Archivi tag: Roberto Nassi

Variazioni su un lago (II)

di
Roberto Nassi
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Non c’è una stella fatale o un volare
sghembo in becco allo sparviere tra il nulla
e una fiducia natale – la sorte
è sguardo nel trabocco della luce
o lago senza stelle perché altre
si accendano alla danza delle tipule
piegando le orecchie dei conigli anche
se solo in questo vasto esuberante
di quiete il desiderio è il perimetro
di un lago dentro una finestra dove
una fiammella una stella fatale…

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Variazioni su un lago (I)

di
Roberto Nassi
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Le poesie qui proposte, movimenti di parole sospese a metà strada tra chi guarda e chi è guardato, variazioni tonali in cui soggetto e oggetto (o controsoggetto) s’ingarbugliano e confondono, appartengono a un ciclo composto nel 2017 e ora pubblicato con una sezione in prosa nel volume Variazioni su un lago (Nerocromo editore) con monotipi di Valeria Bertesina.
“In a fascinating piece of work in verse and prose Roberto Nassi explores relationships between image and word, text and texture, place and perception, all choreographed in two gentle dances, one between two human subjects and the other between a human subject and a lake. A wordfall of beautiful sounds evokes the ecology and magnetism of both mindscape and landscape, and the tantalising process of artistic creation.” John Davies

Nel lago l’isola intonsa di fronde
che puntano il cielo col cielo
si sdoppia sulla palpebra d’acqua
cieca a un fondale impenetrabile
alla carezza patinata della sera
se sul lago l’isola resta sospesa
oltre un’attesa che si allontana
dalla sponda di torba di queste parole
che rifluiscono arrese
al silenzio terso dello sguardo
alla pupilla pura del lago.

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Orazio ora parla sloveno (ma beve sempre italiano)

Su M. Kravos, Terra da masticare, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, 2009.

di
Roberto Nassi


Terra da masticare è il titolo della recente antologia poetica bilingue del poeta sloveno residente a Trieste Marko Kravos. Un libro in cui le parole si mettono in riga sul filo della ragione e lambiscono, funambole, follie ed eccessi, retorica e false speranze, irrazionalità e vanagloria dell’uomo contemporaneo. Sono parole che si imprimono di cose, alla larga dai balbettii del «cieco fondale dell’io».

La lucidità critica e del dettato, quasi illuministiche, come quelle, oggi, di un Enzensberger, si coniugano col senso della misura e la malinconia soffusa di ascendenza oraziana. E, proprio come nel poeta di Venosa, la medietas si informa in una varietà di modulazioni governate da un sovrano senso del ritmo e da un verso che ora rasenta la colloquialità ora si fa più teso e lirico ora meditativo ora si sbriglia in giambiche sprezzature.

Ma inutile in queste pagine cercare di Orazio la retorica civile o dell’illuminismo la fiducia incrollabile nella forza di redenzione storica e sociale della ragione. Meglio l’umile patata della retorica patria mentre l’ottimismo delle magnifiche sorti e progressive lascia il campo a una disillusione suprema. Continua a leggere

C’è una strada. Una poesia di Roberto Nassi

C’è una strada
di Roberto Nassi

C’è una strada inconsistente come le parole
che sono bit o esiguità d’inchiostro
fatta soltanto della sua direzione
come un pellegrinaggio

un filo incorporeo che ha un capo inchiavardato
alla tua carne e lo tessi istante su istante
nella tua natura di ragno itinerante
che non si sente a casa se non si muove su quel filo Continua a leggere

Invito alla lettura: Hans Raimund

di
Roberto Nassi

Hans Raimund, Fuggiasco… ma con amore, a cura di Luisa Varesano, MobyDick, 2008.

Hans Raimund, classe 1945, è uomo di poche parole. Schivo, ma non ruvido, timido ma affatto timoroso.

Raffinata cultura cittadina e silvana schiettezza in raro equilibrio. Instabile, direbbe forse lui. Instabile ma tenace.

Lo sguardo, dietro gli occhialetti ellittici, è come in agguato, vivido, immobile, ma di un’immobilità che è il contrario dell’inerzia. Tu, entrato nel suo cerchio d’attenzione, fai fatica a coglierne i pensieri, a studiarne le impressioni, ma percepisci un’intensità di presenza, cogli le orecchie tese (canine più che feline) del suo interesse. Continua a leggere

Due poesie di Roberto Nassi

La finestra

Questo travaso d’azzurro
mi scoscende
nelle crepe che diramano dal cielo
dentro il vuoto di un dolore nascosto
in ogni uomo
sotto altri dolori e qualche felicità
un dolore ma forse una voce
perché se lo coltivo nel silenzio
sento crescere un’erba di parole
un dolore ma forse un amore
perché se abituo l’orecchio mi accorgo
che accoglie in sé una moltitudine fraterna
un dolore ma forse me stesso
che in quella moltitudine sono uno
un dolore ma forse un pertugio
nell’abbraccio tra parola e silenzio
dove i morti vanno e da dove ritornano
un dolore ma forse la vita
che è infiammazione sulla pelle del tempo.
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