Cari Amici,
Finalmente dopo tanta fatica siamo riusciti a pubblicare l’antologia di
poesia
Plastic Poetry Party che racchiude una multitudine sfaccettata di poeti
giovani
e sconosciuti e non, ed altri più famosi nel campo della musica come Elisa,
Omar Pedrini, Neffa, Claudio Rochi, Andy dei BlueVertigo e Carlotta ed
altri
ancora !!!!
Presentiamo l’antologia Plastic Poetry Party al Festival di Bazzano
(Bologna)
AFA Reading Festival Sabato 30 Giugno alle 18:00, presso il parco1. Maggio.
Ci saranno video di letture poetiche di artisti famosi come Allen Ginsberg,
Wim Wenders, Dario Fò, Linsday Kemp, Robbie Robertson, Fernando Rey ed
ancora
altri. Ci sarà un performanc/lettura dal vivo con Monica Borettini e
Clare Ann
Matz, ci sarà musica, aperitivi, istallazioni audio/visual ed amici!
Un Plastic Poetry Party insomma da non perdere!
Qui allegato la locandina ed il programma per maggiori informazioni.
Spero di vedervi a Bazzano Sabato 30 Giugno alle 18 nel Parco 1° Maggio
Ciao
Clare

Attendo con fiducia le poesie di Mino Reitano, però. Davvero. Tra i cantanti voglio anche Mino. Non vorrei che fosse stato escluso dalla rassegna per limiti di età, o perchè troppo “spiritoso”. Ricordatevi di “Gente di Fiumara”, ricordatevi!
E Nico Fidenco? No, dico, Nico Fidenco perchè non l’avete invitato? Grazie per una spiegazione, anche parziale e/o di parte – eventualmente paracula. Grazie.
FK (una J in meno, uno scrittore in più)
eheh, lui non c’è, devi accontentarti degli Ariano, Saya, Simonelli, Vaccaro…ma Elisa is OK.
Elisa is OK?
papà ti ha insegnato le lingue, bravo figliuolo!
Si, Franz, Elisa non è niente male. Certo non è Bersani, a mio avviso il migliore nella scrittura dei testi.
Buona notte
Marco
ma è il mitico Claudio Rocchi ? o un Rochi che non conosco?
ahimè, non so se potrò partecipare ma qualora lo facessi vi propinerei una lettura integrale del mio poemetto intitolato ALBANEIDE (epos di Al Bano)
besos
Quando stai mangiando una mela
tu e la mela siete parti di Dio
Questo il mitico Rocchi negli anni Settanta.
Pensate un po’: bigiavamo le lezioni di filosofia al liceo
per l’induismo d’accatto di questo profondo pensatore, poi passato all’eroina, poi agli Hare Krsna, adesso poeta contemporaneo.
Sempre sulla breccia, però.
hanno sbagliato. dovevano chiamare me, poi hanno chiamato rocchi. una quasi omonimia. cazzi loro. i miei successi dei 70/80 se li sognano. io sto con gli ippopotami, in balera. almeno lì capiscono certe tematiche. io e gatto panceri. per non parlare di aleandro baldi, che sicuramente non l’han chiamato perchè portatore di handicap cioè non vedente. vabè, il discorso è lungo, glisso e saluto con un arrivederci al “madrassa” di modena il 9, al “coregon” di san donà del piave il 13, al “sgrilly sgrilly” di cazzate con urgnate il 17. ciao da santino.
Anche io non potrò partecipare sennò penso avrei cantato un pezzo di rock-prog lungo 30 minuti…come intermezzo delle mie letture per un totale di 2 ore… 🙂 Buona lettura a Bazzano!!!
Un caro saluto
Monica Borettini mi chiede di inviare questa risposta, che non può inserire personalmente.
Cari amici,
nel ringraziarvi sentitamente dell’attenzione ricevuta in merito alla pubblicazione dell’Antologia Plastic Poetry Party, l’incontro mi è gradito per mettervi a parte di qualche curiosità sul volumetto medesimo.
Intanto condivido in pieno le vostre perplessità circa il mancato inserimento di nomi importanti, ma credetemi, la breve gestazione del libro (appena” 6 “anni per ottenere il materiale dagli interpellati, le liberatorie che nessuno si ricordava di inviare, senza contare le case editrici che tutt’ora non hanno letto detta antologia ma hanno promesso di pubblicarla certamente) ha purtroppo fatto sì, che molti nomi illustri, le cui opere sono arrivate dopo che il libro era già stato realizzato da “Lulu’”, siano stati esclusi, impedendoci di allargare i nostri orizzonti. A questo punto la prossima volta che io e Clare decideremo di realizzare un’antologia, memori di questa esperienza straordinaria, concederemo tempi più lunghi, almeno del doppio (12 anni mi paiono un periodo più che ragionevole) per far in modo che tutti possano darci la loro squisita attenzione.
Vorrei citare due nomi in particolare, poichè ogni volta che penso alla loro esclusione, mi sento un groppo alla gola che davvero non riesco a cacciare giù, eccoli:
Le sorelle Fasananza da Carugate, che con tanta passione hanno inviato una lirica (ahimè fuori tempo massimo!!!) che mi sento di trascrivervi, per non privarvi di un tale apice letterario, espresso nel dolore sincero di un abbandono privo di pietà:
Al mio giovane e ramingo cuore
Lassù nel luccicore
delle ultime stelle
nascosta appena sotto
l’ascella di un dio ribelle
giace la pena del mio cuor profondo
che osserva piano e senza più speranze
il lento scorrer di un desiderio immondo:
lasciata m’hai per un giovine belloccio
tu m’ahi gettata via
come un bisunto cartoccio!!
Che resta ormai del mio divin furore
se tu con me non farai più all’amore?
Marilena(l’abbandonata) e Mariuccia (la poetessa) Fasananza
A seguire, purtroppo, un’altra esclusione più che illustre:
La poetessa Chantal Cliccalerba da Pieve di Cusignano (pr) che come forse non tutti sanno, esce da una promettente fucina di talenti indiscussi, sorta in tale minuscolo paesino, la quale, troppo tardi è giunta alle nostre purtroppo incerumate orecchie…Ascoltate la pregnanza del perdono, l’abito vacillante del dubbio, il rosa che si apre alla speranza di un sogno che non si dissolve tra lacrime e spine….
Per te
Eccoti
il dono del silenzio è la tua forza
muto nel pallore di un mattino
ti ho scorto,
la valigia rattoppata
davanti alla mia porta
ed ho capito
tornavi da me
con quello sguardo mite
di bove mesto e languido
con quella tua chitarra devastata
e scarpe puzzolenti di
stanco pellegrino
raccolta ho tra le mani
la tua conchiglia bianca
e vi ho versato ancora
un poco del mio vino
or non so più non so che fare
possiam ricominciare?
Chantal Cliccalerba
Mi sento anche in sintonia con il Simonelli, non è da tutti scrivere l’Albaneide e gli faccio i miei più vivi complimenti. Al pensiero di aver osato presentare (ai tempi naturalmente, ora, vecchia e malandata non oserei più, lo giuro!!!) a professori altezzosi e canuti dai denti digrignanti, la mia tesi in lingua inglese sulla “Fenomenologia della masturbazione musicale di Jimi Hendrix e lo strano caso delle Fender scellerate”, mi sento quasi un verme.
Un cordiale saluto a voi tutti.
da Monica
rispondendo a v. binaghi: per conoscenza mai passato all’ o attraverso l’eroina.
comunque bigiare non era quasi mai inutile.
o no?
Allora scusami. Era una leggenda metropolitana che circolava tra noi eroinomani di allora: “Anche Claudio!” diceva qualcuno.