6 pensieri su “Addio Miriam

  1. nadia agustoni

    Un omaggio.

    La Ballata delle donne di Sanguineti

    Ballata delle donne

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è casa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.

    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

    Rispondi
  2. Chiara Daino

    THE MEMORY REMAINS

    Sono la donna che si è destata
    Mi sono alzata e sono diventata una tempesta
    che soffia sulle ceneri dei miei figli
    Dai flutti di sangue di mio fratello sono nata
    L’ira della mia nazione mi ha dato la forza
    I villaggi distrutti e arsi nutrono il mio odio per il nemico,
    Sono la donna che si è destata,
    Ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro.
    Ho aperto le porte chiuse dell’ignoranza
    Ho detto addio a ninnoli d’oro
    Oh compatriota, non sono ciò che ero.
    Sono la donna che si è destata.
    ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro.
    Ho visto bambini a piedi nudi, smarriti e senza casa
    Ho visto spose con mani dipinte di henné indossare abiti di lutto
    Ho visto gli enormi muri delle prigioni inghiottire la libertà
    nel loro insaziabile stomaco
    Sono rinata tra storie di resistenza e coraggio
    La canzone della libertà ho imparato negli ultimi respiri,
    nei flutti di sangue e nella vittoria
    Compatriota, fratello, non considerarmi più debole e incapace
    Sono con te con tutta la mia forza sulla via della liberazione della mia terra.
    La MIA VOCE si confonde con la voce di migliaia di donne rinate
    I miei pugni sono chiusi insieme ai pugni di migliaia di compatrioti
    Insieme a voi ho risalito la strada della mia nazione,
    Per rompere tutte queste sofferenze, tutte queste catene di schiavitù,
    Compatriota, fratello, non sono ciò che ero
    sono una donna che si è destata
    Ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro.

    [Meena]

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *