inedito

(i nostri)

All’artificio del volto trapassato
tributava il vizio vernacolo dei morti,
eppure il cimitero era ventoso
e panoramico – suo padre sempre
si fermava estraneo sul cancello,
lontano dai lumìni. Spazzando petali,
scontando, volti d’altri figli in orazione
astuta, di resa al mondo, di sospetto dio.

4 pensieri su “inedito

  1. anna lamberti bocconi

    Quando fecero per infilare la cassetta coi resti del mio caro amico nella parete del cimitero, una lucertolina scappò fuori dal loculo e corse via. La morte entrava e la vita fuggiva, così verde e luminosa, in quel piccolo cimitero di montagna. Questo vuol dire il vento nei cimiteri.

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  2. enrico

    vi ringrazio davvero di cuore – ci sono certi cimiteri nei luoghi del mio passato (Sicilia, area jonica, tra Taormina e lo Stretto di Messina, i luoghi di D’Arrigo e, in parte, di Cattafi) collocati in posizione panoramica, estrema, con una visione della temporalità così rarefatta (come quello di Casalvecchio Siculo, dove riposa mio padre) che mi hanno evocato questi versi…

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