Giuseppe Pulina, L’ANGELO DI HUSSERL. Introduzione a Edith Stein
(Civitella in Val di Chiana, Zona, 2008, pp. 126 – euro 14,00 – ISBN 978 88 95514 47 5)
«L’angelo media, annuncia, rivela e sollecita lo sforzo conoscitivo, perché se si ha la ventura di vederlo, lo si deve anche riconoscere». È l’angelo di Edith Stein, parente non tanto lontano di quelli di Rilke e Cacciari. Un angelo affine, consanguineo si potrebbe dire, a quelli dello Pseudo Dionigi e di Tommaso d’Aquino. A loro simile, ma non derivato da questi. È questa una delle conclusioni alle quali giunge Giuseppe Pulina nel suo ultimo libro dedicato alla figura e al pensiero della filosofa ebrea Edith Stein, scomparsa ad Auschwitz nel 1942, santificata da papa Giovanni Paolo II come Benedetta della Croce. Nel suo libro (“L’angelo di Husserl. Piccola introduzione a Edith Stein”), Pulina sviluppa il tema dell’angelologia steiniana con stimolanti incursioni nei testi di Benjamin e Valéry, dove gli angeli erano in un certo senso di casa. Ma l’angelologia costituisce uno dei diversi tasselli in cui si compone l’ordinatissimo e affascinante puzzle della filosofia steiniana, fonte più che raccomandabile se si vuole costruire un pensiero della Shoah che tenga conto anche della sofferta posizione degli ebrei cattolici.
Ne “L’angelo di Husserl”, Pulina ripercorre le tante strade battute dalla ricerca filosofica di Edith Stein: dagli esordi husserliani ai primi studi sull’empatia, dal distacco dal maestro Husserl alla conversione al cattolicesimo, sino all’ingresso nel chiostro carmelitano. La linea che l’autore tratteggia è quella di una «solida filosofia della persona» perseguita con una rara ed esemplare coerenza. In questo personalismo radicale Edith Stein combina il metodo fenomenologico, mai abbandonato nonostante il distacco da Husserl, le teorie sul ruolo della donna nel mondo e nella società, la critica all’ontologia heideggeriana, di cui pure riconosce l’originalità, e la mistica carmelitana. Anche la riflessione sugli angeli ha un posto ben preciso in questo organico disegno filosofico: «Merito dell’angelo – scrive Pulina – è per Edith Stein quello di rimarcare la speciale condizione dell’uomo nel mondo e nella storia e i caratteri esclusivi del suo essere persona». Che sarebbe come dire che gli uomini sono uomini, scoprono di essere tali, anche perché gli angeli, che pure ne sfiorano le esistenze, ne ascoltano gli affanni, ne custodiscono le ansie e le speranze, non potranno mai solcare la linea divisoria della creazione. Questo vale per gli angeli e, soprattutto, vale per chi angelo non è.
Per sfogliare il trailer del libro si può cliccare qui.

Gli angeli di Stein sono come li immagini, ma dire come li immagini non è facile. Stein ci prova e ci riesce, e il libro rende merito a questo grande proposito.
Post interessante.
Grazie per la segnalazione
Interessa anche me. Credo che l’angelo non sia annunciatore di morte. Così dovrebbe vederlo Edith Stein. Leggerò il libro epr verificarlo.
A pagina 113 dell’Angelo di Husserl, libro che ho letteralmente divorato, c’è un passo che merita. Lo virgoletto.
“L’angelo è sì un essere celeste, ministro di Dio, il suo destino, se così si può dire, è diverso da quello dell’uomo, ma la sua natura di ente creato lo rende costitutivamente affine (non strutturalmente identico, comunque) all’uomo. Questa affinità porta l’angelo ad intersecare le strade battute dall’uomo, ad incrociarne lo sguardo crucciato, ad accompagnarne il gesto sconsolato che compie senza promessa di premio e riscatto. È come l’angelo di san Bernardo e di Wim Wenders, testimone di afflizioni, turbamenti e cadute, pronto a chinarsi, a soccorrere e ad alleggerire con la sua impalpabile presenza il peso di esistenze stanche. Che abbia le ali o no è una questione di poco conto, così come può essere irrilevante stabilire le modalità della sua presenza. L’angelo annuncia,
è latore di un messaggio destinato all’uomo; ha quindi senso chiedersi
che cosa possa annunciarne e farne percepire la presenza?”
Angeli in estate?
Una stagione per volare?
Per volare come?
Come volare?
Per essere angeli forse non ci vogliono le ali.
Dopo L’angelo di Husserl ho iniziato a leggere un libro di Angelio Silenio. Di titolo fa Pellegrino cherubico. Lo citano molti filosofi. Mi chiedo: perché si parla così tanto di angeli anche in filosofia?
Angelo e non Angelio.
Lo conosco. Mirabile. Cherubico come l’angelo di cui parla. Pensando alla Stein e al libro, mi chiede se gli angeli possono fare compagnia agli umani tra le fiamme di un forno crematorio o in una camera a gas. Credo che proprio lì, in quei momenti, la loro presenza sia richiesta con disperazione.
What’s our destiny? Where is my angel? I would like to ask to Eliot.
A proposito di angeli che ne dite di quelli di Osvaldo Licini o di quelli di Paul Klee? Ho letto l’Angelus Novus di Benjamin credendo che parlasse di angeli. Ora leggerò L’angelo di Husserl (ho già divorato il trailer) e so che non mi troverò di fronte ad un trattato di angelologia.
Che sorpresa! Conosco l’autore perché di lui avevo letto il libro sugli animali e i filosofi recensito da Repubblica. So che ha collaborato con Marco Lodola. Ora spero di trovare il libro sull’angelo di Edith Stein, filosofa che ho conosciuto grazie alla Settima stanza, film superlativo che consiglio a tutti.
Proprio oggi (casi della vita!!!) ho letto una splendida recensione sul libro di Pulina. Fonte La Nuova Sardegna, uno dei quotidiani dell’Espresso. Ho sempre provato fascinosa Edith Stein, cioè santa Benedetta della Croce, ma non sapevo che si fosse interessata anche di angeli. Fantastico!!!
Ho visto la segnalazione di questo libro su Repubblica. Preso il libro, l’ho subito letto. Ignoravo Edith Stein. Mi piace leggere di angeli. E’ stata una bella scoperta
Conoscerò l’autore a Sassari il 29 ottobre. Presenterà L’angelo di Husserl in un seminario della sezione locale della Società filosofica italiana. Gli chiederò come è possibile passare – cosa che ha fatto Edith Stein, l’angelo del suo libro – dallo studio sull’empatia ad una visione mistica della vita e della realtà.
Gran bel libro. Ho visto la segnalazione su Repubblica e l’ho comprato. Avevo letto i libri sulla Stein scritti da Ales Bello, ma questo introduce bene la filosofa. Il mio capitolo preferito? Quello sugli angeli. Splendido il confronto tra l’angelo steiniano e quello di Klee e Benjamin.
Un libro che fa per me. Dalle cose che ho letto non dovrebbe deludermi.
Anche io ho provato tanta curiosità leggendo i commenti del forum. Non sapevo se fidarmi o no. Alla fine ho deciso di affidarmi alle cose che avete scritto. Ho così mcomprato il libro. E’ forse il miglior libro sulla Stein che abbia letto. Nessuna tendenza agiografica, molta concretezza analitica, una scrittura facile che raramente si trova in libri di filosofia. Faccio l’insegnante di un liceo, e ho provato aleggerne una parte agli studenti. Grande sorpresa: non hanno avuto difficoltà a comprendere subito il libro.
Ieri, 19 dicembre 08, su Avvenire (http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire) è uscita una bella recensione dell’Angelo. La segnalo a quanti possono essere interessati, grato a tutte quelle persone che, nelle ultime settimane, hanno postato dei commenti molto lusinghieri sul mio libro.
Penso che regalerò questo libro per natale a mia figlia, studentessa di filosofia, che ha scoperto Edith Stein dopo avere visto La settima stanza. Io l’ho scoperto con Civiltà cattolica che lo ha recensito tra i libri del 2009.