Perché rosa? – chiese.
Perché è il colore dell’amore.
Ma non dicevano il nome della cosa.
E mute scelsero il luogo e la distanza
perché vivesse
e d’attesa l’avvolsero,
imprigionate dalla stessa carezza
e nude anch’esse.
*
Chiedevamo alla madre sorrisi,
come figlie.
Nascoste aspettavamo
il fiore ricamato,
la mano bianca e scura.
Eravamo leggere e sospese
come in nostri abiti in attesa della festa.
*
C’è sempre una vita tranquilla
che volta le spalle a chi parte.
Con indifferenza
agita fazzoletti stirati in fretta
dall’ultimo ospite.
La si scorge chiedere informazioni
prima di rientrare
ad un ritardatario viaggiatore
senza valige.
Scelsi un albergo con vista sul mare.
Come un malato
anch’io per sopravvivere
scostavo la tenda e sbirciavo fiduciosa
il mio infermiere azzurro.
*
Inciampo nel cappotto
troppo lungo e con la sciarpa
nascondo la bocca.
Tu, però, lascia libero il cuore
ché ne azzanno un pezzetto
per scaldarmi.
*
Abbottonandoti
hai chiuso anche me
nel tuo cappotto blé.
Sei partito
senza sbottonarti.
Ma ho fiducia.
Sarà presto estate.
*
Accorcerò distanze.
Spalancherò le stanze.
Mi farò merletto
per tuo diletto.
Carmen Grattacaso è nata a Salerno.
Nel 2005 ha pubblicato la sua prima raccolta di versi “Il luogo e la distanza”, edizioni Plectica, con la prefazione di Mariella Bettarini e i disegni di Antonio Petti.
Alcune sue poesie sono apparse su “ Poesia”, “ La Mosca di Milano”, “ Capoverso” e la rivista di poesia internazionale “ Gradiva”.

l’infermiere azzurro, l’io-merletto: chagall è qui!