Quando vedo un bambino mi stupisco sempre: la vita sboccia imperterrita, nonostante tutto, ostinata e cocciuta, in barba alle tragedie, alle depravazioni, alle crudeltà. Un bambino si affaccia sul mondo con una evidenza disarmante, una faccia tosta che lascia senza fiato. E’ la prova dell’esistenza di un Dio cocciuto e ostinato, che continua a godersi la sua vita eterna alla faccia dei filosofi atei e nichilisti. Dio è un bambino che se ne frega di quelli che si rompono la testa per negargli l’esistenza.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ebZKq4_fVow]
da qui

Fabrizio, sai come la penso in merito epperò sono d’accordo: un bambino che nasce è sempre un miracolo 🙂
Blackjack.
bellissimo! un Dio-bambino testardo che continua a fiorire
nonostante tutto
grazie, fabry
F&R
Finalmente un cantante che amo (e me ne assumo le… “conseguenze”). Con gli english, di qua e di là dell’Oceano, non ho mai avuto confidenza… OT?
grazie, cari: la vita, secondo me, va affrontata in questo modo.
Sì, la vita va affrontata così però, a volte, noi ci fermiamo alla stazione di Zima.
C’è un solo vaso di gerani
dove si ferma il treno,
e un unico lampione
che si spegne se lo guardi,
e il più delle volte
non c’è ad aspettarti nessuno,
perché è sempre troppo presto
o troppo tardi.
-Non scendere- mi dici,-
continua con me questo viaggio!-
e così sono lieto di apprendere
che hai fatto il cielo
e milioni di stelle inutili
come un messaggio,
per dimostrarmi che esisti,
che ci sei davvero:
ma vedi, il problema non è
che tu ci sia o non ci sia:
il problema è la mia vita
quando non sarà più la mia,
confusa in un abbraccio
senza fine,
persa nella luce Tua
sublime,
per ringraziarTi
non so di cosa e perché
Lasciami
questo sogno disperato
di esser uomo,
lasciami
quest’orgoglio smisurato
di esser solo un uomo:
perdonami, Signore,
ma io scendo qua,
alla stazione di Zima.
Alla stazione di Zima
qualche volta c’è il sole:
e allora usciamo tutti a guardarlo,
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole,
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente.
E il tempo non s’innamora
due volte
di uno stesso uomo;
abbiamo la consistenza lieve
delle foglie:
ma ci teniamo la notte, per mano,
stretti fino all’abbandono,
per non morire da soli
quando il vento ci coglie:
perché vedi, l’importante non è
che Tu ci sia o non ci sia:
l’importante è la mia vita
finché sarà la mia:
con Te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me
Guardami,
io so amare soltanto
come un uomo:
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono…
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va, alla stazione di Zima.
R. Vecchioni
qui: http://www.youtube.com/watch?v=GvsQ3xhwx2c