di
Roberto Nassi

Non c’è una stella fatale o un volare
sghembo in becco allo sparviere tra il nulla
e una fiducia natale – la sorte
è sguardo nel trabocco della luce
o lago senza stelle perché altre
si accendano alla danza delle tipule
piegando le orecchie dei conigli anche
se solo in questo vasto esuberante
di quiete il desiderio è il perimetro
di un lago dentro una finestra dove
una fiammella una stella fatale…
Tra le insidie di un lago anche quella che
un’isola nasconde sempre un’altra isola
il cui nome si è dimenticato o forse non c’è
come bar red’n az be biar – parliamo come noi –
dicono in quel posto la lingua materna
senza nome – tutta noi – non fosse che un noi
più vasto è la mutezza dello sguardo ésca
fluitante sull’impersonalità del lago non fosse
sacramesca! arena d’isola imprevista dietro
un’isola o anche isola già sotto un’altra isola
insidia di una profondità che è pure essa lago.
