scritti tu.

    ciao, m. da m.

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  9. vbinaghi

    se solo tu
    ti aspirassi l’aria dalle cosce.

    Ah, l’esoterismo dei poeti!

    ma che significa?
    Che devo provare a farmi le pompe da solo come d’annunzio?

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