Europiè 5 – Attendendo Italia – Francia

Mentre seguo via internet i risultati elettorali delle comunali al mio paese (MPA in testa, la lotta è per chi andrà al ballottaggio col candidato dei leghisti siciliani), mi viene in mente che la notte sarà lunga, e magari potrei ingannare il tempo scrivendo di pallone.
Nelle ultime due serate i gruppi A e B hanno licenziato le ammesse ai quarti. E se il Portogallo è stato fulgido esempio di come una squadra sazia di punti possa tranquillamente perdere con una Svizzera senza speranza di passare il turno, i Cechi dimostrano quanto sia facile buscarle di diritto e di rovescio anche se si sta vincendo con due gol di scarto a un quarto d’ora dal fischio finale. Ma ‘sti turchi, perbacco, fino a qualche hanno fa erano terzo mondo calcistico (senza offesa per i turchi in ascolto), e adesso rifilano pappine alla ex squadra di Nedved. Se continuano a giocare così (cioè fottendosene di essere stati un terzo mondo calcistico, e rifilando pappine a chi capita capita), penso che, se e appena dipartita la nazionale azzurra, mi metterò a tifare per loro. Perché a me, in verità, quelli che in campo danno tutto sino all’ultimo minuto e se ne infischiano di essere gli sfavoriti, mi piacciono assai, ma assai assai. Sono pure andato a documentarmi, giusto per sapere qualcosa in più dei miei nuovi idoli. Così mi sono appuntato i nomi di Hakan Yak?n e Eren Derdiyok e Gökhan Inler; solo che questi nomi, durante la telecronaca, non li avevo sentiti mai e allora, leggendo meglio, ho scoperto che m’ero sbagliato. Cavolo, non erano tutti nazionali svizzeri? Ma vedi che curioso, ho pensato, i calciatori svizzeri sono turchi (e albanesi, e slavi, e spagnoli; qualcuno, che combinazione, pure svizzero); vuoi vedere che i calciatori turchi sono svizzeri? E invece no: sono turchi pure loro, con la sola eccezione di un brasiliano, ma che si chiama Maometto.
Come brasiliano è pure il centrocampista Roger Guerreiro. Cioè, brasiliano no: polacco di Rio.
A proposito di Polonia, Croazia – Polonia è finita uno a zero per i croati, che fanno punteggio pieno, non hanno beccato un solo gol, corrono per novanta minuti, giochicchiano niente male e, cosa più importante, hanno la maglia più bella di tutte. Assieme a loro si qualificano i tedeschi, che fanno sgarbo ai padroni di casa infilandogli in porta una fucilata di Ballak.

Italia – Francia. Si fa pretattica.
Domenech dice: “Boh, tanto Olanda e Romania stanno appattate, quasi quasi metto in campo le riserve.” Lo dice, ma non ci crede nessuno, anche se lui è convinto di sì.
Van Basten dice: “Ma quando mai; noi siamo persone serie, e in campo ci andranno i migliori. Certo, qualche riserva magari sì, ma non più di nove o dieci, il portiere lo tengo, che tanto quello non deve correre e spolmonarsi come un qualsiasi centrocampista.”
Donadoni dice: “Van Basten? Lo conosco, è una persona seria. Se lo dice lo fa, se non lo dice invece no, ma l’ha detto, l’ha detto, no?, ecco, l’ha detto e lo fa. Certo, a meno che non lo faccia, e allora sarebbe tutta un’altra cosa.”
I rumeni, stranamente, tacciono. Ma forse perché hanno capito che col gioco del calcio tutta questa vuccirìa non c’entra niente.

La formazione di martedì.
La formazione di martedì rimane un mistero. Soprattutto misteriosissimo rimane, per me, il criterio in base al quale Donadoni compone una formazione. L’attacco, in particolare. Prima partita: In campo l’attacco provato durante le qualificazioni. Non va. Allora la stampa insorge: ma c’è Del Piero, e Del Piero di qua, e Del Piero di là, e mettilo, che ti costa, e dai Donadoni, mettilo, che è capocannoniere, avà, fallo giocare. E Donadoni mette dentro Del Piero. Che gioca un po’ meglio di Di Natale ma, insomma, molto meno di quello che si sperava. E gli stessi che avevano urlato Del Piero Del Piero, adesso reclamano Cassano Cassano. E qualcuno, addirittura, suggerisce, come fosse cosa sensata, di lasciar fuori Pirlo, e mettere al suo posto un Ambrosini qualsiasi. Gli stessi, ci scommetto, che quando Donadoni lascerà fuori Pirlo per sostituirlo con un Ambrosini qualsiasi, urleranno alla lesa maestà e chiederanno la testa del mister.

Vabbé, questa sera soffrirò, lo so già. Temo le bizze di Cassano, e temo l’ansia da prestazione che ogni volta sembra attanagliare i nostri eroici europieduti, e che pare tramutarsi, qualche volta, in un autolesionismo piagnone e anche un po’ paranoico. Ma sono i Nostri (in un certo senso, siamo noi), e ci tocca tifare per loro. D’altro canto lo ha scritto pure Sciascia: “Si è come si è.”

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18 pensieri su “Europiè 5 – Attendendo Italia – Francia

  1. alessandroseri

    Orco mondo… ma come fai? Se l’italia scappa io tifo per la croazia ma solo perchè in croazia ci sono stato e in turchia no. Ma speriamo che non scappa. Mi ritorna in mente, come diceva Battisti, la partita tra i civilissimi e onestissimi svedesi e danesi di quattro anni fa. Civilissimi e onestissimi come gli olandesi e appunto mica fessi. Sempre a proposito di citazioni colte… a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca

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  2. cletus

    le bizze del tempo si portassero via i commenti (inopportuni) di Salvatore Bagni, e con essi l’umorismo d’accatto di Teo Teocoli. Per il resto, il fotogramma di questi europei è la stretta di mano dei due allenatori, cacciati, in sincrono, da un intransigentissimo arbitro, che si incamminano, mesti, verso le tribune. Una metafora ?

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  3. mauro

    @ Alessandro – A dire la verità, ho sempre avuto l’impressione che ‘sta storia del biscotto sia venuta fuori quasi per caso. L’azione del secondo gol svedese, allo scadere, mi è sempre sembrata troppo concitata per essere stata combinata. Trovo più credibile “che, una volta trovatisi sul 2-2, con la partita agli sgoccioli, sia la Svezia che la Danimarca hanno siglato una tregua” (cito da qui: http://www.sport.it/articoli/2004/06/22/537369.php e condivido). Trovo strano, invece, che i vikinghi non abbiano mai smentito con maggiore decisione. Forse volevano apparire furbi, una volta tanto; si vede che gli piace l’italian style.

    @ Cletus – L’opinionismo televisivo è una malattia che, spero, il nuovo governo provvederà a debellare in uno con le intercettazioni telefoniche. In ogni modo, poco male: basta spegnere la TV. Con quelli che commentano l’incontro è più difficile: si può provare ad azzerare l’audio e seguire la cronaca alla radio. Magari, con un po’ di fortuna, si becca la Gialappa’s.

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  4. Alessandro Ansuini

    La croazia, oltre ad avere la maglia più bella di tutti, ha anche uno identico a pirlo, che gioca come pirlo intendo, tale modric. o meglio, quasi come pirlo, perchè pirlo è l’unico giocatore che sa fare la finta di capelli.

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  5. Gaja

    posso dire una cosa? io AMO pirlo…
    (so’ cose brutte, lo so, ma quando tira i rigori per me è l’estasi assoluta!
    ieri sera, quando ho visto che avrebbe calciato lui, mi sono detta – memore di Berlino: è fatta!)
    PIRLO E’ IMMENSO!
    … anche di capelli.

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  6. cletus

    Additional lirics

    Italia Francia, a modo mio.

    Suonano al citofono. Tardo ad aprire: sto tentando di allacciare il primo paio di scarpe capitate a tiro (le dissemino per tutta casa) finendo di rivestirmi dopo un ristoratore idromassaggio (lo utilizzo con cadenze semestrali e quando sono veramente “a pezzi”, ricorrendo alle proprietà taumaturgiche dei sali del mar morto).
    Apro. Entrano, nell’ordine S. che ha portato il necessario per la cena (il mio frigo è popolato come l’antartide, d’inverno), e M. e L. una coppia di amici venuti a bella posta per festeggiare il compleanno di S (che e’ stato ieri) e per vedere insieme la partita.
    S. e L. prendono possesso della cucina, chiedendo di tanto in tanto dove si trova il sale, o un limone (prontamente asportato da apposita pianta, in giardino). M ed io ci mettiamo sui divani, la tv fa i capricci…”cazzo c’ha tutte ste righe ?”…”Non so, dev’essere una roba elettrica, è come se qualcuno avesse acceso un phon”, dico. “Ma siamo solo noi, no ?” osserva M. “Si, dico…”..almeno”.

    Comincia la partita. Apriamo una bottiglia di Tener e piazziamo davanti a noi una ciotola con dei tarallucci all’anice. La squadra sembra tonica. Noi pure…battute, risate l’aria è allegra. Intanto le donne si affaccendano alla preparazione della cena….(pasta fredda, caprese, vassoio di prosciutto, altro di melone, sia bianco che arancione….un rimando agli olandesi ?).

    I bleu sembrano recitare, stancamente, un copione. Noi ci mettiamo un briciolo di fantasia in più. La posta è alta, e al 15’ zappiamo sul secondo per buttare un occhio alla partita “degli altri”.

    La tensione è dissimulata dal Tener. Le donne, alle imprecazioni per le innumerevoli occasioni da gol mancate da Toni, chiudono elegantemente la porta della cucina….

    Arriva il rigore. Una manna dal cielo, un segno del destino, sono calmo. M. dice “Lo sbaglia” indicando Mr. Pirlo che si presta, impassibile, al primo piano dell’operatore.
    “Cazzo dici, M. Pirlo è una sicurezza…ha la stessa autorevolezza del Credit Suisse…guarda che entra…” La telecamera inquadra Buffon che scaramanticamente, dall’altro lato del campo, gira le spalle alla scena, aggrappandosi alla sua rete. Facile immaginare il carosello di pensieri che devono aver vagato nella sua testa in quegli attimi.

    Rete. Esultiamo, tutti. Le donne si affacciano. E’ vero ? Sembrano non crederci nemmeno loro, ma poi tornano in cucina, intente alle fragole.

    La partita scorre, adesso sembra filare tutto liscio. Le cose, quando stai cosi, appaiono in tutt’altra prospettiva: tralasci la faccenda dei carri armati, quell’altra (ancora più pesante) del decreto sicurezza. La sicurezza, adesso, qui, ce la deve dare l’undici olandese che non pago della classifica, deve maramaldeggiare sui coriacei rumeni.

    Un boato. Arriva la notizia del primo gol degli orange. E’ fatta ! Arriva il fischio della fine del primo tempo. Ci mettiamo a tavola. Sincronismo perfetto: la disposizione del tavolo non consente di poter vedere bene la tivu. Fuori tuona, e iniziano le prime gocce. E’ fine giugno, ad un passo dal solstizio e siamo qui, come dei rassegnati londinesi, a vagheggiare improbabili pomeriggi al mare, se non altro nei fine settimana.

    Ricomincia.
    La partita scorre via senza brividi. Arriva il suggello del coattone di Ostia (De Rossi, ndr)., Siamo nei quarti. Nel frattempo il Tener è finito, il bianco che ha accompagnato il pasto raggiunge la soglia per candidarsi all’aromatizzazione degli arrosti (un bicchiere, poco meno) e finisce allegramente la serata sotto il lavello, in attesa di adempiere ad altri compiti.

    Sparecchiamo, allegri. La notizia del secondo gol degli olandesi è la ciliegina sulla torta. Troppa grazia, tutt’insieme…Nemmeno per un attimo ci sfiora il pensiero che, come in una mimica dantesca, a tanta gioia possa subentrare uguale mestizia.
    Gli occhi di Raymond Domenech, ne sono una toccante testimonianza.
    Andiamo nei quarti. Ci tocca la Spagna. M. e L. ci salutano. Infilo, non visto, un pensierino nella borsa di S.
    (adoro fare i regali “a sorpresa”). S. raccoglie le sue cose. Mi impartisce i soliti 5 minuti di istruzioni sul come ripulire la cucina (che puntualmente delegherò alla signora delle pulizie, che poi lavora anche da lei e che è primatista mondiale nel distruggermi graziosamente di tutto: caffettiere, teiere, zanzariere…”).

    Prendo su la splendida pianta, con vaso, che le hanno regalato M e L. ci avviamo alla macchina.
    Glielo dico o non glielo dico ? continuo a ripetermi. Mi privo del piacere piu’ grande del donare, che per me è leggere l’espressione di sorpresa negli occhi del ricevente…”-
    Cazzo c’hai li nella borsa che ti spunta….?
    Cretino…che dici ? mi fa, perplessa…Poi apre…”quanto sei stupido…che hai fatto ?” intanto riconosce la busta del negozio immortalato nella colazione di Truman…

    L’espressione dei suoi occhi, la più dolce conclusione della serata.
    Intanto ha anche smesso di piovere.
    Qualche stella, intorno, fa capolino dalle nuvole.

    Domani c’è il sole. E io mi chiamo Cletus. Come tutti.

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  7. Alessandro Ansuini

    Nella rassegna stampa che vedo ogni notte, mi pare ci fosse una foto, forse sul secolo decimonono, in cui i capelli di pirlo festeggiavano dopo il gol. vorrei spiegare che anche io considero pirlo un bell’uomo, giusto un po’ flemmatico quando parla. però freddissimo. ricordo una finale under21 in cui tutti aspettavano pirlo, tutti dicevano pirlo ci salverà, pirlo deve fare qualcosa, tutti noi pendiamo dalle punte dei capelli dei capelli di pirlo (allora meno esperti nella finta) e successe che a cinque minuti dalla fine ci diedero una punizione dal limite e i capelli di pirlo fecero il loro dovere, infilando la palla all’incrocio. io pensai: questo ragazzo farà grandi cose. mi chiedevo invece se zambrotta, elegantissimo, non avrebbe fatto meglio a iscriversi al queens: si muove come un tennista indiano. memorabile infatti la sua palla corta con la romania. occhio a silva e senna con la spagna. i due centrali migliori dell’europeo.

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  8. Gaja

    Ecco, Alessandro: a me è proprio la sua freddezza che piace. Quella specie di maschera che gli cala sul viso quando calcia dal dischetto. (ok, magari voi direte che la maschera ce l’ha sempre… vaaaa bene!) Non dimenticherò mai quando ha tirato il rigore durante Italia-Francia, a Berlino.
    Sì sì, lo so. L’ho già detto!:-D

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  9. mauro

    Ehi, ma che é, il Pirlo Fan Club. In ogni modo, pur considerando Pirlo uno dei migliori registi del mondo (tecnica sopraffina, bel tiro, visione di gioco, corsa, senso della posizione, freddezza, ecletticità, eccetera eccetera) non posso che deplorare certi gusti estetici. Ah, Bellantonio, ah capitan Maldini, ma chi via ha sostituiti nel cuore delle tifose italiane?

    @ Alessandro – Dài, povero Zambro, sono cose che possono capitare. Silva e Senna, dici? Mmh, buoni (più Senna che Silva, secondo me), ma è l’attacco della Spagna a essere veramente insidioso: veloce e tecnico.

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  10. Gaja

    Mauro: BLEAHHHHHH per il bellantonio, mai piaciuto! e QUADRUPLO BLEAAHHHHHHH per capitan maldini, che me pare un teschio. Niente fascino virile, niente mascolinità. Un teschio, proprio. BLEAHHHHHHHHH!
    W PIRLO!
    PIRLO, che uomo! che calciatore!

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  11. Alessandro Ansuini

    Dai Mauro, scherzo con zambrotta, gli perdono maggiormente la palla corta che i capelli, a dire il vero. ma deve essere passato qualcuno con una motosega nel ritiro della nazionale, perchè anche i capelli di camoranesi assomigliano al pagamento di una scommessa, più che a un taglio. quindi ecco, a conti fatti non va cambiato il tecnico della nazionale, ma convocato il barbiere di pirlo, forse.

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  12. mauro

    @ Gaja – Mah, contenta tu!

    @ Alessandro – Dei capelli di Zambrotta riparleremo dopo che avrà incontrato i barbieri di Siviglia

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