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Orazio ora parla sloveno (ma beve sempre italiano)

Su M. Kravos, Terra da masticare, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, 2009.

di
Roberto Nassi


Terra da masticare è il titolo della recente antologia poetica bilingue del poeta sloveno residente a Trieste Marko Kravos. Un libro in cui le parole si mettono in riga sul filo della ragione e lambiscono, funambole, follie ed eccessi, retorica e false speranze, irrazionalità e vanagloria dell’uomo contemporaneo. Sono parole che si imprimono di cose, alla larga dai balbettii del «cieco fondale dell’io».

La lucidità critica e del dettato, quasi illuministiche, come quelle, oggi, di un Enzensberger, si coniugano col senso della misura e la malinconia soffusa di ascendenza oraziana. E, proprio come nel poeta di Venosa, la medietas si informa in una varietà di modulazioni governate da un sovrano senso del ritmo e da un verso che ora rasenta la colloquialità ora si fa più teso e lirico ora meditativo ora si sbriglia in giambiche sprezzature.

Ma inutile in queste pagine cercare di Orazio la retorica civile o dell’illuminismo la fiducia incrollabile nella forza di redenzione storica e sociale della ragione. Meglio l’umile patata della retorica patria mentre l’ottimismo delle magnifiche sorti e progressive lascia il campo a una disillusione suprema. Continua a leggere