I fili che legano chi è in costante ricerca sono tanto insondabili quanto tenaci. Qualche giorno fa ricevo, in forma di augurio, versi che si imprimono nella mente e nel cuore per la loro severa bellezza e che ripropongono con urgenza l’interrogativo “Sentinella, quanto resta della notte?”. Giungono come un invito esplicito a vigilare e riaccendono una domanda che in realtà ronza in testa da tempo, esattamente da quando l’emergenza si è fatta cifra del viver quotidiano, nella dimensione individuale così come in quella collettiva. Due giorni dopo, Fabrizio Centofanti pubblica su La poesia e lo spirito l’articolo di Ugo Mattei, apparso su “Il manifesto” del 2 dicembre 2008, I guardiani del mercato in nome dell’impresa. Beni a perdere. L’interrogativo si ripropone in altra forma e per un altro ambito dell’esistenza. La domanda, stavolta, riguarda anche l’affidabilità delle “sentinelle”. Il segnale è ora chiaro: non posso sottrarmi alla ricerca e comincio a sfogliare le tre edizioni della Bibbia che ho tra i miei scaffali. Sono precisamente la Bibbia di Gerusalemme, con una presentazione di Gianfranco Ravasi, una Bibel in tedesco a cura della Deutsche Bibelgesellschaft – e che comunque prende le mosse dalla traduzione di Lutero – e la Bibbia in lingua corrente nella traduzione interconfessionale; il brano in questione è Isaia, 21, 11-12:
Sull’Idumea
Oracolo sull’Idumea
Mi gridano da Seir:
“Sentinella, quanto resta della notte?”
Sentinella, quanto resta della notte?”
La sentinella risponde:
“Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!”
(Bibbia di Gerusalemme)
Sprüche über Edom
Dies ist die Last für Duma:
Man ruft zu mir aus Seïr:
Wächter, ist die Nacht bald hin?
Wächter, ist die Nacht bald hin?
Der Wächter aber sprach:
Wenn auch der Morgen kommt,
so wird es doch Nacht bleiben.
Wenn ihr fragen wollt, so kommt wieder
und fragt.
(Deutsche Bibelgesellschaft)
Edom
Questo messaggio riguarda Edom.
Qualcuno chiama da Seìr:
“Sentinella, quando finisce la notte?
Dimmi, quanto manca all’alba?”,
La sentinella risponde:
“Arriva l’alba, ma presto anche la notte,
Se volete fare altre domande, tornate di
nuovo”
(Trad. interconfessionale in lingua corrente)
Il confronto tra le tre traduzioni apre veri e propri squarci. Oltre alle diverse versioni dell’etnonimo Duma, Edom, Idumea, saltano agli occhi alcuni importanti punti di divergenza e di convergenza: oracolo/onere (tedesco Last)/messaggio, convertitevi/venite di nuovo (tedesco: kommt wieder) /tornate di nuovo. Nella traduzione interconfessionale in lingua corrente si fa notare la variazione nella domanda alla sentinella, che non viene ripetuta, ma riproposta con altri termini di affannosa urgenza, con un appello quasi disperato all’alba; non è espresso, invece, il destinatario della chiamata, ovvero del grido, Nel testo tedesco colpisce come uno schiaffo la risposta: “Se anche verrà il mattino, rimarrà tuttavia la notte (in tedesco: Wenn auch der Morgen kommt, so wird es doch Nacht bleiben). Il testo, si precisa nella Bibbia di Gerusalemme, non è di sicura attribuzione a Isaia.
La ricerca chiama altra ricerca. In mancanza di strumenti per accedere all’originale, mi accosto alla Vulgata. Anche in questo caso metto a confronto tre differenti versioni: la Vulgata Clementina, la Vulgata Stuttgartensia e la Nova Vulgata:
Onus Duma.
Ad me clamat ex Seir:
Custos, quid de nocte?
custos, quid de nocte?
Dixit custos:
Venit mane et nox ;
si quæritis, quærite ;
convertimini, venite.
(Vulgata Clementina, Vulgata Stuttgartensia)
Oraculum Duma.
Ad me clamat ex Seir:
“Custos, quid de nocte?
Custos, quid de nocte? ”.
Dixit custos:
Venit mane, sed etiam nox;
si quaeritis, quaerite,
revertimini, venite ”
(Nova Vulgata)
Il confronto schiude nuovi orizzonti e intreccia inaspettati avvicinamenti e scarti: se la Vulgata Clementina e la Vulgata Stuttgartensia presentano il termine “onere” (onus latino, Last tedesco) che ritroviamo nel testo tedesco, la Nova Vulgata ha invece il termine “oracolo” che la Bibbia di Gerusalemme ripropone. La Nova Vulgata preferisce revertimini (“tornate”) a “convertimini”, che la Bibbia di Gerusalemme rende con “convertitevi”. Tutte e tre le versioni latine collocano nel passato il tempo della risposta: “dixit custos”, come fa il testo tedesco, che introduce anche una congiunzione avversativa prima del verbo: Der Wächter aber sprach, letteralmente: “Ma la sentinella parlò”, mentre le due versioni italiane menzionate riportano entrambe l’indicativo presente: “risponde”. Materia sufficiente per tenere alta la soglia dell’attenzione.
Resta ancora da chiedersi, come fa Nelly Sachs nella strofa conclusiva della sua sconvolgente Se i profeti irrompessero:
Se i profeti si levassero
nella notte degli uomini
come amanti in cerca del cuore dell’amato,
notte degli uomini
avresti un cuore da donare?


un piccolo contributo dalla King James Version della Bibbia:
The burden of Dumah. He calleth to me out of Seir, Watchman, what of the night? Watchman, what of the night?
The watchman said, The morning cometh, and also the night; if ye will enquire, enquire ye; return, come.
Ecco quindi ritornare la Dumah e l’onere, anzi il fardello (burden); la domanda è ripetuta, in quella che mi sembra la traduzione più fedele del “quid de nocte”, cioè “what of the night”, praticamente intraducibile in italiano. La risposta è al passato e si mantiene fedele alla Vulgata Clementina e Stuttgartensia, impiegando also (anche) e non l’avversativa. Mi sembra interessante la scelta del futuro (if ye will enquire)nella frase seguente, non il presente del latino quindi, ma neanche la connotazione volontaristica delle traduzioni italiane. Fedele alla Nova Vulgata, come in tedesco, l’appello finale: return, come (tornate, venite, e non convertitevi).