Via crucis (di Elena F. Ricciardi)

*

Soltanto bianco muro e buio

intorno nulla camera spoglia

di pensieri ombra lontananza

e silenzio assenzio da masticare

a gocce attraversa fessure

la luce immaginata di ieri

camicia di forza sforzo di mente

urlato alla terra di luna

alla faccia nascosta del pregare

insistente chiodo conficcato

nella croce silenzio di Dio.

*

Solo per sempre il dado è

nessun abbraccio

nessun bacio notturno

non una carezza a lenire

lo squarcio dei giorni sul tronco secco

il cammino aspro alla morte aguzza

lascia traccia volto all’umano

sul telo disteso al sole del mattino

il peso regolato sulla soma

dell’angelo che non ritorna l’ala

al giorno che viene mesto.

Ecco di fronte cade

la fronte recisa dai pensieri.

*

le urla ormai lontane e i gridi

uccelli non si posano leggeri

pensieri in fuga e stallo il cuore offeso

sacco svuotato corpo senza forza

tre volte cade l’ultima rimane

per tutte e tutto e tutti

cade il pane fatto in pezzi fra le mani

cade la piaga a nascere la gemma

cade senza rumore nuda pelle

vestito dall’offesa cade

cede la povertà ubertosa del silenzio.

*

passione per la vita strappo

squarcio alla bocca dentro il grido

mano segreta un colpo un solo squasso

l’anima sola resta arresa appesa al sole

tempio passato all’istmo stretto

petto di sale insipidito

fonte di sabbia sbocco di sete

non senti quest’arsura?

Davanti solo cielo di silenzio.

L’ultima goccia poi – più nulla.

*
sola la notte accorda grilli e ulivi

attende nuda il passo verso l’orto

la tavola le briciole del pasto

l’agnello non rimasto il vino

sorbito sette volte –

disteso fiacco fianco di libertà

infisso trapassato furto futuro

alla parete divelto dalla storia –

sola la notte scorda il cuore solo

la serpe striscia ancora

tenta il suo sibilo sinistro.

*
il monte svetta solitario

aggrumato lavico sangue acceca

l’ultimo breve beve il passo estremo

sconfitto confitto appeso maschera

senza volto cuspide d’orrore

ammutolisce il vento

la vena lenta sfiuma sfuma

evapora l’orrido grido in goccia

la stessa che dall’ombra cadde

ora risale discendendo

oltre la notte umana.

*

passo lento di sconosciuto

sottratto a forza dall’indifferenza

il palo sverso al braccio

puntello umano al tratto di salita

sapere quello straccio

i punti i tratti i detti e i silenzi

solo l’odore acre del sudore

resta del sangue il segno sulla mano.

*
ora le braccia spalancate

stanno liberi rami tesi al grigio

sordo secco solido pianto

ginocchia frantumate sulla pietra

dura divelta gettata al margine.

esistere in questo raggio che penetra

obliquo nella roccia

panno leggero ripiegato al lato.

8 pensieri su “Via crucis (di Elena F. Ricciardi)

  1. Roberto Rossi Testa

    Cara Elena,
    ognuno ha la sua via verso la croce/Croce, la cui conoscenza gli permette di farsi almeno un’idea di quella degli altri e di “simpatizzare”, di “compatire”.
    Fra le tante perle, o schegge di ossidiana, di questi versi ho notato in particolare il “sale insipidito” che non evita l’arsura ma (almeno così ho inteso) ottunde la consapevolezza.
    Grazie e buona Pasqua,
    Roberto

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  2. Chiara Daino

    Croce e Luce nella parola che annulla le distanze: cade e non cede. Comprende.

    L’abbraccio che sai nel silenzio che riporta il sentire.

    E’stima tesa alla corda.

    Chiara

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  3. elena f.

    non trovo mai parole in grado di dire la mia gratitudine ma sappiate tutti che è immensa

    roberto
    ” sale insipidito” grazie della lettura che mi apre un altro spiraglio a quel che ho scritto.
    per me , (ma la poesia è di chi legge e non di chi scrive,) è un’immagine potente di inutilità e della sete che da questo sentire nasce.

    franz grazie per il drammatico e puntuto perchè è così che sono nati.

    chiara GRAZIE! sì il paradosso della luce nella croce, dell’ubertosa povertà del silenzio .

    chi soffre sa/sente che è così.

    un abbraccio a tutti! Vi auguro una Pasqua(passaggio) alla gioia!

    saluto tutti

    elena f

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  4. elena f.

    grazie ad enrico, mariapia e luca di essere passati di qui e ricambio di cuore gli auguri per una pasqua di gioia.

    saluto tutti

    elena f.

    Rispondi

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