Dedicata a Maud Gonne, eroina della Resistenza irlandese,
di cui Yeats era follemente innamorato.
La versione originale è del 1893. La traduzione italiana è di Luisa Zappa Branduardi,
moglie di Angelo Branduardi. Ecco a cosa mi aveva fatto ripensare
il post di qualche giorno fa intitolato Cogli la prima mela di Emilia Zazza.
E, a tal proposito, segnalo questo sito: Branduardi canta Yeats.
Per un’estimatrice di Branduardi quale io sono e per l’amore che mi lega all’Irlanda, non può non essere un Luogo, sia pure virtuale, che mi suscita emozioni infinite. In altre parole, un Luogo dell’anima.
When You Are Old
When you are old and gray and full of sleep
And nodding by the fire, take down this book,
And slowly read, and dream of the soft look
Your eyes had once, and of their shadows deep;
How many loved your moments of glad grace,
And loved your beauty with love false or true;
But one man loved the pilgrim soul in you,
And loved the sorrows of your changing face.
And bending down beside the glowing bars,
Murmur, a little sadly, how love fled
And paced upon the mountains overhead,
And hid his face amid a crowd of stars.
Quando sarai vecchia
Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d’amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l’anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo
che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d’amore dirai,
di come se ne volò via…
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.

But one man loved the pilgrim soul in you,
And loved the sorrows of your changing face.
musicale l’originale. bella.
grazie gaja
elena f
E’ dolcissima. Non se ne ha mai abbastanza di parole d’amore. Grazie.
Come, let me sing into your ear,
those dancing days are gone
…
P.S.
non riesco ad aprire il link…
Emilia, controlla ora: dovrebbe essere a posto! Ti piace? 😉
Ramona, Elena: sono rimasta folgorata da Branduardi e dalla traduzione di Luisa Zappa!
Povero Yeats per cui la musicalità era fondamentale!
La traduzione della Sig.ra Branduardi è davvero brutta e sciatta pochissimo musicale, quasi quasi meglio le canzoncine di quel melenso del marito! Per chi non teme le carie…
Colui Che Passa: quella traduzione non mi pare proprio sciatta, tutt’altro. La difficoltà di adattare Yeats alla musica è notevole. Come saprai, la lingua di Yeats è sublime ma difficilissima e di certo a qualche compromesso si deve scendere, quando si traduce (e lo si deve fare sempre! È una delle regole non scritte della traduzione letteraria, ma che tutti i traduttori letterari conoscono e applicano, pur mantenendosi sempre fedeli allo spirito del testo, certo: e a me risulta che questo Luisa Zappa lo abbia fatto). Di traduzioni me ne intendo, per professione, e la suddetta non mi sembra per niente brutta. Ma, come si suol dire, de gustibus. Un abbraccio a te e grazie per essere passato!
Va là, va là. Stai a ‘ffa tanto la spirituale e poi davanti a un piatto de spaghetti all’amatriciana te sdilinqui tutta:- )
Quando tu sarai vecchia, tentennante
tra fuoco e veglia prendi questo libro,
leggilo senza fretta e sogna la dolcezza
dei tuoi occhi d’un tempo e le loro ombre.
Quanti hanno amato la tua dolce grazia
di allora e la bellezza di un vero o falso amore.
Ma uno solo ha amato l’anima tua pellegrina
e la tortura del tuo trascolorante volto.
Curvati dunque su questa tua griglia di brace
e di’ a te stessa a bassa voce Amore
ecco come tu fuggi alto sulle montagne
e nascondi il tuo pianto in uno sciame di stelle.
(questa è l’unica traduzione italiana possibile del celebre rifacimento ronsardiano di Yeats. Quel disco non è tra i più felici, nella sconfinata discografia del Branduardi – che ha però ben musicato, e volto in italiano, le Confessioni di un teppista di Esenin)
@Lucio: tu sì che mi conosci… e mi leggi! ;-)) (anche davanti a un piatto di penne, eh, mi sdilinquo, sia ben chiaro! Adòroti ;))
@Giovanni: non c’è dubbio che la traduzione di Montale sia superiore: è fuori discussione. È talmente bella che mi viene da dire: impossibile paragonare la lana alla seta! Quel che sostengo io è che, per essere un testo (di Yeats!) da mettere in musica, a mio parere la traduzione di Luisa Zappa è più che decente. (p.s. visto che Lucio ha – ehm – imboccato il tema mangereccio, che vino abbineresti a un piatto di penne/bucatini/spaghetti all’amatriciana?) Ti abbraccio.
ora funziona! grazie! 🙂
Mi commuove l’amore che si respira in questi versi!
abbraccio Gaja
Quando sarai vecchia e grigia e piena di sonno… Traduzione letterale. Lirica. Incisiva. Da eroina della resistenza.
Quando tu sarai vecchia e grigia, col capo tentennante (trad. Luisa Zappa)… Cos’è, un lampadario?
Quando tu sarai vecchia, tentennante (trad. Eugenio Montale)… Chi è, una bagascia dei vicoli genovesi?
In ogni caso, musicare le liriche di Yeats è delabbrante. Da leggere a bocca chiusa. Muti come pesci. Sono i neuroni che devono vibrare. Non le corde vocali. Di Branduardi ho Camminando Camminado. Quando voglio che una passerina si chiuda a guscio, metto su Piccola canzone dei contrari. Non faccio volontariato.
morgillo, tradire è un pò tradurre. come morire è un pò partire.
Vorrei fare gli auguri a Elena, non so dove farli e li faccio qui!
Auguri Elena F. Ricciardi!
🙂
grazie del pensiero, carla
un abbraccio anche a te 🙂
elena f
Ha ragione Ruggero: traduttori=traditori.
Auguri anche da parte mia a Elena, anche se non so perché. 😀 Un abbraccio!
Gaja grazie … carla che ringrazio di nuovo, si è ricordata che oggi è il mio onomastico (a dire la verità lo ha ricordato persino a me 🙂 )
un abbraccio
elena f
Virerei sulla Zappa e mi soffermerei sulla traduzione di Montale. Non può essere accolta. Piena di sonno sfuma verso Vicina alla morte… Non è palese? Nessuna noticina dunque (non ho tempo e i vocabolari sono nell’altra stanza)… Siamo solo al primo verso! Avrei tanto da obiettare, ma come direbbe Clark Gable: Cara, francamente me ne infischio. Non pretenderai che metta in discussione le tue licenze?
in fretta, al volo, cercando di conservare le rime
Quando vecchia e grigia, starai per cedere al sonno
Ciondolando davanti al fuoco, prendi questo volume
E leggilo lentamente e sogna del morbido lume
Dei tuoi occhi di un tempo e del loro oscuro profondo;
Fra quanti amarono i tuoi istanti di grazia e riso,
Ed amarono la tua bellezza di falso o vero sentimento,
Un solo uomo amò l’anima che ti vagabondava dentro,
Ed amo il crucciarsi del tuo mutevole viso.
E curvandoti verso gli alari rossi di fiammelle
Mormorerai, un poco tristemente, di come l’amore svanì
Ed a passi misurati su montagne in alto salì,
E nascose la sua faccia fra una scia di stelle.
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C&C, mi piace il tuo tentativo di conservare le rime. Grazie davvero per l’intervento.
Forse la sola immortalità a cui si potrebbe ambire
Hai ragione. Ti dirò, Art, toglierei il “forse”.
Che gioia leggere di Branduardi! Come webmaster del suo Sito Ufficiale non posso che esserne orgoglioso. Vi invio, inoltre questo dove si analizza un po’ il rapporto tra Branduardi e Yeats http://guide.dada.net/angelo_branduardi/william_butler_yeats/
Un saluto a tutti
Michelangelo
Grazie INFINITE, Michelangelo! Che regalo mi hai fatto.
Ho visitato il link che mi hai segnalato e l’ho trovato molto interessante. Se hai occasione di contattare personalmente Branduardi fagli i complimenti da parte mia per le sue ballate ispirate a Yeats (e per tutto il resto, in generale). Un abbraccio e, spero, a presto!
Mi fa piacere che tu abbia apprezzato:) Discutiama di materia branduardiana con oltre 350 amici provenienti da tutto il mondo, se ti va siamo qui: http://launch.groups.yahoo.com/group/branduardi-ans/
Ti/vi aspettiamo! 🙂
Michelangelo