C’è una strada
di Roberto Nassi
C’è una strada inconsistente come le parole
che sono bit o esiguità d’inchiostro
fatta soltanto della sua direzione
come un pellegrinaggio
un filo incorporeo che ha un capo inchiavardato
alla tua carne e lo tessi istante su istante
nella tua natura di ragno itinerante
che non si sente a casa se non si muove su quel filo
portandosi appresso il peso di questa produzione
senza consistenza e una saudade per la verifica
solida dello scienziato, per i corpi
solidi a cui tende la mano il missionario
portandosi appresso la fede nell’aria
mentre va dalla madre di tutte le madri
al figlio di tutti i figli e tesse il filo
col perché questo figlio
nasca più vecchio della madre…
È più e meno di una scelta
è essere la scelta e ciò che è scelto
percorrere la strada che collega
pietra e vento…
..e amare così tanto i compagni di viaggio
da temerne l’incontro
presagendo l’istante
in cui li devi lasciare
(ma potreste dire che questa
è la sua debolezza
e ricordargli che si dà una clausura
anche tra le pareti aeree dei quattro punti cardinali
o nel cuore vertiginoso della rosa dei venti)
e ridire la storia di una vecchia ragazza
e quella dell’eterna bambina
che si incontrano e diventano la medesima storia
e ostinarsi a sapere che liberare Euridice
vuol dire liberarle tutte le Euridici
che sono sono state e che saranno
e lasciare il sogno da un lato e la pazzia dall’altro
e le settantamila apparenze della realtà sotto
compresa la merda e l’immondizia e il marcio organico e morale
e sopra l’irrealtà del cielo – lasciare tutto
ma ogni cosa lambire –
corrugando la mente all’impensabile
ma asserito da equazioni cardiache
bilanciate sull’abisso degli a capo
dove col lieve stordimento dei papaveri
fioriscono in corolle aperte come mani
nella strada che collega pietra e vento
(e se ancora vi pare che questa
sia la sua debolezza
non negategli almeno il coraggio
di cadere senza luci e spettatori
nella bocca dei morti
dove nascono tutte le storie
e dove tutte non smettono di finire
da dove proprio adesso un girasole
alza il capo verso un filo di luce
che ondeggia nel vento come una strada di montagna)
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E quando i bit dei tuoi passi incontreranno
un temporale di tuoni e di lampi che farà saltare le valvole
e staccherà la corrente e lo schermo si farà nero?
La fede nel viaggio continuerà
sotto la pietra ai margini del vento
nel buio elettrico dell’aria.

Come un ricordare il futuro…
..e amare così tanto i compagni di viaggio
da temerne l’incontro
presagendo l’istante
in cui li devi lasciare
ci sento quel filo di struggimento attorcigliato all’esistenza, anche nei suoi momenti più spensierati o sereni.