Mi piaci, ma ho paura.

pensavopeggio.jpgLei – non chiama, ma è normale. Io lo spavento.
L’amica – probabilmente ha capito che sei tosta, e questo gli fa paura.
Lei – è sempre passato da una donna all’altra senza farsi scrupoli, non credo sia preparato all’Amore.
L’amica – probabilmente gli mancano gli strumenti emotivi per rapportarsi a te, per capire quello che è successo tra voi, ed è bloccato.
Lei – già, paralizzato alla sola idea di poter essere felice.
L’amica – sì, di abituarsi a te e poi perderti…
Lei – ma non mi perderà mai…
L’amica – infatti, chiamalo e diglielo subito.
Lei – magari dopo le dieci, ora starà guardando la partita…
L’amica – vuoi che continui a usare il calcio come scusa per privarsi di te e di quello che rappresenti?

Non è professionale, me ne rendo conto, descrivere la circostanza nella quale ho letto Pensavopeggio, L’amore oggi secondo lei.
Eppure [ve lo avevo accennato, miei affezionatissimi lettori, che questa congiunzione mi titillava il velopendulo] ritengo sia importante ai fini della comprensione del mio apprezzamento.
Lavoro tutto il giorno davanti al mio iMac Intel 24”. Traduco libri. I libri sono il mio pane, il mio veleno, il mio amore, una presenza costante nella mia vita, un leitmomtiv, l’odio, la frustrazione. Dalle otto della mattina alle dieci della sera. Libri ovunque. Libri sempre.
Quando, l’altro ieri, mi sono imbattuta nella seguente frase: «… and women needing men like fish need bicycles. What do you know: it turns out that fish are devoted cyclists. In fact, the problem these days is that the bicycles seem to be fleeding the fish…» mi sono detta che l’autrice di questo saggio [proprio così: sempre una donna] possedeva un interessante senso dell’ironia e aveva centrato il bersaglio. Oggigiorno, gli uomini fuggono dalle donne. I motivi sono molteplici, ma il risultato è lo stesso.
La riflessione ha occupato la mia mente per un nano[non poteva che essere tale, data la mia statura]secondo, poi è stata accantonata in modo che il gorgo traduttorio tornasse a risucchiarmi senza incontrare resistenze.
Di sera, prima di addormentarmi, avrei un po’ di tempo da dedicare alla lettura ma dato che nei primi sette mesi del 2007 ho tradotto sei libri, ammetto che anche solo guardare la copertina de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, uno dei miei preferiti, mi annoda lo stomaco.
Ebbene, così non è andata per i cento dialoghi fulminanti scritti da Rossella Messina e pubblicati da Sironi.
Ieri sera mi sono fatta coraggio e ho afferrato il libro. Toccarlo, annullare le distanze tra me e lui, non mi ha turbato più di tanto.
Ho pensato: io i libri li traduco, non li tocco. Al massimo li sfoglio. E spesso non vedo l’ora che finiscano.
E mi sono resa conto, invece, con grandissima sorpresa, di sperare che Pensavopeggio fosse più lungo. E mi sono accorta – non credevo alle mie orecchie! – di ridere sonoramente.
I dialoghi tra la Lei e L’amica, tra Una Lei e Un Lui, e anche tra Lei e Lui sono talmente veri che nessuna lettrice potrà impedirsi una risata amara, e nessun lettore riuscirà a evitare di immedesimarsi negli uomini che vengono bersagliati di domande…

Lui – quanti secondi ci sono in un’ora, tesoro? E in una notte? E quanti, quanti minuti ci sono in un giorno intero?
Lei – una notte? Un giorno? Cosa vuoi dire…?
Lui – pensaci, è una marea di tempo. È quasi infinito, è quasi un’eternità.
Lei – e allora?
Lui – adesso rifammi la domanda di prima.
Lei – quale…
Lui – quella, quella.
Lei – mi… prometti che staremo sempre insieme?
Lui – o meglio…
Lei – mi prometti che staremo insieme per sempre?
Lui – capisci da te che la questione è mal posta.

Una menzione speciale va ai disegni disegni di Elena De Angelis che è riuscita a trasporre nei suoi personaggi l’ironia raffinata e tagliente dei dialoghi di Rossella Messina: i fidanzatini di Peynet versione Ventunesimo secolo.
D’altra parte, anche l’eterna contrapposizione tra uomo e donna è sempre e solo una questione di punti di vista:

Lui – mi piaci, ma ho paura.
Lei – ho paura, ma mi piaci.

Quanta verità c’è nell’ironia?

37 pensieri su “Mi piaci, ma ho paura.

  1. giovannichoukhadarian

    I disegni sono assai carini, il blog è gradevole, sfortunatamente il libro piacque parecchio al Bartezzaghi giovane. Ora, costui è amico di Marco Belpoliti e Mimmo Scarpa ed Elio Maccario a.k.a. Il Sole Felice per gli enigmisti classici – però, insomma, dòi bàll.

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  2. Marco Saya

    Mi permetto di postare un mio sui Lei/Lui pubblicato in una raccolta nel 1999. 😉

    Igienisti e non…

    Lui: bussa alla porta
    Lei: apre la porta
    Ciao
    Ciao
    Un bacio
    Ma ti sei lavato i denti?
    No, quante volte ti ho detto che te li devi lavare almeno 4 volte al giorno
    Ok, ora me li lavo
    Ok, altrimenti non ti bacio
    Va bene, vuol dire che ti bacerò da altre parti
    Ma ti sei lavato?
    Certo, uso Infasil antibatterico
    E tu ti sei lavata?
    Certo ho appena fatto il bagno
    Ma ti sei tagliato le unghie?
    No, lo sai benissimo che quelle della mano destra devono essere più lunghe dato che suono la chitarra…
    Sì lo so, ma mi fai male
    Tagliatele
    Ok, ora me le taglio e dato che ci sei lavati anche i piedi altrimenti mi insozzi le lenzuola
    E tu levati quello smalto colore carne
    Mentre tu ti lavi io mi rifo lo smalto
    Hai anche le mutande bucate!
    E’ il gatto…lo sai, la notte si diverte a giocare a tarzan con i miei attributi
    L’hai portato il preservativo al gusto di fragola?
    No, al gusto di arancio?
    No, tanto non devi mangiarli!
    Ma li hai portati? No quante volte ti devo dire…che altrimenti non lo faccio
    Ma dai, sto attento e poi hai la spirale
    Ma non è sicura al 100%
    Ok,me ne vado
    Ok,allora ci sentiamo e prima di uscire stai attento a non sgocciolare con l’ombrello che ho appena dato la cera e mettiti le pattine!
    Ciao
    Ciao

    Rispondi
  3. Gaja

    @GC: il libro di Rossella è DAVVERO carinissimo! (le dòi bàll sono riferite a te, Compay Segundo, ecc. ecc., vero?)

    @Marco, ma è *FANTASTICO*! Sto ridendo come una pazza! 😀

    Rispondi
  4. elena f

    una schiera di luoghi comuni sulle donne e sulle nevrosi della coppia, tutto troppo “già detto, già visto, già sentito”.
    ma c’è a chi piace. de gustibus.

    buon pomeriggio

    elena f

    Rispondi
  5. Chanel Totti

    Ma a chi piace? Ma quale ironia? Scusate, al limite riascoltiamoci “Cara ti amo” di Elio e Le Storie tese.

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  6. Gaja

    @Elena, trovo che i rapporti tra uomo e donna siano tuttora, sia pure a tratti, rappresentati degnissimamente da alcuni stereotipi. E secondo me Rossella l’ha fatto con una leggerezza e un’ironia notevoli. Senza prendersi troppo sul serio. Confesso che in certi dialoghi mi sono riconosciuta! 😀

    @”Chanel Totti”: Capisco che una bambina prodigio come te – a soli pochi mesi sai già leggere e scrivere, caspita! – abbia bisogno di un diverso “food for thought”, a ogni modo, secondo me, l’ascolto di “Elio e le Storie Tese” non esclude la lettura di “Pensavopeggio”. Un bacio al papà, “O Capitano, Mio Capitano!” Lui sì che è insostituibile!

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  7. lisa

    Non so gaja. io quando entro in libreria e vedo scaffali ricolmi della stessa copertina e di libri come questo resto perplessa. Sarà un mio limite poichè già diffido dei ” best-sellers”, quando mi è capitato di leggerne ne sono rimasta sempre delusa.
    So anche che non dovrei esprimere un giudizio senza aver letto il libro, ma onestamente non spenderei anche una modica cifra per leggere quello che praticamente potrei ascoltare in giro gratis e tutti i giorni o guardando l’ennesima replica di “sex in the city” o roba simile.
    ecco i libri su questa riga mi danno sempre l’impressione di un qualcosa studiato al tavolino.
    si testa il mercato e poi si confeziona il prodotto, il successo è assicurato.
    non è snobismo il mio verso un prodotto “commerciale” ( io leggo di tutto) ma quelli furbetti non mi attirano.
    ciao
    lisa

    Rispondi
  8. Gaja

    Lisa, credimi, conosco l’autrice e so che questo non è stato un prodotto studiato a tavolino, che non è un libro “furbetto” (capisco bene cosa intendi: quel genere di libri danno ai nervi anche a me, e parecchio): sulla sua onestà intellettuale sono pronta a scommettere.
    Rossella teneva un blog da molto prima che le venisse proposto di pubblicare un libro con i suoi dialoghi.
    Tutto qui.
    Un abbraccio.

    Rispondi
  9. elena f

    @Gaja

    io invece non ci trovo nè ironia nè leggerezza ma una visione piuttosto piatta delle donne, delle coppie e della vita e, avendo letto anch’io il libro, posso dire a lisa che mi trova concorde col suo pensiero.

    buon pomeriggio

    elena f

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  10. elena f

    @Gaja

    il confronto dei punti i vista al di là dell’accordo che si può raggiungere su una questione è sempre una cosa buona.
    sottoscrivo il rispetto per il pensiero di ciascuno e ricambio con affetto il bacio.

    Rispondi
  11. lisa

    ovviamente non discuto l’autrice, che tra l’altro non conosco. C’è da dire però che una certa quantità di libri del genere sta venendo fuori probabilmente sotto l’influenza di un tipo di società più imposta che reale ( ci stiamo avviando ad esserlo forse),infatti programmi televisivi, sit-comedy, film che tendono ad amplificare le paranoie del rapporto uomo-donna invadono continuamente e con un certo successo le nostre case,il nostro modo di parlare.
    Ma se dovessi considerare un campione-tipo direi che la nostra società reale tende ancora ad essere ironica sì, ma anche logorroica soprattutto quando ci sono in ballo un lui e una lei, e ben lontana dalle battute nevrotiche sparate a raffica,per questo parlavo di un prodotto costruito o quanto meno adattato in una specie di sceneggiatura per andare incontro alle preferenze del momento.
    ciao
    lisa

    Rispondi
  12. Stefano

    Viviamo in una fiction/sit-com o la fiction/sit-com è lo specchio della nostra vita?

    Ho la sensazione di una rappresentazione del reale come un’idea della quale siamo prigionieri, un’icona sovrastante che non ci libera, uno sguardo sul presente che abbiamo assorbito e che replichiamo nei nostri rapporti.

    Rispondi
  13. elena f

    @stefano

    sono persuasa del fatto che la libertà interiore si rifletta sullo sguardo che siamo capaci di gettare sul mondo. è questo sguardo che a sua volta diventa non solo non omologato e non omologante ma di per se stesso liberante. il nostro sguardo, libero da schemi e da icone preconfezionate, su noi stessi, sugli altri, sul mondo e sulla vita può trasformare la realtà.

    buona serata

    elena f

    Rispondi
  14. Gaja

    @Lisa: quando dici “che una certa quantità di libri del genere sta venendo fuori probabilmente sotto l’influenza di un tipo di società più imposta che reale”, siamo sicuri che i rapporti uomo-donna non siano almeno un po’ quello che le sit-com, i libri, i programmi televisivi? Ovvero, che questi ultimi si ispirino, in fondo, alla realtà, pur amplificandola e caricaturizzandola, anche?

    @Stefano ed Elena: accorpo le due risposte perché la sensazione di Stefano è legittima, e assolutamente condivisibile è la saggia replica di Elena.

    Un abbraccio a tutti e tre. Vi ringrazio per questi interessanti spunti di riflessione.

    Rispondi
  15. TedC

    @Gaja: tu dici “Rossella teneva un blog da molto prima che le venisse proposto di pubblicare un libro con i suoi dialoghi.” Si può sintetizzare dicendo che il libro di Rossella è la trasposizione del blog su carta, molto semplicemente.
    Un bacio alla mia amica Rossella, se passa.

    Rispondi
  16. Pamela Canali

    Non ho ancora letto il libro, ma il blog di Rossella Messina lo conosco da molto tempo. Spesso mi riconosco e riconosco alcuni uomini. Credo che i suoi dialoghi umoristici svelino molte piccole, importantissime verità.
    Credo che l’influenza mediatica, un’imposizione di modelli, abbia una piccola parte nelle dinamiche di coppia. Più importante penso che sia l’imitazione involontaria di comportamenti genitoriali, l’identificazione con la madre o il padre, a seconda del sesso. Proprio perché i nostri comportamenti ci sembrano naturali, l’unico modo possibile per noi di vivere i rapporti di coppia, è importante l’operazione che fa Rossella Messina: i suoi racconti e dialoghi umoristici evidenziano errori e debolezze, ci consentono di osservarli. Riderne è il primo passo per correggerli.

    Rispondi
  17. Pamela Canali

    Mi volevano a Hollywood, ma ho risposto che non avevo tempo. Sa, fare la spesa, cucinare tutte quelle verdure, il blog, il macramè…

    Rispondi
  18. vbinaghi

    L’esagerazione è dell’umorista, la semplificazione del comico.
    Si ride come davanti a specchi deformanti, o a marionette, l’aveva capito Bergson. Non si può chiedere a questi tipi di testo di essere dettagliati nel ritrarre una psicologia, ma fulminanti nell’indicarci un’ambiguità che ci illumina, una contraddizione che ci fa pensare. Che ci facciano sospettare qualcosa che non sappiamo di noi stessi.
    Se no sono barzellette.

    Rispondi
  19. fabry2007

    grazie per questa recensione-confessione, Gaja. i libri ci raccontano, per questo ci fanno pensaremeglio. sia quando ci piacciono, sia quando ci fanno paura.

    Rispondi
  20. Gaja

    @Grazie a Pamela, a Valter, a Fabry.

    @Ruggero Solmi: la prego di non importunare la mia amica Pamela. Lei, come si dice dalle mie parti, mi sembra un gran “piacione”.

    Rispondi
  21. Blackjack

    Io l’ho letto di straforo da un amico, senza acquistarlo lo ammetto, e mi sono divertito.
    Un buon prodotto e non è un disprezzo: difficile realizzare buoni prodotti.

    Blackjack.

    Rispondi
  22. mariapia

    Che siano veri e indotti, gentici ed epocali, poco cambia a la dimensione supercomica, per iperbole , di questi dialoghi sulla paura fra i sessi.
    Chissà i più giovani cosa ne pensano, più immuni, spero.
    (per noi che credevamo aver lottato “bene”, è una bella lezione..)Ciao Gaia!
    MPia

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  23. Gaja

    Ciao, Maria Pia! Eh, spero davvero anche io che i giovani siano più immuni…
    Certo, secondo il libro di cui parlo nella recensione, quello che sto traducendo, pare che nemmeno abbiamo lottato “bene”, visti gli sconfortanti risultati!
    Un abbraccio, mia cara.

    Rispondi
  24. Blackjack

    Gaja, le conversioni, tutte e specialmente alla mia non più giovine età, sono da prendere a piccole dosi. Dosi massicce di conversione potrebbero rivelarsi letali…

    Blackjack.

    Rispondi
  25. mario

    la mia lei dice che è bello, ma non lo leggo per non darle ragione. A nessuno piace essere messo spalle al muro. Comunque a me il luogo comune, i bozzetti, le macchiette, piasciono. E che vogliamo fà? Stiamo sempre a disquisire, serissimi?
    Grazie Gaja
    mario

    Rispondi

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