Il quaderno di geografia di Pinocchio. 3, di Nadia Agustoni

Illustrazione di Arianna Papini da
Collodi Carlo, “Le avventure di Pinocchio”, Fatatrac, Firenze, 2002

Il gallonzio

Il male viene sempre per nuocere, solo chi nuoce pensa serva a qualcosa
da: Il burattino e Mangiafuoco

C’era una volta un re… che mangiava per tre…
e morto un re se ne fa un altro… ma speriamo in una indigestione.

da: Dialoghi di Pinocchio sull’anarchia

La Fata Turchina, buonanima, mi trovò un impiego presso il re dei citrulli. Questi citrulli sono chiamati anche abitanti delle Citrullia. Tutte persone molto a modo, che parlano uno per volta. A conti fatti significa che nell’arco della loro vita parlano all’incirca una volta o due. Il loro re li ha convinti che questo è un bene. Così i polmoni non si consumano e si ossigenano meglio. Inoltre, in questo modo, c’è più tempo perchè tutti possano ascoltare Messer Re mentre parla nei video discorsi trasmessi ad ogni ora del giorno e della notte.

Messer Re mi convocò un pomeriggio per dirmi che dovevo scrivere un grande discorso per la costruzione della diga “scudo delle terre”. Come ben sa chiunque mi conosca un po’, mi picco d’essere geografo, navigatore, scrittore e molto altro, ma il nome di questa diga non mi ispirava nulla. Presi tempo e ci pensai su. Dopo di che e come si sa, visto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, scrissi una pagina sulla diga rinominandola “l’invaso di Pandora”.

Il caso, assai sfortunato e imprevedibile, fece sì che a un anno esatto dal mio discorso la diga crollò in Citrullia e sommerse molti citrulli. Siccome non aprivano mai bocca, se non uno per volta, le bollicine salirono a lungo dall’acqua e Messer Re le fece acchiappare e imbottigliare come “le mille bolle blu”, bevanda rinfrescante e digestiva. Quando venni a saperlo mi indignai, ma non servì a nulla. Messer Re regnava e mi commissionò un altro discorso sui galli e le galline.
Non capivo tanto bene a cosa servisse, ma uno dei ministri mi disse che in fondo in fondo i galli e le galline sono una metafora.

Ci pensai di nuovo per qualche giorno e poi iniziai a scrivere un libretto smilzo, ma credo altamente artistico, che una volta finito intitolai “Il gallonzio”.
Il gallonzio è un gallo quaquaraquà che fino a che parla solo lui è tutto un chicchirichì. Un bel giorno però le galline sbagliano il passo e lui le rimprovera e becca quella più vicina. La gallina beccata si stufa e parla una volta per tutte nella sua vita chiamandolo “gallonzio”.
Sì da il caso che le galline sono intelligenti a modo loro, più o meno come i re, e appena sentito questo nome nuovo di “gallonzio” si misero insieme a ridacchiare e dire “ecco il gallonzio, il gallonzio, il gallonzio”. A questo punto c’è nel mio scritto la canzone del gallonzio che fu tanto carino e si mise a fare chicchirichì ma tutto finiva lì.

Il libretto, per una vicenda mai del tutto chiara nemmeno a me, mi venne rubato e lo divulgarono.
I citrulli pensarono che Messer Re doveva essere Messer gallonzio. Un nome è un indizio e un indiziato è un condannato in partenza.
Ma come finì poi tutto questo?
Ahi! ahi! Messer Re non credeva alla mia buona fede e mi misero in prigione.
Voleva la mia testa, ma essendo io di legno una testa di legno non serve a un gran che e per questo ordinò di tagliarmi a pezzetti e buttarmi nel fuoco.
Ero già in tanti pezzetti pronto per essere bruciato quando arrivò in Citrullia un tale Mangiafuoco il quale cercava burattini per il suo teatrino. Mi vide e pezzo a pezzo mi prese e portò via. Mi rimise insieme con qualche innesto di legno di ciliegio e diventai attore.

Questa però è un’altra storia tra le mie tante storie.
Pinocchio attore che fa Pinocchio il burattino in fondo è una recita come poche e chissà se avrò tempo di raccontarla.

10 pensieri su “Il quaderno di geografia di Pinocchio. 3, di Nadia Agustoni

  1. Viola

    tra stie di polli e citrulli il povero pinocchio è ben fortunato a cavarsela…diversamente da noi…bello questo romanzo a puntate Nadia, qui con uno tono alla Swift..

    Rispondi
  2. rmorresi

    ih ih sublime, nadia! dal “mi picco d’essere geografo, navigatore, scrittore” al “libretto” “altamente artistico” una satira spietata contro i “letterati” (per non parlare dei re e dei citrulli…) – a me fa pensare (magari molto banalmente) a Lewis Caroll… un saluto caro, r

    Rispondi
  3. nadia agustoni

    Vi ringrazio.
    Diciamo che mi diverto con Pinocchio.

    Grazie a Giorgio Morale e a Lpels per l’ospitalità.

    Rispondi
  4. Giorgio

    Grazie a te, Nadia, ci divertiamo anche noi. Concordo con quanto detto da Viola e Renata.

    E questo mi fa pensare a qualcosa:

    Tutte persone molto a modo, che parlano uno per volta. A conti fatti significa che nell’arco della loro vita parlano all’incirca una volta o due. Il loro re li ha convinti che questo è un bene… Inoltre, in questo modo, c’è più tempo perchè tutti possano ascoltare Messer Re mentre parla nei video discorsi trasmessi ad ogni ora del giorno e della notte.

    Rispondi
  5. nadia agustoni

    Messer Re sa il fatto suo ovviamente, meno male che ogni tanto c’è ribellione e si rimescolano un pò le carte…

    Un caro saluto.

    Rispondi
  6. jolanda catalano

    Un pinocchio rivisitato in chiave moderna e persone personaggi attori burattini e un Re che prima o poi si spera possa essere buttato giù dal trono. O almeno, così l’ho intesa.

    un abbraccio a Nadia e Giorgio
    jolanda

    Rispondi
  7. lucy

    citrullia o il paese dei cachi, con un re gallonzio, crasi di gallo e stronzio. in un paese così, che strano, le teste di legno servirebbero, eccome! anche le teste di cuoio. il re gallonzio, a dispetto del nome, non è però una testa d’uovo. forse una testina.

    nadia agustoni genia!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *