La penultima parola

Apparentemente senza grandi avvenimenti si svolge la vita del poeta espressionista August Stramm (*29.7.1874) che cadde nel 1915 in Russia, l’ultimo del battaglione da lui comandato.
Solo negli ultimi anni della sua vita, Stramm, che fu dirigente nel ministero delle poste a Berlino, trova il suo inconfondibile linguaggio, la cui radicalità lo distingue da altri poeti espressionisti della sua generazione, in fondo più tradizionalisti. Come se sapesse di non aver molto tempo a disposizione, Stramm percorre la via della modernità con passo accelerato, distruggendo nell’arco di un brevissimo tempo coraggiosamente la sintassi e perfino le parole stesse, estraniandole, spezzandole e ricomponendole secondo la necessità poetica di dare voce ad un mondo che sta per crollare. Il suo sguardo spietato si fa poesia scarna e ostile, difficile da amare. Poesia minima o addirittura appendice di poesia in un mondo impazzito, dove i bei versi del passato sono stati definitivamente superati da un realtà brutale, violenta e senza senso.
E’ l’esperienza della prima guerra mondiale a dare il colpo finale alla poesia di Stramm. Colpo finale – qui inteso in tutta la sua ambiguità , perché la poesia di Stramm nasce morendo o muore nascendo si potrebbe dire con un paradosso. E’ proprio nell’ombra della morte che le sue poesie, facendosi sempre più corte ed affannate, trovano il loro inconfondibile tono. Alla fine salva quasi solo i sostantivi e qualche verbo-tronco che, derubato dalla sua funzione di legare, sembra non reggere più la pesantezza dei nomi, cioè dei fatti.
Poesia della non-parola, della parola sconfitta dalla distruzione universale della cultura di cui la prima guerra mondiale fu, come sappiamo oggi, soltanto l’incipit.

Urlo.
Poi il silenzio dopo la battaglia.

E’ la morte ad avere l’ultima parola, ma la penultima è pur sempre del poeta.

Wiedersehen

Dein Schreiten bebt
In Schauen stirbt der Blick
Der Wind
Spielt
Blasse Bänder.
Du
Wendest
Fort!
Den Raum umwirbt die Zeit!

Rivedersi

Il tuo incedere trema
Gli occhi muoiono guardando
Il vento
Gioca
Pallidi nastri
Tu
Ti
Volgi!
Il tempo corteggia lo spazio!
Vernichtung

Die Himmel wehen
Blut marschiert
Marschiert
Auf
Tausend Füßen.
Die Himmel wehen
Blut zerstürmt
Zerstürmt
Auf
Tausend Schneiden.
Die Himmel wehen
Blut zerrinnt
Zerrinnt
In
Tausend Fäden.
Die Himmel wehen
Blut zersiegt
Zersiegt
In
Tausend Scharten.
Die Himmel wehen
Blut zerschläft
Zerschläft
Zu
Tausend Toden.
Die Himmel wehen
Tod zerwebt
Zerwebt
Zu
Tausend Füßen.
Annientamento

I cieli soffiano
Sangue marchia
Marchia
Su
Mille piedi.

I cieli soffiano
Sangue assalta
Si sfascia
Su
Mille lame.

I cieli soffiano
Sangue cola
Si sfascia
In
Mille fili.
I cieli soffiano
Sangue perde
Si sfascia
In
Mille feritoia.
I cieli soffiano
Sangue dorme
Si sfascia
In
Mille morti.

I cieli soffiano
Morte si sfascia
Si sfascia
In
Mille piedi.

Urwanderung

Raunen und Schrei
Fuß vor Fuß!
Winken Hasten Zagen
Hinab zum Fluß!
Schlürfen und Schnaufen
Weiter… weiter!
Ungeheuer!
Schrecken und Wut!
Mann und Weib
Steine in krampfenden Fäusten
Hinweg!… Hinweg!
Rauschen und Wehn!
Hunger!
Rinde und Blatt
Weiter!
Entwurzelter Stamm
In nerviger Faust!
Schwung und Schlag!
Blutiger Fraß!
Fort!
Blendende Strahlen
Aus blutrotem Rund!
Machtvoller!
Hin!
Blindes Dunkel
Grausen um um
Schlaf und Tod
Schrecklicher!
Hilf!
Ruhe und Rast
Weiter und weiter!
Fluß und Tal
Weiter und weiter!
Wasser und Sand
Weiter und weiter!
Weiter! Weiter!
Cammino primordiale

Bisbigli e urlo
Ad ogni passo
Attendere affrettarsi esitare
Giù al fiume!
Sorbire e ansimare
Avanti… avanti!

Mostro!
Spavento e furore!
Maschio e femmina
Sassi in pugni contratti
Lontano! … Lontano!

Stormire e soffiare!
Fame!
Corteccia e foglia
Avanti!

Tronco sradicato
Nel pugno nervoso
Spinta e colpo!
Porcheria insanguinata!
Via!

Raggi abbaglianti
Di cerchio rosso sangue!
Più forte!
Là!

Oscurità cieca
Orrore intorno
Sonno e morte
Terribile!
Aiuto!

Silenzio e sosta
Avanti e avanti!
Fiume e valle
Avanti e avanti!
Acqua e sabbia
Avanti e avanti!

Avanti! Avanti!

Liebeskampf

Das Wollen steht
Du fliehst und fliehst
Nicht halten
Suchen nicht
Ich
Will
Dich
Nicht!
Das Wollen steht
Und reißt die Wände nieder
Das Wollen steht
Und ebbt die Ströme ab
Das Wollen steht
Und schrumpft die Meilen in sich
Das Wollen steht
Und keucht und keucht
Und keucht
Vor dir!
Vor dir
Und hassen
Vor dir
Und wehren
Vor dir
Und beugen sich
Und
Sinken
Treten
Streicheln
Fluchen
Segnen
Um und um
Die runde runde hetze Welt!
Das Wollen steht!
Geschehn geschieht!
Im gleichen Krampfe
Pressen unsre Hände
Und unsre Tränen
Wellen
Auf
Den gleichen Strom!
Das Wollen steht!
Nicht Du!
Nicht Dich!
Das Wollen steht!
Nicht
Ich!
Lotta d’amore

Il volere è
Tu continui a fuggire
Non tenere
Cercare no
Io
Non
Ti
Voglio!
Il volere è
E abbatte le pareti
Il volere è
E svuota i fiumi
Il volere è
E accorcia i miglia
Il volere è
E ansima e ansima
E ansima
Davanti a te!
Davanti a te
E odiare
Davanti a te
E difendersi
Davanti a te
E chinarsi
E
Crollare
Calciare
Accarezzare
Bestemmiare
Benedire
Per e per
Il rotondissimo mondo affannato!
Il volere è!
L’accadere accade!
Nello stesso crampo
Premano le nostre mani
E le nostre lacrime
Onde
Sullo
Stesso fiume!
Il volere è!
Non tu!
Non te!
Il volere è!
Io
no!
Erinnerung

Welten schweigen aus mir raus
Welten Welten
Schwarz und fahl und licht!
Licht im Licht!
Glühen Flackern Lodern
Weben Schweben Leben
Nahen Schreiten
Schreiten
All die weh verklungenen Wünsche
All die harb zerrungenen Tränen
All die barsch verlachten Ängste
All die kalt erstickten Gluten
Durch den Siedstrom meines Blutes
Durch das Brennen meiner Sehnen
Durch die Lohe der Gedanken
Stürmen stürmen
Bogen bahnen
Regen wegen
Dir
Den Weg
Den Weg
Den Weg
Zu mir!
Dir
Den Weg
Den ichumbrausten
Dir
Den Weg
Den duumträumten
Dir
Den Weg
Den flammzerrissenen
Dir
Den Weg
Den unbegangenen
Nie
Gefundenen Weg
Zu
Mir!

Ricordo

In me tacciono mondi
Mondi Mondi
Neri e pallidi e luminosi!
Luce nella luce!
Ardere vacillare fiammeggiare
Tessere vibrare vivere
Avanzare incedere
Incedere
Tutti i desideri dolorosamente svaniti
Tutte le lacrime aspramente svanite
Tutte le angosce bruscamente derise
Tutte gli ardori freddamente soffocati
Attraverso il flusso bollente del mio sangue
Attraverso il bruciare dei miei tendini
Attraverso la vampa dei pensieri
All’assalto all’assalto
Aprire archi
Sentieri di pioggia
Te
La strada
La strada
La strada
Verso me!
Te
La strada
Ribollente di me
Te
La strada
Trasognata di te
Te
La strada
Spezzata dalle fiamme
Te
La strada
Mai percorsa
Mai
Trovata
Verso
Me!
Abendgang

Durch schmiege Nacht
Schweigt unser Schritt dahin
Die Hände bangen blaß um krampfes Grauen
Der Schein sticht scharf in Schatten unser Haupt
In Schatten
Uns!
Hoch flimmt der Stern
Die Pappel hängt herauf
Und
Hebt die Erde nach
Die schlafe Erde armt den nackten Himmel
Du schaust und schauerst
Deine Lippen dünsten
Der Himmel küßt
Und
Uns gebärt der Kuß!

Passeggiata serale

Nella morbida notte
Tacciono i nostri passi
Le mani smorte temono l’orrore
Il chiaro inchioda il nostro capo in ombre
In ombre
Noi!
Alta brilla la stella
Il pioppo appeso lassù
E
Solleva la terra a
La lasca terra braccia il cielo nudo
Tu guardi e rabbrividisci
Le tue labbra esalano
Il cielo bacia
E
ci partorisce il bacio!
Wache

Das Turmkreuz schrickt ein Stern
Der Gaul schnappt Rauch
Eisen klirrt verschlafen
Nebel Streichen
Schauer
Starren Frösteln
Frösteln
Streicheln
Raunen
Du!

Guardia

Una stella spaventa la croce sulla torre
Il ronzino prede una boccata di fumo
Ferro assonnato stride
Nebbie passano
Brivido
Irrigidirsi rabbrividire
Rabbrividire
Accarezzare
Bisbigliare
Tu!

Patrouille

Die Sterne feinden
Fenster grinst Verrat
Äste würgen
Berge Sträucher blättern raschlig
Gellen
Tod.

Pattuglia

Le stelle inimicano
Finestra sghignazza tradimento
Rami strozzano
Monti cespugli sfaldano frusciando
Stridulano
Morte.
Sturmangriff

Aus allen Winkeln gellen Fürchte Wollen
Kreisch
Peitscht
Das Leben
Vor
Sich
Her
Den keuchen Tod
Die Himmel fetzen
Blinde schlächtert wildum Entsetzen.
Assalto

Dappertutto rimbombano paure volere
Strilla
Frusta
La vita
Davanti
A sé
L’ansimo della morte
I cieli si squarciano
Il terrore macella selvaggio i ciechi

( Tentativi di traduzione di Stefanie Golisch)

6 pensieri su “La penultima parola

  1. fabry2007

    “Poesia della non-parola, della parola sconfitta dalla distruzione universale della cultura di cui la prima guerra mondiale fu, come sappiamo oggi, soltanto l’incipit”.

    grazie, Stefanie, per i tuoi ritrovamenti preziosi. commuove leggere questi versi in bilico sul nulla: una testimonianza lancinante di una volontà disposta a resistere solo con la sua essenza scarnificata.

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  2. elena f

    Il cielo bacia
    E
    ci partorisce il bacio!

    la penultima parola è l’orrore e la speranza che l’ultima sia l’amore

    strazianti e bellissime

    elena f

    Rispondi
  3. stefanie golisch

    Io credo nella radicalità di Stramm! E mi piace questa contraddittorità : che proprio egli che non faceva parte della cosidetta ” bohème” era molto più artista che non quelli che si credevano tali!
    Sono contenta di averlo riccordato – e che voi avete apprezzato questo mio tentativo! Ricordare tutti i giorni e avvenimenti che si nascondono nel giorno presente è necessario per vivere in profondità!

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  4. Lavinia

    Patrouille. C’è un piccolo (ma grande) errore, credo. L’orginale dovrebbe essere “Die Steine feinden… ” e cioè “Le pietre combattono…” e non di “Die Sterne feinden”

    Rispondi

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