di Charles Pierre Baudelaire
Insomma, davanti alla storia e davanti al popolo francese, la grande gloria di Napoleone III sarà stata quella di provare che il primo venuto può, impadronendosi del telegrafo e della stamperia nazionale, governare una grande nazione.
(Il mio cuore messo a nudo, XLIV)

grazie giorgio per questa piccola perla di saggezza e per avermi fatto scoprire questo blog dove ho rincontrato tanti amici…
saluti, come al solito abrigliasciolta
ombra
Ciao, Ombra, grazie a te. Dici bene: perla di saggezza – infatti il mio plauso non va al Primo Venuto e neppure ai Secondi, va a Baudelaire, acuto come pochi.
Giorgio, peccato che il telegrafo non si usi più, di stamperie ce ne sia più d’una e, in politica come in economia, non vince mai il primo che arriva; bene che vada il secondo o magari anche il terzo o il quarto.
Anche Baudelaire ha fatto il suo tempo, così come i proverbi e le massime ‘mirate’.
Blackjack.
Blackjack, peccato che tu leggi la frase di Baudelaire in modo soltanto letterale. Io la leggo in modo poetico, come una metafora, una profezia…
Giorgio, verissimo. Ma la lettura poetica, così come la numerologia, è talmente poco obiettiva che da una frase o da un insieme di numeri, puoi tirar fuori praticamente quello che vuoi. Bastano un po’ di fantasia e di conoscenza.
Se collochi la frase di Baudelaire in un contesto letterario, mi trovo d’accordo sulla tua chiave di lettura, ma nel tuo caso, nel caso del post, non mi pare che fosse quella la tua intenzione e quindi il mio approccio deve per forza di cose cambiare.
Devo togliere la poetica, la metafora e tutto il resto e ragionarla in modo diverso.
Probabilmente un difetto mio.
Blackjack.
Uff… E se Giorgio avesse premesso alla sua citazione qualcosa di molto semplice ed esplicito come: “Guardate: non vi sembra che la frase di Baudelaire potrebbe adattarsi benissimo all’ascesa di Berlusconi?”. La cosa sarebbe stata più spiattellata e meno arguta, ma così non ci sarebbero state questioni di livello di lettura.
Io so anche un altro esempio, datato 1969 o giù di lì, in cui in modo esilarante e terrificante si narra l’ascesa alla presidenza degli USA, con conseguenti enormi danni, di Jim Jam, il pagliaccio dei notiziari; fa paura per quanto ricorda quello che si è visto qui con Berl., e si tratta di un racconto di Philip Dick, non mi ricordo il nome.
Evidentemente ci siamo beccati un archetipo…
Grazie, Anna, non conoscevo Jim Jam – ma, trattandosi di un racconto di Philip Dick, nessun dubbio che possa essere inquietante e profetico.
Dante,Purgatorio,canto VI
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
*
Che le città d’Italia tutte piene
son di tiranni, e un Marcel diventa
ogni villan che parteggiando viene.
*
cari saluti
jolanda
Anna, era chiarissima la premessa ‘nascosta’ di Giorgio; mi sono limitato a seguire lo stesso registro: non citare Berlusconi.
Ovvio che il commento, fosse stata resa evidente la premessa, sarebbe stato diverso.
Per quanto riguarda Dick, valgono comunque le stesse considerazioni fatte per la numerologia: ci tiri fuori quello che vuoi. Reagan, ad esempio, è stato uno dei migliori presidenti degli Stati Uniti, molto meglio dei tanto osannati Kennedy; impastoiati con la mafia e con le peggiori azioni di guerra che gli USA abbiano mai condotto. Epperò resistono nel mito.
Per chiudere: se il V/Walter nazionale perderà le elezioni, non sarà colpa di Berlusconi, delle stamperie o delle televisioni, ma del disastro che sono riusciti a combinare in meno di due anni. Così difficile rendersene conto?
Visto che mi sento in vena di profezie ne butto un’altra: i Democratici riusciranno, anche questa volta, a perdere le elezioni statunitensi. Ancora un mesetto e poi scommetterò su McCain; che non ha giornali, non ha televisioni ed era un ‘vecchietto’ sconosciuto e mal considerato da tutti, all’inizio delle primarie americane.
Blackjack.
Giorgio, nelle storie di Dick, alcune belle e alcune meno, puoi trovarci di tutto; quasi come nelle profezie di Nostradamus. Te lo consiglio anche se, senza dubbio alcuno, non c’è confronto con Asimov.
Blackjack.
Grazie, Jolanda, Dante poeta è sempre profetico.
Blackjack, non volevo ripetere discussioni già fatte (fra l’altro in questo stesso spazio qualche giorno fa, a commento del post di Stefania), ma solo puntare l’indice sulla genialità di Baudelaire, ammirarla e invitare a condividere la mia ammirazione.
Come il nostro Leopardi, Baudelaire è precoce critico del progresso, in questo caso non solo in termini generici, ma indicandone uno dei meccanismi principe e attualissimi: come l’immagine – e il controllo dei mezzi per produrla – sia capace di generare potere, al di là di qualsiasi valore di verità.
Ma che c’entra Dick con Asimov, poi… Inoltre, le profezie di Nostradamus (ci ho scritto anche un libro!) sono oscure e sibilline e diciamo la verità che non significano niente di intelligibile per noi, mentre alcune invenzioni di Dick che poi si sono verificate sono lampanti: per esempio un pagliaccio televisivo megalomane che diventa presidente, ma anche tutto un complesso meccanismo di comunicazione che in pratica è uguale al web. Se e quando mai avrò tempo ve lo vado a cercare. Ciao! (p.s.: e i Kennedy sono un mito per chi vuole che lo siano… per quanto mi riguarda, han fatto fuori la Marylin e dato inizio alla guerra del Vietnam: capirai che bel mito!)
Giorgio, più che “dall’immagine” il potere deriva dalla capacità di conoscere e gestire le informazioni ‘critiche’. Esiste poi un circolo ‘collaterale’ di informazioni che è finalizzato a catalizzare un altro livello di potere e a gestire un diverso livello di controllo.
Personalmente non mi pare che questa discussione sia sovrapponibile all’altra, a cui fai riferimento; qui si discute su una supposizione, là i termini erano diversi. Ma è una mia impressione e quindi opinabilissima.
Anna: mi meraviglia che tu non scorga legami fra Asimov e Dick; sicuramente Asimov è molto meglio del sopravvalutato Dick (ah, la filmografia cosa è in grado di fare), anche se ammetterlo non è semplice.
Mi fa piacere che tu abbia scritto un libro su Nostradamus. Hai approfondito, per caso, anche la componente numerologica? Comunque mi confermi che le sue profezie sono sibilline e oscure, delle balle ben travestite oserei dire; in pratica stiamo sostenendo la stessa tesi, epperò anche per Dick vale lo stesso discorso e il meccanismo di comunicazione uguale al WEB, anzi, successivo al paleolitico WEB attuale, lo trovi raccontato e descritto molto meglio da Asimov. Forse più complesso da cogliere perché più lontano.
Blackjack.