Negli anni ’50, Günter Eich ( 1907-1972), fu molto noto in Germania sia come poeta, sia come autore di drammi radiofonici. Eich fece parte della Gruppe 47, fu un intellettuale, come si dice impegnato, per fortuna le sue poesie migliori non ne risentono.
Anche Eich – un caso tedesco.
Dopo la sua morte furono trovati documenti che provavano un passato nazista. Un ombra cadde sulle sue opere. Cose concrete però, tuttora non si sanno. E’ una storia che ormai si ripete in Germania. Scoperte, accuse e abiure, panni sporchi lavati in pubblico e per il pubblico. Un cinico divertimento della cosiddetta vita letteraria che sostituisce la lettura dei testi.
Il 20.12.1972 Günter Eich, un poeta tedesco quasi dimenticato, morì a Salisburgo.
Inventur
Dies ist meine Mütze,
dies ist mein Mantel
hier mein Rasierzeug
im Beutel aus Leinen.
Konservenbüchse:
Mein Teller, mein Becher,
ich hab in das Weißblech
den Namen geritzt.
Geritzt hier mit diesem
kostbaren Nagel,
den vor begehrlichen
Augen ich berge.
Im Brotbeutel sind
ein Paar wollene Socken
und einiges, was ich
niemand verrate,
so dient er als Kissen
nachts meinem Kopf.
Die Pappe hier liegt
zwischen mir und der Erde.
Die Bleichstiftmine
lieb ich am meisten:
Tags schreibt sie mir Verse,
die nachts ich erdacht.
Dies ist mein Notizbuch,
dies meine Zeltbahn,
dies ist mein Handtuch,
dies ist mein Zwirn.
Inventario
Questo è il mio berretto,
questo è il mio cappotto
qui le mie cose per fare la barba
nel sacco di lino.
Scatola di latta:
Il mio piatto, il mio bicchiere,
ho inciso sulla latta
il nome.
Inciso con questo
prezioso chiodo
che nascondo
agli occhi invidiosi.
Nel mio sacco ci sono
delle calze di lana
e altre cose
che non dico a nessuno,
di notte fa da cuscino
alla mia testa.
Questo cartone
sta tra me e la terra.
Ciò che amo di più
è la mina della matita:
di giorno mi scrive i versi
che ho pensato di notte.
Questo è il mio quaderno
Questa la mia tela,
questo il mio asciugamano,
questo è il mio refe.
Ende des Sommers
Wer möchte leben ohne den Trost der Bäume!
Wie gut, dass sie am Sterben teilhaben!
Die Pfirsiche sind geerntet, die Pflaumen färben sich,
während unter den Brückenbogen die Zeit rauscht.
Deinem Vogelzug vertrau ich meine Verzweiflungen an.
Er misst seinen Teil von Ewigkeit gelassen ab.
Seine Strecken werden sichtbar im Blattwerk als dunkler Zwang,
die Bewegung der Flügel färbt die Früchte.
Es heißt Geduld haben.
Bald wird die Vogelschrift entsiegelt,
unter der Zunge ist der Pfennig zu schmecken.
Fine dell’estate
Chi vorrebbe vivere senza la consolazione degli alberi?
Fortuna che partecipano al morire !
Le pesche sono raccolte, le prugne si colorano,
mentre sotto gli archi dei ponti il tempo mormora.
Al tuo corteo di uccelli affido le mie disperazioni.
Con calma esso misura la sua parte di eternità.
Nel castello di foglie il suo volo sembra un’oscura costrizione,
le ali in movimento colorano i frutti.
Bisogna aver pazienza
Presto alla scrittura degli uccelli si toglierà il sigillo,
sotto la lingua si sente già il centesimo.
Fußnote zu Rom
Ich werfe keine Münzen in den Brunnen,
ich will nicht wiederkommen.
Zuviel Abendland,
verdächtig.
Zuviel Welt ausgespart.
Keine Möglichkeit
für Steingärten.
Nota a Roma
Non getto una moneta nella fontana,
non voglio ritornare.
Troppo occidente,
sospetto.
Troppo mondo escluso.
Nessuna possibilità
per un giardino di sassi.
( Traduzione di Stefanie Golisch)

Molto belle. Grazie Stefanie, non lo conoscevo, Eich.
Franz