Malfattori, di Pamela Canali

Sono piccolo. Avrei ancora bisogno di qualcuno che mi protegga. Avevo la mamma, ma non so dov’è lei, ora. L’ultima volta che l’ho vista aveva una grande orribile ferita e perdeva sangue, si lamentava debolmente. L’uomo l’ha presa, senza che lei riuscisse ad opporsi, non ci ha neanche provato, e l’ha portata via. Non l’ho più vista. Lei, che avrebbe dovuto proteggermi, non poteva proteggere neanche se stessa.
Ora sono con quest’uomo e il mio mondo è fatto di dolore e di attesa del dolore. Lui mi lascia del cibo, ma sto talmente male che non riesco a mangiare. So che dovrei, se voglio crescere e continuare a vivere, ma non ce la faccio. Il dolore è più forte di tutto. Mi muovo a fatica, ogni movimento mi provoca fitte terribili.. La maggior parte del tempo me ne sto rintanato in un angolo di questo luogo. Prima che gli uomini ci prendessero, a me, mia madre e i miei fratelli, sapevo correre veloce e giocavo tutto il tempo. Ora, se penso a loro, ai miei fratelli più piccoli, rivedo i loro corpi straziati, sanguinanti, risento i loro gemiti sempre più flebili. Anche loro, non li ho più visti, l’uomo li ha portati via. Adesso ci sono altri come me, qui. Cerchiamo di nasconderci e di sottrarci quando arriva l’uomo, ma non abbiamo nascondigli validi. Lui ci prende facilmente. Ogni volta non sappiamo chi prenderà, per usare i suoi oggetti acuminati. Tremiamo di paura e ci guardiamo, ma alcuni non guardano più niente, tengono gli occhi chiusi, forse non possono più aprirli, però ancora si lamentano e respirano e tremano. Ecco, adesso lui mi sta prendendo. Il terrore si impossessa di me e per un attimo diventa più forte del dolore. Non voglio, aiutatemi, qualcuno mi aiuti, sono piccolo e non mi so difendere. Prima che lui affondi uno strumento nel mio corpo, emetto un ultimo, disperato squittio.

E’ tutto finito. La donna mi da il cibo. Lei mi ha curato le ferite, piano piano il dolore si è attenuato, tanto da consentirmi di mangiare. Non credo che tornerò come prima, prima dell’uomo, quando correvo felice e giocavo. Mi muovo a fatica, le zampe mi fanno male, molte parti del corpo sono dolenti. Siamo in tanti qui, ma la mamma e i miei fratelli non ci sono, molti di noi mancano. Adesso siamo tutti tranquilli, non tremiamo e non gemiamo più. Siamo al sicuro con lei. Sentiamo la sua voce, una voce calma e dolce. Spesso ci accarezza leggermente nelle parti in cui non abbiamo ferite. Alcuni di noi hanno ancora gli occhi chiusi, forse non li riapriranno più, però mangiano e bevono acqua e non tremano.

Azione criminale contro un laboratorio. Malfattori si sono introdotti nell’edificio di un centro di ricerca e hanno sottratto animali da esperimento: topolini, conigli, gatti e cani. La polizia indaga.

22 pensieri su “Malfattori, di Pamela Canali”

  1. paolocacciolati

    Bello. Pensa, Pamela, che anni fa mi hanno offerto di andare a lavorare per una società che si occupava di porcate del genere, sperimentazioni su animali et similia. E ti assicuro che la paga era ottima, mooolto al di sopra della media di mercato…

    Paolo

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  2. Pamela Canali

    Caro Paolo, mi fa piacere che queste società debbano pagare stipendi superiori al normale, per trovare personale. Spero anche che sempre più persone rifiutino di lavorarci.

    Cara Gaja, questo è niente. Se fai una ricerca con google immagini per vivisezione, hai di che piangere per tutta la vita.
    Al momento c’è una proposta di legge solo migliorativa sulla vivisezione, con più restrizioni, ma la tortura e la strage di animali continuerà anche se passa questa legge. Se doniamo soldi per la ricerca foraggiamo la crudeltà verso esseri indifesi, che come noi hanno paura e soffrono, esattamente nell’identico modo.

    Caro Domenico Lombardini, io mi astengo dall’uso di prodotti animali di ogni genere, complicandomi un poco l’esistenza, perché li puoi trovare dappertutto: nella gelatina che costituisce molte capsule medicinali, nelle caramelle, nelle pellicole fotografiche, nei cosmetici, nei prodotti omeopatici. Cerco prodotti cosiddetti cruelty-free e, se non li trovo, alcuni me li faccio da sola.
    Non credo, come molti dicono, che gli animali siano al nostro servizio e che possiamo disporre di loro a nostro piacimento. Siamo la specie dominante sul pianeta e proprio per questo dobbiamo prenderci cura dei nostri fratelli minori.

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  3. fabry2007

    l’effetto finale è assicurato, ma qui il colpo di scena non è fine a se stesso, Pamela. Il brano sarebbe andato bene anche in “oltre la letteratura”.

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  4. Gaja

    Pamela, non ho dubbi, nemmeno uno purtroppo… non voglio nemmeno pensare a quello che vedrei e che ho già visto. Non sono molto incline al perdono quando mi si presentano davanti certi “spettacoli”. Ti abbraccio forte.

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  5. domenico lombardini

    allora, però, l’astensione da prodotti di derivazione animale dovrebbe anche comprende farmaci, che se da una parte sono prodotti con sistemi animal-free, dall’altra sono stati sviluppati con cavie di laboratorio …

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  6. Pamela Canali

    Cara Gaja, io penso che bisogna fare qualcosa e che quello che faccio è sempre troppo poco. Gli esperimenti sugli animali sono anche inutili, perché qualsiasi cosa testata (con questa parola viene camuffata la vivisezione), deve poi essere sperimentata sull’uomo, perché la fisiologia è diversa.
    Noi non lo sappiamo, ma andiamo al supermercato ad acquistare detersivi, in profumeria per le ultime novità ed ogni cosa che acquistiamo gronda sangue di animali torturati e uccisi. Mi diceva la proprietaria di un negozio cruelty-free che, quando persone capitate per caso apprendono che i suoi prodotti non sono testati, se ne vanno, rinunciano agli acquisti. C’è confusione e disinformazione, ho verificato che spesso neanche gli erboristi sanno, per prodotti che includono vari ingredienti, qual’è la situazione rispetto ai cosiddetti test.
    Sono pochissime le ditte sicure, che hanno sottoscritto un impegno ad utilizzare materie prime testate prima di un certo anno, evitando in questo modo nuove sofferenze per gli animali. La legge prevede il test solo sulle materie prime.
    Ricambio il tuo abbraccio.

    Caro Domenico Lombardini, si, evito i medicinali e li sostituisco con terapie naturali, a base di erbe, oligolementi, argilla ecc., ma lo facevo anche quando ero vegetariana e ancora prima, quindi da circa trent’anni. Ho la fortuna di avere un medico di base che è anche omeopatico, molto esperto di erbe e sa cosa mi deve prescrivere. Un paio di anni fa ho preso antibiotici, perché rischiavo una polmonite e non potevo fare diversamente. Da allora sto molto attenta alla prevenzione, all’alimentazione ecc. Adesso saprei come evitare anche gli antibiotici in casi estremi: studio le erbe e altri rimedi naturali e probabilmente il mio medico ha dimenticato che esisto. Anche la mia gatta ha una veterinaria omeopatica.
    Ci sono comunque dei criteri per prendere medicinali, analoghi a quelli per i cosmetici e detersivi: usare farmaci generici, che non vengono più testati su animali, in quanto sono in uso da più di dieci anni. Quindi farseli prescrivere o acquistarli direttamente, se non hanno bisogno di ricetta.

    Caro Fabrizio, spero di scrivere molti racconti sugli animali e le sofferenze che l’uomo infligge loro, perché questo argomento mi sta molto a cuore.

    Grazie a tutti

    Pamela

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  7. elena f

    chissà se l’eutirox e e altri salvavita sono stati sperimentati sugli animali. non ho la tiroide da otto anni e senza eutirox sarei morta da un pezzo…e chissà quanta è la gente con problemi simili ai miei … bah!

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  8. A blink before the end

    “Ci sono comunque dei criteri per prendere medicinali, analoghi a quelli per i cosmetici e detersivi: usare farmaci generici, che non vengono più testati su animali, in quanto sono in uso da più di dieci anni.”(#8)

    già, ma i farmaci “firmati” che hanno permesso oggi ai “generici” di esistere senza sperimentazione furono, a suo tempo, sperimentati su animali… facile dire uso quelli perchè non sono stati sperimentati su animali, senza dire che è solo una questione di brevetto e non di nuove scoperte fatte senza sperimentazione. generici o no, tutti sono passati per le forche caudine della sperimentazione.

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  9. Pamela Canali

    Ciao Elena F. Come dicevo prima, la sperimentazione su animali è inutile, perché ogni specie animale ha una fisiologia. L’unica sperimentazione che conta è quella sull’uomo, che viene fatta con tutt’altro metodo. Io che ho una gatta devo stare molto attenta alle sostanze che uso in casa, che possono essere tossiche per lei e addirittura mortali. Il limone e la cipolla, ad esempio, l’essenza di pino e l’eucalipto. Se do un pezzetto di aspirina alla mia gatta muore. Mi domando che diamine sperimentano, forse giocano a fare gli sperimentatori. Non credi inoltre che ci siano metodi meno cruenti per verificare la validità di una sostanza? Mancanza di fantasia degli scienziati o puro sadismo? Lo sai che anche gli scienziati sono divisi sulla validità della sperimentazione su animali?
    Hai mai avuto un cane o un gatto, Elena F.? Lo consegneresti di buon grado ai vivisettori?

    Caro A Blink Before The End, purtroppo la legge per ora prevede che tutto sia sperimentato sugli animali, ogni materia prima che venga a contatto con il corpo umano, tutte le spugne e i panni per le pulizie, ad esempio e tutti gli ingredienti di cosmetici, che cambiano ad ogni stagione.
    L’unica possibilità che abbiamo è evitare nuove sofferenze animali. La dizione cruelty-free indica l’impegno a non utilizzare materie prime testate dopo l’anno in cui le ditte hanno aderito allo Standard internazionale “non testato su animali” e, naturalmente a non effettuare né commissionare test per i loro prodotti finiti.
    Applicando lo stesso criterio ai medicinali, non esistendone in commercio non testati su animali, possiamo prendere quelli che sono stati testati molti anni fa, evitando che altri animali soffrano. Se vogliamo curarci con sostanze non testate, dobbiamo ricorrere ad omeopatia ed erbe, come faccio io. I rimedi omeopatici non sono considerati medicinali e quindi non prevedono test su animali. La tendenza dei vegan è comunque di evitare il più possibile i medicinali, anche quelli generici.

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  10. elena f

    ho un cane, una gatta, una tartaruga, due scoiattoli e svariati pesci, amo gli animali ma mai più degli esseri umani e nemmeno allo stesso livello. è più facile provare pietà per un gatto sperduto che per un un essere umano la storia quotidiana lo dimostra. ma non mi dilungherò in esempi che non condivideresti. ho i miei motivi più che personali per dire questo e sono motivi dolorosissimi che non ho nessuna intenzione di condividere con te o chicchessia. non baratterei mai un essere umano per un topo di laboratorio. come dici gli scienziati sono divisi, ma la maggior parte sa che non ci sono molte alternative valide, non ancora, alla sperimentazione sugli animali.non credo alla malefede degli scienziati, credo che sappiano che c’è un prezzo da pagare e che non è un prezzo indifferente, ma se siamo arrivati dove siamo con le cure per malattie anche molto gravi lo dobbiamo a quelle persone che tu reputi mostri (ciascuno è libero di vedere le cose sotto la luce che vuole) se ci saranno alternative valide saranno le benvenute ma fino ad allora per me vale più un bambino, un uomo o un vecchio di un gatto o di un cane.so che le mie affermazioni risulteranno poco popolari ma la demagogia non m’interessa.

    buona giornata

    elena f

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  11. Pamela Canali

    Cara elena f., devo ringraziarti per il tuo ultimo commento, che mi ha spinto a documentarmi ulteriormente. Le motivazioni etiche della mia opposizione alla vivisezione erano tanto forti da farmi trascurare altri aspetti.
    Ti copioincollo dalle faq sito http://www.novivisezione.org

    L’uso di animali serve alla salute umana?

    Gli esperimenti sugli animali non solo non sono necessari, non solo non sono utili, ma sono, spesso, dannosi, perché portano a risultati fuorvianti, o inutili, che danno un falso senso di sicurezza per la successiva sperimentazione sull’uomo. Che, per legge, deve comunque esserci.
    Come facciamo a sapere che un risultato trovato su una data specie animale è applicabile all’uomo? Semplice, proviamo la sostanza da sperimentare sull’uomo, e solo DOPO possiamo dire che quella specie, per quella determinata sostanza, si comporta in modo simile all’uomo. Così avviene.
    Sperimentando su varie specie animali si trovano sempre risultati discordanti: come sapere A PRIORI, qual è la specie che, in quel caso, è la più simile all’uomo? Non è possibile.
    Ad esempio, gli effetti tossici della diossina sono stati studiati su molte specie animali: per il porcellino d’India e il ratto, questa sostanza è MOLTO TOSSICA. Per il criceto è INNOCUA. Le altre specie danno risultati intermedi. Ebbene, da questi risultati, cosa possiamo dedurre per l’uomo? Sarà più simile al criceto o al porcellino d’India? NON SI SA, a priori. Solo dopo che l’uomo sarà venuto in contatto con questa sostanza, si potrà conoscere la risposta. Ma allora, i test su animali saranno stati inutili.
    I veri progressi della medicina si sono sempre avuti grazie a osservazioni cliniche, a studi epidemiologici, a innovazioni tecnologiche (quali l’invenzione del microscopio, dei moderni strumenti di diagnosi, ecc.).

    Nel passato, gli esperimenti su animali non ci hanno fornito delle cure per le malattie umane?

    Per decenni, il pubblico è stato portato erroneamente a credere che gli esperimenti sugli animali avessero portato a “cure miracolose” e “conquiste mediche”. Ma la verità è che gli esperimenti sugli animali non hanno contribuito a curare una sola malattia umana. La ragione è semplice: la sperimentazione animale non può produrre alcuna cura semplicemente perché è basata su una premessa che è scientificamente falsa. Di conseguenza, il tasso di incidenza delle malattie sta crescendo, così come stanno crescendo le percentuali di morte per malattia.
    L’unico progresso significativo contro le malattie nel 20esimo secolo è stato il controllo delle malattie infettive all’inizio del secolo, che è stato ottenuto grazie a migliori condizioni di nutrizione e di igiene, e non grazie agli esperimenti su animali.
    La domanda principale è: se la metodologia usata nella ricerca biomedica – esperimenti su animali – è valida, allora perché non si materializzano le cure cosiì miracolose trovate sui topi?

    Quanto alla buonafede o malafede degli scienziati, mi limito a dire che una laurea in materie scientifiche non garantisce nulla sulla moralità e sul comportamento. Gli scienziati sono semplici esseri umani.

    Ciao

    Pamela

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  12. Pamela Canali

    Cara elena f., nessuna malattia è stata debellata grazie alla sperimentazione animale. L’unica sperimentazione valida e attendibile è quella sull’uomo, data la diversità enorme di reazioni tra le varie specie. I test sull’uomo devono comunque essere effettuati per legge. Quindi stiamo parlando di una crudeltà assolutamente superflua.
    Allora perché si continua a sperimentare sugli animali? Per abitudine, per inerzia, forse per motivi non proprio cristallini.
    Ho trovato molto interessante il sito http://novivisezione.org, che riporta articoli apparsi su pubblicazioni scientifiche e non.
    Quanto alla buonafede o malafede degli scienziati, penso che una laurea in materie scientifiche non garantisca nulla, neanche una mente sveglia. Ce ne saranno in buonissima fede o in pessima.
    Le alternative valide, preliminari alla fase clinica, già ci sono, ma ancora non vengono adottate su larga scala. Spero che un forte movimento di opinione, contrario alla vivisezione, dia uno scrollone a certe menti abitudinarie, anche se scientifiche.

    Ciao

    Pamela

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  13. Domenico Lombardini

    tutto questo lascia un po’ il tempo che trova … ad esempio: per testare un farmaco, o simile, si effettuano tests in vitro con cellule derivate dal tessuto su cui si crede che il farmaco abbia effetto, supponiamo il fegato. di certo non pretenderemo di togliere un pezzo di fegato a un uomo per ricavarne le cellule, vero? purtroppo la sperimentazione non può assolutamente, nalla maggior parte dei casi, trascendere l’uso di amimali di laboratorio, si tratta solo di limitarne l’uso ai casi strettamente necessari. non dimentichiamo poi che molte scoperte che salvano, e hanno salvato, milioni di vite si avvalgono e si sono avvalse di studi condotti in animali.

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  14. elena f

    grazie domenico, davvero. quando la sperimentazione arriva all’uomo ancora non c’è nulla di sicuro, è vero ( io ne ho un’esperienza drammatica) ma almeno i danni sono limitati ad un numero minimo di persone. chi ci capita sa i rischi, i costi, la speranza e spesso il dolore della delusione, ma sa anche che a molti tutto questo è stato risparmiato.

    elena f

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  15. Pamela Canali

    Cari Domenico Lombardini e Elena f., visto che l’argomento vi interessa, perché non date uno sguardo al sito che ho segnalato? Non posso copiaincollarlo tutto.
    Rispondere sinteticamente a Domenico non è facile, ma ci provo.
    Si usano gli stessi criteri che per i trapianti, cioè organi, tessuti o altro di donatori deceduti. Possono essere usati materiali di scarto di operazioni chirurgiche o biopsie, chiedendo il consenso al paziente. In UK esiste una banca di tessuti umani per la ricerca.
    Se vuoi approfondire, ti metto il link alla pagina che risponde estesamente su questa modalità: http://www.novivisezione.org/info/alter.htm
    E’ vero che i medicinali che hanno salvato tante vite sono stati sperimentati su animali, perché c’è l’obbligo di sperimentare tutti i medicinali su animali, ma non è certo grazie agli esperimenti su animali che ne è stata provata l’efficacia, perché il test su animali non è scientificamente valido. Altro link, un’articolo tratto da “D” di Repubblica http://www.novivisezione.org/info/d_vivis_condorelli.htm

    Vi auguro una buona serata e un buon week-end

    Pamela

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  16. elena f

    sono anni che esistono articoli di parte contro la sperimentazione, non sarà uno in più a dichiararne l’inutilità

    buonanotte

    elena f

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  17. Pamela Canali

    Non chiedo certo di credere fideisticamente ad un articolo, un sito, alle dichiarazioni degli scienziati riportate. Chiedo solo di vagliare le informazioni, anche di confrontarle con quelle contrarie. Io mi regolo sempre così e in questo modo sono certa di avvicinarmi alla verità, alle molte verità che cerco.

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  18. Pamela Canali

    Dubito che elena f. lo faccia, come dubito che si sia presa il disturbo di aprire le pagine che ho segnalato, dato il tenore dei suoi commenti. Immagino che preferisca accontentarsi delle verità ufficiali, ammannite al popolo ignaro. Non è quindi per lei che metto questo ennesimo link, ma per qualcuno a cui lo avevo promesso ieri sera, all’incontro di lpels. Non ricordo più a chi, tra i tanti che mi hanno chiesto delucidazioni, mi ero impegnata ad inviarlo. E’ una pagina di faq sulla vivisezione, breve ma esauriente. http://www.novivisezione.org/info/vivis_faq.htm
    Buona serata a tutti

    Pamela

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