Maria Grazia Calandrone

da Questa probabile persona (inedito)

Se il calice del sorriso

reggerà alla luce del mattino

porteremo la luce nelle ossa come sposalizio segreto

e nella parte vuota e chiara della nostra ombra

sarà consumato come incenso l’odore delle armi

e dei ferri chirurgici, una piccola schiera di scomparsi

uscirà alla luce dietro di noi

come il sole sui prati di marzo

come un popolo d’aria sui travi

e i corpi che furono

bruciati come combustibili e sepolti

con uccelli salati e farine di farro

con un cono di grasso sulle parrucche e con ditali

d’oro, tutti i corpi bellissimi che furono

formati da una donna

usciranno nel giorno interamente

e formeranno scie,

una bava di immortalità.

11 pensieri su “Maria Grazia Calandrone

  1. Gaja

    Maria Grazia, i tuoi versi, le tue parole, la tua poesia, sono un dono.
    Non mi stancherei mai di leggerti.
    Ti abbraccio forte, e aggiungo un bacino alla cucciola-meraviglia e al principe dagli occhi azzurri.

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  2. Giovanni Nuscis

    “tutti i corpi bellissimi che furono

    formati da una donna

    usciranno nel giorno interamente

    e formeranno scie,

    una bava di immortalità.”

    Molto bella, Maria Grazia, d’insistita, ultraterrena luminosità.
    Grazie. Giovanni

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  3. lambertibocconi

    Dopo che Maria Grazia ha ricevuto tutti questi meritati complimenti, mi lancio in una lettura condivisa per provare a dire che cosa è piaciuto tanto a me di questa poesia.
    In primo luogo la densità della tenuta d’insieme, data dal fatto che la poesia è composta da un unico periodo in forma di ipotesi che porta a una descrizione profetica: la poesia dice infatti precisamente, in una frase ininterrotta, che cosa succederà se il calice del sorriso reggerà alla luce del mattino. E’ una lunga risposta immaginifica a un enigma metaforico (e non su noccioline, ma su luce e misteriosa permanenza della vita in forma di scia!).
    “Se il calice del sorriso / reggerà alla luce del mattino / porteremo la luce nelle ossa come sposalizio segreto”. Mi è piaciuto che subito si riproponga la parola “luce” con una ripetizione che al primo momento può sembrare finta sciatta, ma invece è potente, perché in “Se il calice del sorriso / reggerà alla luce del mattino” la luce è un ostacolo difficile, che non si sa se è possibile reggere: ma superato il limite, se appunto non si soccombe di fronte a essa, ecco che la stessa luce, nel verso seguente, diventa lo sposalizio segreto che si porta nelle ossa, e si rovescia in un principio di forza intima ed essenziale. In questa ripetizione iniziale così ravvicinata, quindi, c’è già tutto il travolgente rovesciamento di senso da cui parte la carica napoleonica.
    L’ossimoro dell’ombra chiara ospita poi un’altra rivoluzione, sogno, utopia della vita dell’anima, cioè che morte e dolore (violenza e malattia nei simboli delle armi e dei ferri chirurgici) spariscono (si consumano) e si tramutano in spirito benefico (“come incenso”).
    Cominciano a riafforare un pochino di morti, timidamente come il sole in marzo – e qui inizia un’altra cosa che mi piace, cioè il crescendo che parte da “una piccola schiera di scomparsi” per arrivare a “tutti i corpi bellissimi che furono / formati da una donna / usciranno nel giorno interamente”.
    E ancora trovo molto efficace il richiamo alla storia mitica e antica, che dà qualità e sostanza al tessuto poetico, cioè il lavoro organico, materiale, rituale, allegorico sui corpi dei morti, che furono “bruciati come combustibili e sepolti / con uccelli salati e farine di farro / con un cono di grasso sulle parrucche e con ditali / d’oro”.
    Mi fermo qui per misera pigrizia e per non tediarvi! Ciao a tutti.

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  4. maria grazia calandrone

    Poiché si apre la bocca per parlare immaginando che qualcuno ascolti siete stati voi a dare eco e senso alle parole dette. Le parole delle poesie sono cose che cercano la luce in chi le regge (come fanno i morti, appunto). Grazie all’omonima della mia anna per la sua cura affettuosa e spero di lasciare presto a chi è vicino oltre alle parole il mio abbraccio e molti sorrisi piccolipiccoli
    maria grazia

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  5. sparz

    mi è piaciuta molto e mi è piaciuta molto anche l’analisi di Anna LB che condivido assai, proprio una bella lettura, fresca e consolante, se posso dir così. Grazie.

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