Un bambino

Quando vedo un bambino mi stupisco sempre: la vita sboccia imperterrita, nonostante tutto, ostinata e cocciuta, in barba alle tragedie, alle depravazioni, alle crudeltà. Un bambino si affaccia sul mondo con una evidenza disarmante, una faccia tosta che lascia senza fiato. E’ la prova dell’esistenza di un Dio cocciuto e ostinato, che continua a godersi la sua vita eterna alla faccia dei filosofi atei e nichilisti. Dio è un bambino che se ne frega di quelli che si rompono la testa per negargli l’esistenza.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ebZKq4_fVow]

da qui

5 pensieri su “Un bambino

  1. Giocatore d'Azzardo

    Fabrizio, sai come la penso in merito epperò sono d’accordo: un bambino che nasce è sempre un miracolo 🙂

    Blackjack.

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  2. macondo

    Finalmente un cantante che amo (e me ne assumo le… “conseguenze”). Con gli english, di qua e di là dell’Oceano, non ho mai avuto confidenza… OT?

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  3. Stella Maria

    Sì, la vita va affrontata così però, a volte, noi ci fermiamo alla stazione di Zima.

    C’è un solo vaso di gerani
    dove si ferma il treno,
    e un unico lampione
    che si spegne se lo guardi,
    e il più delle volte
    non c’è ad aspettarti nessuno,
    perché è sempre troppo presto
    o troppo tardi.
    -Non scendere- mi dici,-
    continua con me questo viaggio!-
    e così sono lieto di apprendere
    che hai fatto il cielo
    e milioni di stelle inutili
    come un messaggio,
    per dimostrarmi che esisti,
    che ci sei davvero:
    ma vedi, il problema non è
    che tu ci sia o non ci sia:
    il problema è la mia vita
    quando non sarà più la mia,
    confusa in un abbraccio
    senza fine,
    persa nella luce Tua
    sublime,
    per ringraziarTi
    non so di cosa e perché

    Lasciami
    questo sogno disperato
    di esser uomo,
    lasciami
    quest’orgoglio smisurato
    di esser solo un uomo:
    perdonami, Signore,
    ma io scendo qua,
    alla stazione di Zima.

    Alla stazione di Zima
    qualche volta c’è il sole:
    e allora usciamo tutti a guardarlo,
    e a tutti viene in mente
    che cantiamo la stessa canzone
    con altre parole,
    e che ci facciamo male
    perché non ci capiamo niente.

    E il tempo non s’innamora
    due volte
    di uno stesso uomo;
    abbiamo la consistenza lieve
    delle foglie:
    ma ci teniamo la notte, per mano,
    stretti fino all’abbandono,
    per non morire da soli
    quando il vento ci coglie:
    perché vedi, l’importante non è
    che Tu ci sia o non ci sia:
    l’importante è la mia vita
    finché sarà la mia:
    con Te, Signore
    è tutto così grande,
    così spaventosamente grande,
    che non è mio, non fa per me

    Guardami,
    io so amare soltanto
    come un uomo:
    guardami,
    a malapena ti sento,
    e tu sai dove sono…
    ti aspetto qui, Signore,
    quando ti va, alla stazione di Zima.

    R. Vecchioni

    qui: http://www.youtube.com/watch?v=GvsQ3xhwx2c

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