Ecce Puer

Da tenebra antica

Un bimbo è nato:

Di gioia e dolore

Ho il cuore straziato.

Sereno in culla

Giace il vivente.

Che amore e pietà

Lo rendan vedente.

Sua giovane vita

È fiato su vetro:

Un mondo non era,

Già passa, sta dietro.

Un bimbo che dorme:

Un vecchio è andato.

Perdona tuo figlio,

Padre abbandonato.

James Joyce (1932)

 

Of the dark past / A child is born; / With joy and grief / My heart is torn. // Calm in his cradle / The living lies. / May love and mercy / Unsclose his eyes! // Young life is breathed / On the glass; / The world that was not / Comes to pass. // A child is sleeping: / An old man gone. / O, father forsaken, / forgive your son!

5 pensieri su “Ecce Puer

  1. elena f

    May love and mercy
    Unsclose his eyes!

    davvero gli occhi si aprono e possono vedere attraveso le tenebre solo quando sono capaci di miseriordia.

    è un testo struggente.

    grazie

    elena f

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  2. Giovanni Nuscis

    Testo potente e fortemente evocativo: il sentimento di tenerezza e di amore, per il “nuovo arrivato”, e quello di dolore per il lutto s’intrecciano col senso metafisico della vita.

    Grazie, Alessandro

    Giovanni

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  3. Rocco Barbaro

    Il mistero dell’esistenza, non sappiamo da dove veniamo(of the dark past a child is born), la caducità della vita(life is breathed on the glass): nasciamo e la morte è già con noi, ecco la condizione umana perciò alla gioia si affianca il dolore. Il tempo futuro che è già passato(l’inafferabilità del tempo) e l’amore e la pietà che ci permettono di vedere. C’è tutto qui. Qualsiasi altra parola sarebbe supreflua, la pietà e l’amore sono la chiave. Pietà e amore.

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