La prima poesia della notte

Ieri sera fu più facile scrivere e pensarti.

Adesso, nel fuoco dell’insonnia, provo

a fare gli scalini per arrivare

a bagnarmi nella luce

del giorno che dovrà venire.

È chiaro, la prima poesia della notte

non ha ancora un tema preciso.

Il figlio di un anno fa la tosse

ed io muovo la culla con un piede

per aiutarlo a dormire.

Scrivere è meglio che pensare, sembra

che il tempo non passi invano,

ma mentre scrivo

penso agli occhi gonfi che avrò domani:

devi sapere che non guardo mai i miei occhi

da vicino, ho paura di vedervi il sangue

e il tempo che fugge col suo bottino.

Ora il figlio più grande, vivo neppure

da tre anni, chiama sua madre nel sonno,

chiama e piange.

2 pensieri su “La prima poesia della notte

  1. natàlia castaldi

    mi dispiace risultare ripetitiva, dico solo che mi piace senza chiedermi troppo il perchè e per chi e cosa esattamente dice, mi piace così come la leggo e come la percepisco.

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  2. Alessandro Ansuini

    piace anche a me quella storia del bambino da cullare con un piede, e il sangue negli occhi. e dire che il titolo mi respingeva.

    Rispondi

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