DA FILASTROCCHE MINORI, di Nadia Agustoni

il guardiano delle fabbriche (*)

Il guardiano delle fabbriche le guardava andare in fumo

era un erudito, dice ancora qualcuno, ma lui pur di non darlo a vedere

stava sempre solo stava sempre a sedere e camminava se camminava

con la testa che gli girava con le spalle ciondoloni fischiando alle gonne e ai calzoni…

Se portava bretelle o cintura lo camuffava ben bene

era un guardiano di fabbriche e le elencava intere

stava lì fin dal mattino con cannocchiale e acciarino e una a una

fissava le ciminiere apriva e chiudeva il portale faceva si e no il bene e il male…

C’erano fabbriche di scope, di auto e di giocattolini

c’erano quelle per grandi e per piccini e c’erano in numero

proporzionale alle età che si doveva passare e c’erano

fabbriche vecchie e pure nuove, generose o gelose come spose…

C’erano fabbrichette di trenini e poco più in là di bottoni e pentolini

ma andavano anche fabbricone di cose grandi e numerose

come carlinghe di aerei più o meno rumorose che se difetto c’era

o non c’era nulla da dire è perché in grande tutto andava a finire…

Ma smise il guardiano di liberare rancore e soffiò in giro idee nuove

fu così che con forte baldanza mise in piedi una commedia di danza

e fece ballare macchine e cavi dai pavimenti fino alle travi

dopo di che tutto contento decise di inventare uno spavento…

Costruì un bum portentoso che facesse il paio col boom operoso

fu in questo modo che smise di ruttare e si strofinò il naso a pensare

“dove andremo a finire” chiese al vento “non lo so” rispose questo

“io sono tramontana e vado di fretta sul filo di lana” …

Più in là si fermò a domandare a una corrente d’aria marginale

e s’arrabbiò il guardiano, chiamò ogni refolo figlio d’un nano

ma ridevano correndo sul paese anche le rondini i piccioni e i deltaplani

e in più un aquilone, sentendo le ultime parole, si slegò lo spago e fece capriole…

* A Anna Lamberti Bocconi

24 pensieri su “DA FILASTROCCHE MINORI, di Nadia Agustoni

  1. lorpat

    Ma lo sai che è proprio bella, bella, bella? L’ho letta una volta, e poi un’altra, e poi un’altra ancora. Penso che potrei andare avanti tutto il pomeriggio senza stancarmi. E dire che ho appena finito di trafficare con delle capriole… Era proprio quello che ci voleva per chiudere i conti anche con questa giornata.

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  2. nadia agustoni

    Lorpat grazie. Le filastrocche piacciono anche a me. E anche i libri per bambini.

    Grazie a Fabrizio e a Lpels sempre ospitali.

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  3. Giorgio

    Grazie a Fabrizio, e complimenti a Nadia. C’era bisogno di una bella filastrocca, per nulla minore.

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  4. orsola puecher

    grazie/a
    Nadia

    carillon e ciminiere

    [ricordo in un paese come non ce ne sono più una piccola fabbrica di palline di Natale, e il padrone padre e gli operai non folletti ma che uscivano con le mani infarinate di porporine dorate ed argentate – ed una di metri di legno di bosso – le cose utili e le utilissime inutili come non ce ne sono più – e ora agli abeti sintetici con i braccetti snodati appendiamo le palline straniere di paesi che sono ancora come quel paese che non c’è più – e quando diventeranno come siamo noi adesso e faranno lo stesso boom non avremo più bisogno di appendere palline e non ci sarà più nulla da troppo misurare – forse -]

    ,\\’

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  5. lambertibocconi

    Io ringrazio per la dedica – è la prima volta che ne ricevo una, e apposta a una poesia così fantasiosa, cantante, evocativa e originalmente “fiaba storica” mi fa davvero contentissima. Nadia è una poetessa coi controfiocchi. Perché “Filastrocche minori”? Ce ne sono anche di “maggiori”? O magari eccedenti o diminuite? 🙂 Le vogliamo tutte.
    Non mi resta che ricambiare la dedica! Ecco, grande Nadia da Bergamo, una cartolina animata da qui.

    Io sono la ciminiera del poli-
    tecnico. Sono il faro senza luce.
    Annebbio la primavera e l’inverno.
    I pioli ferrati mi fasciano, su
    c’è l’uscita vapore. Sbuffi bianchi.
    Ma nessuno mi sale e non fumo mai.
    Figura nera io sono, lasciata
    testimonianza manifatturiera.
    Canto Lilì Marlene con muta voce
    e se mi senti sai che hai le vene.
    Sono la ciminiera, sono il fato.

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  6. orsola puecher

    cvd=come volevasi dimostrare

    è una delle poche cose che imparai dalla scienze esatte insieme al teorema di Pitagora ma solo per via che esso contiene nel suo enunciato la parola ipotenusa che è assai carezzevole pur indicando cosa retta che crea spigoli ai suoi estremi
    trovo in assoluto una qualità di Nadia questa e del saper scrivere/vivere: occuparsi di spigoli, dire di spigoli ma anche l’essere carezzevoli a parole e non con gli spigoli
    che non ci si fanno mai mancare

    ,\\’

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  7. lambertibocconi

    Sì, piace la parola ipotenusa… Alda Merini l’ha anche messa in un titolo, “Ipotenusa d’amore”. Io avevo una compagna alle elementari che si chiamava di cognome Innusa, spiccava perché aveva 15 anni, altissima quindi, bocciata cento volte, di pomeriggio lavorava, coi capelli rossi, una volta arrivò rapata e in classe si sussurrò che aveva i pidocchi, probabilmente era vero, e la maestra la mise col banco vicino alla cattedra. E chi va in Sardegna vede la birra Ichnusa, e poi gli spiegano che era l’antico nome della Sardegna.
    Così si forma la base auricolare dei poeti e dei lettori sensibili.

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  8. Renata

    “il boom operoso”…ihih, divertente e intelligente, nadia!

    concordo sull’ipotenusa – una festa di suoni.

    ciao tutte! r

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  9. nadia agustoni

    Grazie a tutti siete gentilissimi ma è solo una filastrocca. Non ne ho scritte molte, una decina usciranno in un libro di racconti e favole per bambini (non so quando). “Minori” è un dare più che altro un nome a un file e distinguerlo dagli altri file-filastrocche. Poi vedrò se cambiare o meno.

    Anna ti ringrazio di cuore son io in imbarazzo. Poesia bellissima come sempre. Solo, non sono grande e scherzando un pò e cambiando la canzone: volevo morire da piccola volevo morire batuffola…

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  10. lambertibocconi

    Per fare della filologia, io quella stupenda conta coi pugni me la ricordo lievemente diversa:
    pimpiripettenusa, pimpiripettepam.

    Nadia, io fossi in te non mettere “minori” nel titolo, perché c’è già troppa falsa modesta e ipocrita tono dimesso in giro e non mi ci vorrei mischiare. Sii sempre Fiera e Campionaria delle tue poesie!

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  11. mauro baldrati

    Se il mio amico lorpat, che è un grande cultore ed esperto di filastrocche, dice che è bella, bella, bella, allora è bella, bella, bella. Ed è proprio quello che anch’io penso –

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  12. Renata

    finalmente mi sono ricordata: da noi si faceva così

    ponteponentepontepì papperò perugia

    una variante del centro-italia, evidentemente 🙂

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