Don Luisito Bianchi compie 80 anni. E io – cosa mai fatta in vita mia: mai andato a feste di compleanno, io – domenica sono andato all’Abbazia di Viboldone dove, in gran segreto, lo hanno festeggiato. In gran segreto, perché se don Luisito l’avesse saputo c’era il rischio di una sua fuga. Don Luisito, che ha scritto un capolavoro (La messa dell’uomo disarmato) e un libro-testimonianza sul suo essere prete in fabbrica (Come un atomo sulla bilancia) ha basato la sua vita sulla gratuità.
«Quando Gesù Cristo si è fatto uccidere in croce non l’ha fatto in cambio di uno stipendio… e quando i giovani partigiani andavano a combattere e a morire l’hanno fatto con gratuità…. io non li ho seguiti, non andai a combattere e mi spiace… ma cosa credete, un prete è anche un uomo e non è indifferente alla bellezza della donna: ecco, il mio primo atto come prete, la prima gratuità, fu rinunciare a questo….», mi ha detto Luisito, poco tempo fa.
Don Luisito dice cose forti, sussurrando.
Lui ha fatto il prete senza ricevere mai lo stipendio dalla propria curia. E oggi fa il pensionato: 600 euro al mese grazie ai contributi versati facendo l’operaio e il benzinaio. I proventi dei libri vanno alle missioni.
Ho scelto questa sua poesia, quasi a caso, così da dedicarla a lui, a chi gli vuole bene (perché don Luisito ti indonda d’amore), a chi non lo conosce.
Basta poco.
NEL PRATO
(di don Luisito Bianchi)
Scruto scritture di foglie sul prato
come tremanti viscere l’aruspice
d’altra stagione di funghi verrà
a liberarmi letizia d’incontri
con prataioli e chiodini.
– Sarà
non sarà -, quali sentenze appannate
di sibille m’echeggiano a risposta
mentre frugo con gli occhi le ramate
foglie e preparo il riso dell’invenzione
d’un bizzarro baschetto di velluto.
E sconosciuti sussulti di vita
stendono velo pietoso sul dubbio,
nell’aria gonfia di pioggia,
bastandomi
pochi passi di prato ad appagare
in parabola tutto il mio andare.
25 ottobre 1993
Le poesie di don Luisito si trovano su www.orasesta.it

E sconosciuti sussulti di vita
stendono velo pietoso sul dubbio,
nell’aria gonfia di pioggia,
bastandomi
pochi passi di prato ad appagare
in parabola tutto il mio andare.
è bello iniziare il nuovo giorno ricevendo gocce di luce immeritata
grazie
saluto tutti
elena f
Grazie Fabrizio , l’amore compare agl’occhi, grazie.
che bella cosa Fabrizio!
dedicare a tanta generosità un piccolo – grande – spazio.
Un abbraccio a Don Luisito!
Buona giornata
Grazie per questa notizia, che l’amore è gratuità vera non ce lo ricordiamo spesso, no.
E Don Luisito andava ricordato, ora leggerò anche L’ora sesta.
Grazie, di questo.Maria Pia Q.
bisogna ringraziare Remo! un saluto e un grazie a voi.
fabrizio
La gratuità è veramente cruciale. Credo che sia esperienza comune che tutto ciò che conta e che paradossalmente dà di più anche a chi lo compie è compiuto in uno slancio incalcolato di passione. Ma se non si è fatti in un certo modo per ottenere da sé quell’abbandono occorre un duro continuo scontro; mentre se si è fatti in quel certo modo la si paga ben cara, anche se pare non costare troppo. Come dice quel verso sublime: “Vivere ardendo e non sentire il male”.
Un caro saluto,
Roberto
Grazie Fabry per l’omaggio ad una grande persona ed un ottimo scrittore. Il suo libro (il primo) dovrebbero leggerlo tutti, soprattutto certi revisionisti dell’ultima ora. Con questo non voglio certo negare le zone d’ombra della Resitenza ma in questi anni, in questo Paese, come sempre in tutto ormai, troppo pressapochismo, superficialità, risse assurde ed inutili. Non sapevo però scrivesse anche versi….
Un caro saluto
Grazie Remo!!Ho letto dopo….
Un caro saluto
Luisito è capace di mettere in crisi anche i cuori in pace con la scrittura. E’ capace di ribaltare il senso di intendere la Parola. “Il rispetto per la Parola” è quello che invocherò da oggi in poi, dopo il regalo che mi ha fatto Remo, di avermi presentato Luisito, di avermi fatto conoscere la sua Resistenza.
e.
ah che splendido, una davvero bella sorpresa; grazie, Fabrizio, per quest’omaggio a Don Luisito – a prescindere dall’essere credenti o no (ed io, forse, con estremo timore e tremore spero di esserlo, sapendo, però, paradossalmente che “la ragione conosce passioni che il cuore non conosce”, citando non ricordo chi…), credo che don Luisito Bianchi rappresenti pienamente quell'”altra tradizione” della cultura italiana, che attraversa, per tensione etica, l’Ottocento e, soprattutto, il Novecento, da Gobetti a Don Minzoni, da Salvemini a Don Mazzolari, da Calamandrei a La Pira, da Luigi Einaudi ad Arturo Carlo Jemolo – ecco, leggendo quest’omaggio a don Luisito ho pensato ad un personaggio col quale l’abbinamento potrebbe apparire improprio: Carlo Rosselli -uno che per un amore folle della libertà ha “gettato il corpo nella lotta”, per citare Pasolini – a giugno ricorrono i settant’anni dall’assassinio (assieme al fratello Nello) – era il padre di Amelia Rosselli
e ringrazio, ovviamente (et in primis) Remo Bassini
Grazie ad Enrico De Lea, per averci ricordato che ricorrono i settanta !!! anni dall’assassinio di Carlo e Nello Rosselli..
e che questa enormità di sangue e vite versate
ridiventi “qualcos’altro, qualcun altro modo” come scrissi..
Maria Pia Q.
La lezione dei fratelli Rosselli andrebbe oggi riscoperta, soprattutto in questa stagione dove la politca in crisi è sempre più ombelicale e lontana dalla gente. Non vi ricorda una certa poesia e certi poeti? Facendo le debite proporzioni naturalmente…Grazie Enrico!
Un caro saluto
quando Remo imparerà a postare, mi mancheranno tutti i ringraziamenti presi in sua compagnia:-)
lui se li merita ampiamente, comunque. come don Luisito.
un saluto a tutti
fabrizio
In effetti: complimenti.
Ho saputo di don Bianchi nel giugno scorso. Per caso. Stavo uscendo con mia figlia, quarantenne, quando abbiamo incontrato una gentile signora. Dopo lo scambio di saluto e poche parole di circostanza c’è stato un intenso dialogo -durato pochissimi minuti. La signora ci ha dato notizia dell’anziano prete-operaio, che aveva partecipato alla guerra di Resistenza e che -attualmente- costituisce il centro cultural-religioso dell’ antica abbazia. Quella signora,catechista e seguace di don Bianchi, ci parve un angelo e glielo dicemmo. Madre di 8 figli ci impressionò per l’intensità della sua fede e per la sua testimonianza. Forte dell’esempio di questo grande sacerdote.