Bloc notes. Natale sulla terra. 2

notes

di Giorgio Morale

28 dicembre

Oggi fa freddo e piove, è buio, nelle stanze le tapparelle sono abbassate perché la pioggia non rovini il legno delle imposte. Oggi si mangia pasta con le fave.

Mi chiama mio fratello.
“Ho chiamato la mamma, sembra più tranquilla. A te come va?”.
“Sto tutto il giorno in casa e li lascio parlare, non c’è altro da fare. E a voi come va? Dove siete? C’è freddo? Neve?”.
“Siamo ancora a New York, fa molto freddo ma non nevica. Domani partiamo per il Messico. I genitori di cosa si lamentano?”.
“Che sono soli. Sono soli ma non vogliono che nessuno vada da loro. Che i figli sono lontani, di aver lavorato tutta la vita, che la pensione non basta. E poi le tasse, le malattie…”.

Poi me lo domanda anche Elle.
“Com’è andata con i tuoi?”.
“Nulla di particolare, mia madre drammatizza tutto e io sdrammatizzo tutto ciò che lei dice, mio padre sta zitto e gira per casa lavorando”.
“Capisco, ma loro cosa vorrebbero?”.
“Vorrebbero i figli vicini, mi dicono che qui c’è una casa pronta per me, che qui vivrei meglio che a Milano”.
“E tu cosa dici?”.
“Che domande! Non è importante rispondere ma ascoltare. Ho detto che siamo una famiglia a cui piace viaggiare, loro in Germania io a Milano”.
“Certo, l’importante è ascoltare”.

Nel pomeriggio ho riposato. Piove ancora e fa freddo, non so se esco, i miei temono, a non sbarrare la porta dall’interno, ladri e assassini.

Elle mi scrive che ha avuto una discussione con Erin, che Erin perde tempo, poi se ne rende conto e piange.
“Un’altra giornata persa, e non ho fatto nulla per me”.
E poi:
“Torna presto, non sono brava da sola”.

29 dicembre

Stanotte ha piovuto molto, ieri sera le strade erano allagate, adesso no, spero di uscire.
“Sto facendo il caffè” mi scrive Elle. “C’è il sole e la brina. Spero molto tu possa uscire. Sei andato al mare? Annusalo per noi”.

Ma io il mare lo vedo da lontano, però annuso l’aria: strano, è profumata.

30 dicembre

Mi sono alzato alle 9, piove, oggi starò in casa, vorrei leggere. Anche a Milano tempo uggioso e incolore.
“Sul terrazzo freddo e due merli” scrive Elle.

I miei hanno seguito la messa in tv, così Dio li aiuta, dice mia madre. Ieri le ho detto di non lamentarsi tutto il giorno, se no nessuno vorrà starla a sentire, e lei è stata zitta qualche ora.

Adesso mia madre pare più tranquilla, ha detto che vorrebbe iscriversi a una scuola serale e scrivere le memorie della sua vita. Le ho detto che è una buona idea, peccato non lo farà mai.

Mio padre invece è uno che bigiava la scuola e andava a caccia di nidi.

31 dicembre

Vicino alla mezzanotte scambiamo dei messaggi. Elle dice che ci sono un sacco di botti forti, sembra un bombardamento, l’aria sa di polvere da sparo.

Ho preparato dei messaggi augurali.

Per Elle:
“Auguri! Noi due edificheremo un ponte per sempre tra due esseri, questa potente meraviglia è nel cuore delle cose (Tagore)”.

Per Simone:
“Auguri! Possano tutti i sogni della notte fiorire in nuovi canti al momento del risveglio (Tagore)”.

Per Erin:
“Auguri! Riempi il tuo cuore di gioia semplice, spargi liberamente lungo la strada il tesoro che raccogli mentre procedi (Tagore)”.

Elle mi dice che Erin è commossa. Difatti più tardi Erin mi scrive:
“Buon anno anche a te! La frase non poteva essere più azzeccata, me la scriverò per non dimenticarla. I fuochi d’artificio li avete visti?”.

No, non li abbiamo visti, mio padre e mia madre alle dieci erano a letto, le tapparelle erano tutte abbassate per paura che i vetri fossero colpiti dai botti. Però li ho sentiti.

1 gennaio

Sms:
Elle: Mi sono svegliata ora. Ci pensi che fra 3 giorni sei a casa?
Paolo: Meno male, non avrò fatto un bagno in 12 giorni, ho i vestiti sporchi e lo spazzolino per i denti consumato.
Elle: Solo per quello sei contento? Mi illudevo fossero altre le ragioni!
Paolo: Quali ragioni?
Elle: Prova a sforzare l’immaginazione e vediamo che succede.
Paolo: Alludi forse a ragioni che la ragione non conosce?
Elle: Proprio quelle!
Palo: Può bastare: ti amo?
Elle: Può bastare. Anch’io ti amo.
Paolo: Dimmi se questo è vero, amore mio, dimmi se questo è tutto vero… È vero, è vero che il tuo amore viaggiò per ere e mondi in cerca di me? Che quando mi trovasti il tuo secolare desiderio trovò una pace perfetta nel mio gentile parlare…? (Tagore)
Elle: Bella! E vera!
Paolo: Soprattutto per quanto riguarda il mio gentile parlare!

Più tardi Erin mi scrive domandandomi se i nonni hanno sentito i botti. Mio padre dice che si è addormentato subito e non ha sentito niente, mia madre che non ha dormito tutta la notte e ha sentito tutto.

2 gennaio

“Guarda che la pentola ride” dice mio padre.
“Che sciocchezze, come fa a ridere?” domanda mia madre.
“Vedi le bolle? Quando fa le bolle vuol dire che la pentola ride, non lo sapevi?”.

Poi mia madre scodella la minestra e io dico:
“Avanti, c’è il rancio”.
E anche mio padre ride.

3 gennaio

A Milano nevica, pare attecchisca, dice Elle.

Sono sul pullman per Catania. Qui piove, mio padre mi ha accompagnato alla fermata con l’ombrello, poi siccome il pullman tardava abbiamo visto arrivare mia madre.

Aspettano sul marciapiede finché il pullman parte e io li vedo andare insieme verso casa. Mi domando se ho fatto bene ad assecondare il loro delirio, vivendo dodici giorni in modo irreale. Però: i dodici giorni ci sono stati, allora perché irreali?

(La prima parte qui)

5 pensieri su “Bloc notes. Natale sulla terra. 2

  1. MarioB.

    Buono.
    Non ho letto la prima parte, la leggerò.
    Mi piace e per il ritmo, l’asciuttezza dello stile che corrisponde a delicatezza, cioè ritegno nel sentimento,
    una certa atmosfera sopesa quasi surreale. Bravo!

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  2. lucy

    mi piacciono le due puntate sul natale. vengono lasciati fuori tutti i motivi precisi di certi atti che sembrano stranezze, cosicché questo vivere sospeso dei due anziani genitori diventa “il” modo di vivere di tanti vecchi, tenero e disperante. mi sono molto immedesimata, poteva essere il racconto di un paio di altri vecchi, dall’altra parte d’italia e di un natale qualunque di questi ultimi dieci anni.

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  3. jolanda catalano

    Giorgio, la solitudine è tremenda così come è terribile la vita che spinge alle partenze. Quando poi la solitudine riguarda i genitori, bisogna essere molto forti per non cadere nella rete dei sensi di colpa anche se il distacco, spesso non voluto, lascia un vuoto difficile da colmare.
    Tu hai reso queste note quasi asettiche, credo ma forse sbaglio, per coerenza al principio della realtà e forse anche perchè, in questi casi, il dolore è bene che rimanga dentro visto che non ci è dato il dono dell’ubiquità.

    un carissimo saluto
    jolanda

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  4. Giorgio

    Grazie a Mario, Lucy e Jolanda, per la lettura e l’ascolto. Sì, Lucy, c’è anche questo Natale, e probabilmente è di tanti… E, Mario e Jolanda, sono d’accordo con il principio di realtà e anche con il sentimento… Un carissimo saluto e un augurio anche da parte mia.

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  5. Gena

    Bei temi, la distanza , la solitudine.
    Il Natale come dimensione sospesa, in un tempo a cui non si appartiene.

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