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L’accento valligiano con
pettinatura anni novanta
non mi spaventa, compro
la villetta venduta
da valletta stile Noventa
Katia, con vallata stellata
sebbene mansardata.
*
Il Grande Fratello è bello:
capire le psicologie, le
dinamiche del gruppo.
Questo bello, quello brutto,
gli altri fanno il coro.
Capire finalmente tutto
il Ramo d’oro.
Il tugurio/casa è antro
pologia in movimento.
Il reality bough primitivo
però (dal) vivo.
*
The club.
Una Spoon River
più straziante senza un
Master/s poetante
che riassetta fra le tante
l’esistenza imperfetta
che ci è data. Un’antologia
casting arrembante
su cui medito.
Tutte quelle faccine
sante, con morte
a credito.
*
Nazienda famigliare
di neohitler brianzolo
vorrebbe sterminare
sangue e suolo
via capannoni.
*
Mi abbandono alle tecniche
antropometriche del
biopotere fascio
psico salutista
con la grazia del mistico.
Sulle mie impronte digitali,
leggerai questo distico.

Una Spoon River più straziante. Non ci sarà nemmeno più il sonno sulla collina? Condannati ad assistere e a ripetere incessantemente ogni tipo di brutture.
Rappresentazioni infernali.