Così uguale – di Silvia MONTI


(Silvia Monti, Così uguale, postfazione di Mary Barbara Tolusso, Milano, Lampi di Stampa, Collana “Festival”, 2008)

         Parole e opere (mini auto-antologia religiosa)

Dalla sezione love songsprima parte

(ora vomita tutto senza fare rumore.
vomita.
i colori i ricordi i suoi baci, anche il sole
vomita
i polmoni, lo stomaco, gli occhi
e per ultimo il cuore.
e poi muore)

tiri l’acqua, ti sciacqui la bocca e riapri la porta.
ma sei morta.

ti han salvata – diranno –
da una forma deviata d’amore.

*

(s.)

non riesco a sopportare che tu continui a vivere infelice
nel nome di una chiesa.
ma me ne starò zitta, questa volta, e non dirò più nulla.
ti tolgo l’imbarazzo di affrontare
l’amore o la morale, di pensare
che sei proprio come me.

ti lascio, devi andare
per vivere il vangelo dei perfetti
(che, dopo, ti ripaga). nessuno verrà a dirti
quanto sembri quel che sei, a darti
la vita che non vuoi.

*

(se potessi smentire caproni…)

           anch’io
           UNO DEI TANTI, ANCH’IO.
           UN ALBERO FULMINATO
           DALLA FUGA DI DIO.
           (Giorgio Caproni, Res Amissa, 1991)

. . .

(- dio, dio, dio… una volta c’ero anch’io tra le tue pecore -)

non c’è ragione, dio, non c’è motivo
per cui tu non esista. infatti
tu ci sei, ma io?

e se non c’è, dio, non c’è
che tenga, se non esiste, dio,
se non risponde al nome che gli diamo?

se dio non c’è, non posso nominarlo, né fare a meno di tentarlo.

. .

sostengono che senza segreti, la mia, non sia
un’esistenza libera: devo nascondermi di nuovo, nascondermi
proprio come dio
come dio
come dio
che s’è ammazzato – pare- suicidato in corsa
perché non lo cercassi più.
ma insisto a credere che possa in qualche modo ritrovarmi.

.

di tutto quello che mi tocca, che mi è toccato
in sorte e che verrà, ti prego – quando esisti – liberami
dalla pigrizia: non sono pigra, io, non sono stata mai seduta
e senza iniziativa. per questo adesso non la merito,
ché so affrontare danni ben peggiori, compreso il tuo via vai
e il fatto che mi vuoi ma non ci sei.
e se ci sei – speriamo – facciamo questo patto:
io smetto di nasconderti, tu buttami di nuovo a capofitto nella vita.

***

Dalla sezione cut/tagli

de ecclesia

con le ginocchia in gola, pedalando
con astio e accanimento
per togliermi di dosso il vostro odore.
fuggire, non è la soluzione che vorrei

con il pensiero chiuso in quelle stanze
con astio e accanimento, lo sento.
non posso cancellare ciò che ingombra,
non posso traslocare da me stessa
nemmeno se volessi e non lo voglio,
(rientrare nella norma)

con gli occhi bene aperti, benedetti
(non astio, accanimento)
per ritornare indietro nel passato

e mi riprendo e mi riporto a casa sana e salva.

*

è il momento

(1) amore immorale/ una variante naturale. (2) gli adulti non sono innocenti e si nascondono dietro le perifrasi della loro cattiveria.
(3) il politically correct è un’invenzione per mascherare l’odio e le fobie.(4) la bontà d’animo richiede fiducia nel genere umano.
(5) chi afferma “sono aperto e comprensivo” è tuo nemico: excusatio non petita… (6) il cattolicesimo è il danno peggiore alla tua libera esistenza. quello beota, ottuso, intollerante. in questa italia che è una democrazia cattolica dove nessuno viene allontanato, ma giudicato
ad interim. (7) tu sai quanto di bello divino vero e sacrosanto c’è nella tua vita. (e capisci i gesti estremi) (8) va meglio rispetto al passato, ma non va bene rispetto al presente. (9) puoi cambiare, ma non velocemente, ma non continuamente, ma non in ogni caso.
(10) e sai di essere normale. senza dover spiegare, rassicurare.

perciò, dio, se esisti, se come mi hanno detto
mi hai messo in questo punto
nello spazio e nel tempo, è arrivato il momento.
e sono pronta.
comincia a rivelarmi il tuo ragionamento.
se è vero che sai dire la parola e folgorare,
che sia lucente e chiara, la vedrò sicuramente. e sarò pronta.
a te la decisione.
da sola non sarebbe un’illuminazione.

perciò, dio, insisti.
lo so che non esisti
nel modo in cui ti cerco, in quello che ci insegnano
nell’assemblea dei giusti e dei redenti.
lo so che non ti cerco e non ti trovo, ma è il momento.
qualunque sia il tuo posto, ammesso tu ne abbia, ammesso che abbia un
senso
tentare di cercarti, sperare che non sia la sola via
per stare a questo mondo, dove mi sono messa,
sono pronta

per dirti se sei vero come me.

***

(…) se una sperimentazione c’è, in Silvia Monti, è proprio quella di uno sforzo verso la concretezza senza compiacersi di un tono rigorosamente basso, non per questo declinato a varianti liriche, oniriche o tecnicistiche. Nessuna rarefazione o astrazione della materia ordinaria o quotidiana, ma piuttosto una pronuncia tanto più efficace quanto più i frammenti di realtà sembrano offrire un surplus di matericità al discorso. Da qui il procedere per originali configurazioni, più votate a scardinare la struttura del testo come gli incisi tra parentesi che di volta in volta aggiungono una specificazione (di modo, di luogo, di tempo) e vanno a compilare la natura meditativa, evitando però le «secche» del soggettivismo e lasciando intatti solo gli elementi razionalizzabili.
(Dalla postfazione di Mary B. Tolusso)

Nota biobibliografica

Silvia Monti
21 giugno 1971, cresciuta a morbegno (so)/ vive a monza / insegna.
auto-prodotto, fotocopiato e distribuito le sue prime raccolte/ novantasette Km, 2004 (quaderni del gruppo fara, bg -premio poesia giovane)/ più primavera che paranoia, 2006 (lietocolle edizioni– premio “opera prima”). così uguale, 2008 (lampi di stampa edizioni – collana festival). sue poesie in antologie / su riviste / on-line.
progetta / partecipa / ad interventi nel campo della street art / dei reading poetici / anche con musicisti.
nel comitato di redazione del blog “LiberInVersi” / cura la rubrica mensile one shot su tellusfolio.it.
gestisce lo spazio in rete www.smonti.blogspot.com

***

15 pensieri su “Così uguale – di Silvia MONTI

  1. lambertibocconi

    Mito! Ci vediamo domani alla presentazione del tuo nuovo libro. Un’occasione per conoscere oltre a Silvia anche Lorenzo Carlucci e Raimondo Iemma. Io non sono capace di mandare i comunicati ecc., per cui in forma artigianale segnalo così:

    giovedì 19 giugno, dalle 18 c/o libreria eQuiLibri, via farneti 11- milano
    (www.libreria-equilibri.eu) presentazione della collana festival (lampi di stampa ed.) curata da valentino ronchi.

    Silvia Monti = massima bravura, attenzione e serietà, incarnate in una ragazza simpaticissima.

    Rispondi
  2. Massimo73

    Un carissimo saluto a Silvia: ho letto queste poesie e chissà, magari riuscirò a leggere anche il libro (per cui mi associo agli auguri di Anna). Un augurio anche all’autrice per il miglior successo dei testi. Massimo

    Rispondi
  3. silviamonti

    ringrazio davvero per l’ospitalità.
    (ciao anna! ciao massimo!)

    solo una precisazione: il titolo di questa selezione di testi sarebbe “mini auto-antologia religiosa”. (perdonami, francesco, per la pignoleria…)

    s.

    Rispondi
  4. nadia agustoni

    Cara Silvia ci sei e tutta intera in questi versi, un pò più rabbiosi (o sbaglio?) rispetto al passato, ma anche forti e che trasmettono il tuo sguardo senza finzioni, con la freschezza di sempre. Aggiungo a fine commento che hai coraggio a interpellare Dio pubblicamente “perciò, dio, se esisti, se come mi hanno detto
    mi hai messo in questo punto
    nello spazio e nel tempo, è arrivato il momento.”
    Aspetto di leggere il libro e poi ti scrivo. Un abbraccio e grazie a Francesco Marotta per il post.

    Rispondi
  5. carmine vitale

    finalmente una voce ostinata cocciuta frammentata di luce di materia cerebrale di impulsi led di cupo buio mattutino di poetica matematica a velocità supersonica
    ho speso bene qualche ora del mio misero tempo per scoprire finalmente una poetessa nera marrone dolorosamente felice come solo un sorriso in poesia può fare

    grazie

    Rispondi
  6. silviamonti

    grazie nadia. chiamiamola rabbia, sì, anche se per me è un sentimento molto creativo e vitale, lontano dal rancore.
    e grazie carmine. (scrivimi)

    confesso che pensavo che qualcuno avrebbe potuto essere infastidito, da questi versi…
    🙂
    s.

    Rispondi
  7. mariapia

    cara Silvia,
    come mi arrivano queste voci, della poesia, il mio tempo(attuale)bombardato di rumore (inutile), e dolori, molti, torna la vita.
    Noi ci conosciamao e stimiamo da tempo, ma ogni conferma ci fa bene..
    io preferisco al limite, l’asciutto, la sincope di immagine delle prime poesie, puntute e cattive d’amore..le seconde sono più narrative, ugualemnte care, per bravura.
    Sei una che non fa performances di te, se non reali..dunque la tua è una poesia di conoscenza, virtù rara.
    Un abbraccio caro da

    Maria Pia Quintavalla

    Rispondi
  8. jolanda catalano

    Cara Silvia, io non ti conosco però posso dirti che non ci sono versi che possono infastidire. Chi prova fastidio leggendo qualcosa, secondo me, non riconosce all’altro autonomia di pensiero e d’espressione.

    Ho trovato molta umanità nei tuoi testi,non siamo esseri finiti nel nostro percorso di ricerca, e anche quando ci sentiamo canne in balia del vento, i dubbi di cui ci nutriamo vanno sempre nella direzione della verità, non importa se non riusciamo a scoprirla.

    un caro saluto a te e a Francesco
    jolanda

    Rispondi
  9. enrico de lea

    davvero tosta & brava – complimenti

    “e mi riprendo e mi riporto a casa sana e salva” – in parte per i tuoi versi penso anche alla lezione di Sbarbaro su parecchi di noi

    Rispondi
  10. silviamonti

    @ mariapia (semplicemente) grazie, come sempre.
    @jolanda ci sono poesie, libri, parole che mi infastidiscono. nel senso che provocano in me una reazione di quel tipo. in questo trovo grande libertà. poi bisogna scegliere come reagire, al fastidio…
    @enrico al liceo mi hanno fatto odiare sbarbaro… (e grazie)

    s.

    Rispondi
  11. lambertibocconi

    A me infastidisce la poesia “in poetese”. Però in realtà ho una difesa infallibile: non la leggo, oppure mollo il colpo dopo mezza pagina. Ciao.

    Rispondi
  12. renatamorresi

    “liberami dalla pigrizia”! – bei testi, m’arrivano come una cosa nuova, malinconici e\o divertenti, proprio come le canzoni.
    complimenti,
    r

    Rispondi
  13. silviamonti

    anna, la pensiamo allo stesso modo. (e grazie per ieri!)

    “proprio come le canzoni” lo considero un vero complimento, renata!

    un saluto a tutti/e
    s.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *