L’amore è una custodia di violino

custodia

di Alessandro Ansuini

“Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere”
Adolf Hitler (1936)

“Non ne posso più di queste gocce” disse Lavinia
e sprofondò nel divano esatta e liscia come una mosca
inghiottita da una pianta carnivora
“Però sono commestibili” dissi io e lei rimase muta –
nella casa zigzagava ronzando il moschone della televisione
e le cose erano gialle e ferme e noi non ci facevamo
distrarre né dal colore né dall’atteggiamento e in fondo
le finestre erano aperte, le palazzine incorniciate
i film erano muti e la Madre era didascalica
tutta mani in pasta e borsellini e caschi d’insalata
e sul “Cosa faccio per cena” Lavinia indossava i pattini
io comunicavo voglie come fossi l’inserto d’un giornale
che si sfoglia frusciando.

Poi il padre rincasa e noi tutti ci chiudiamo la pianta nel ventre
e comunichiamo.

2.
I telegiornali sono invasivi e scelgono le notizie
in base a subdoli ingranaggi capziosi
“I telegiornali sono incisivi” disse il Padre odontoiatra
e chiuse i pugni in un cassetto, fumando sigarettine
indiane che speziavano l’aria, il dolce era servito,
i cucchiaini si vergognavano di fare gli specchi
e Lavinia lo sapeva, e infatti apriva il buco sotto al suo letto
e ce li gettava di nascosto ed era bella come nylon, era mia
sorella ed era sul divano che non parlava con nessuno
“Rifletti” rispondeva alla cassiera e “S’immagini”
rispondeva cortese al professore lei era fatta così
ti diceva una parola che ne significava due e non mangiava
da giorni, s’ingobbiva, diventava piccola, a noi piaceva
silenziosa e caparbia ma alcuni giorni si svegliava
e urlava alle piante, alle curve e tagliava la frangetta
degli spazzolini così che non ci riusciva di lavarci i denti
e la prima ad accorgersene era la Madre che regnava
nel bagno e in ogni posto che necessitasse di pulizia
nella casa lei è devota il Padre d’icona noi figli
marchiamo a uomo o marchiamo a zona e ci accusano
di togliere sempre la gamba

3.
Lavinia compra un gatto e ci respira insieme dice che adesso
respira più di un paio di infradito e io non capisco
e chiedo ha un nome questo gatto lei dice “Che gatto?”
ma è fatta così e il Padre odontoiatra dice che “E’ incisiva,
tutto qui” cose da poco – “Cose da poco” bisogna comprare
diceva la madre al supermercato dei poveri il concetto
della formica è importante ma la formica, dice Lavinia
non prova dolore, non ha un sistema nervoso
“La formica non sente dolore” faccio io “E la mosca?”
“La mosca nemmeno” dice Lavinia e sposta la sedia e si mette
in un angolo e io catturo una mosca, due anni e sei ore dopo
la catturo e le strappo un’ala e dico a Lavinia guarda,
guarda la mosca non è contenta per niente
che le ho strappato un’ala ma “E’ un riflesso” dice Lavinia e
“Non sente dolore” e ride e si mette un paio di guanti
fino al gomito è bella mia sorella, e allora io metto la mosca
sotto un bicchiere e tre giorni dopo il Padre la nota e dice
“Chi ha messo questa mosca sotto al bicchiere” e la Madre
con i guanti per lavare e un bel taglio di capelli nuovo dice
“Chi ha messo quella mosca sotto al bicchiere?”
e arriva Lavinia gridando “Che orrore! Che
indecenza!” e io che avevo smesso di parlare non capivo
cosa potesse interessare alla mosca di stare sotto un bicchiere
lei che non aveva un sistema nervoso ma Lavinia disse
“E’ una questione di libertà” e io continuavo a non capire
e andai in cucina a prendere un bicchiere e quando m’accorsi
che una fila di formiche stava avanzando attorno al lavello
decisi da quel momento in poi di essere la svizzera.

4.

“Voglio mettere dei fiori su questo balcone” disse la Madre
e si iscrisse ad un corso d’aerobica, e intensificò
l’esercizio al punto croce e Lavinia disse “Non vedi
che è tutto sorpassato le mode, i fiori di bach, non
lo vedi da te” e la Madre si mise le pantofole e prese una scopa
e disse “Ora esco e comprerò dei fiori” e prese il cappotto
e lo fece, uscì chiudendo la porta e Lavinia studiava e scriveva
e io dissi “Feng shui?” per essere al passo per essere al tempo
e Lavinia produsse un “Può essere” e corse fuori al balcone
a dar da mangiare agli uccelli camicia nutrendoli con le mollette
gialle e blu e io curiosavo fra le cose preziose del Padre
francobolli e canne da pesca, berretti americani e tutta
una serie di coltellini e galeoni di legno, casine minuscole,
piste d’automobilismo, modellini d’epoca e tutti
gli articoli su Ingrid Bergman e Lavinia disse
“Hai dei brutti piedi” e scappò via a mettersi lo smalto
e io la notte digrignavo i denti ma ero benvenuto da tutti
la Madre mi ripassava il piatto col sugo il Padre un giorno
mi avrebbe lasciato i francobolli e le canne da pesca,
i berretti americani e tutta la serie di coltellini e galeoni di legno,
le casine minuscole, le piste d’automobilismo,
i modellini d’epoca e tutti gli articoli su Ingrid Bergman
e io avevo fiducia nei miei piedi gli avrei affidato
la custodia d’un bambino.

5.
E questo natale si insidia nelle cose e nelle case
ed è fatto di luci e lunghe preparazioni in cucina,
pentoloni che ribollono dal giorno prima e i Parenti
che si mettono le pantofole in casa nostra e Lavinia
che dice “Vogue” e lo sperava davvero, ambiva davvero
lei era curiosa lei avrebbe avuto ciò che desiderava
e il Padre odontoiatra disse “Questo natale è incisivo”
e non pioveva nemmeno e l’aria sapeva di neve,
odorava di metallo bianco e Lavinia profetizzò
“Nevicherà a mezzanotte” e dopo aver mangiato
il dolce corse di nascosto a mettere il cucchiaino nel buco
che aveva sotto il letto e io immaginavo di fare cose importanti
prendere strade sicure, fare delle scelte, sognavo e non arrivavo
non c’era bisogno d’arrivare ma solo desiderare, aprire i regali,
e così li aprimmo, i regali, alla Madre donai un trompe l’oeil,
per renderla tridimensionale, al Padre regalai un ippodromo minuscolo
e a Lavinia solo la carta perché sapevo che le piaceva curiosare
nelle cose e non trovarci niente, “La soddisfazione mi nuoce”
sussurrava ed era già sul divano, regina del telecomando
la sera di natale, nella cucina i Parenti da spostare, arrivederci
e come sei diventato grande, e in fondo troppi denti, tutti
troppi denti, ed è a quel punto che Lavinia dice
buon compleanno gesù e io le entro dentro, le passo finalmente attraverso.

6.
“Dov’è l’amore” disse un giorno la Madre e lo disse piangendo
mentre affettava cose senza pelo cose tonde, “L’amore
è una custodia di violino” disse Lavinia che intanto
aveva imparato le lingue le aveva addomesticate, lei faceva
dei corsi prendeva appunti e somatizzava, ma la Madre
s’impossessò del telecomando e chiese piangendo “Dov’è
l’amore?” e il Padre custodiva il rapporto, vigilava cupo
e quieto ed era mansueto, lui era l’azienda e doveva
custodire il rapporto e lo faceva bene, lui era odontoiatra
e affermava “Questo rapporto è incisivo” e Lavinia
sbadigliava e si faceva crescere dei braccialetti d’edera
attorno ai polsi e non mi parlava mai, della cosa, dell’amore
“I sentimenti sono cose vaghe” affermava e
“I sentimenti sono descritti poco” rispondevo io che sapevo
che nel sonno eravamo migliori ed ero benvoluto da tutti,
sapevo che se avessi potuto scrivere le cose che pensavo
prima di addormentarmi avrei potuto fare qualcosa,
qualsiasi cosa desiderassi, anche il ginecologo ma
la Madre con una vestaglia grigia aveva deciso di diventare
la padrona del televisore e ci costrinse a vedere un film
con una madre e un figlio e altre persone che comunque
si masturbavano tutte non si rispondevano mai ed erano sempre
illuminati dal sole di traverso.
“Questo attore ha un tratto felino” dissi io.
“Questo attore è drogato” disse Lavinia
“Questo film mi ha stancato” disse la Madre che andò a prendere
del gelato e sedici bigodini e io chiesi, al Padre odontoiatra
“Tu che pensi?”
“Questo attore ha un tratto canino” rispose e tutti
ci consolammo comunicando e puntando le sveglie.

La televisione padrona della casa ronfava come una gatta
appallottolata nel soggiorno, ipnotica.

3 pensieri su “L’amore è una custodia di violino

  1. carla

    togliendo quell’incipit che potrei non condividere
    (si può temere il buio senza aver nulla da nascondere)
    mi piace l’accostare il violino,lo struggimento del suo suono, a un sentimento così forte…:-)

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  2. Alessandro Ansuini

    ciao carla, succede quando è accesa e nessuno l’ascolta, nonostante rimanga il punto focale dell’attenzione. cioè, la mia idea era di rappresentare quella sensazione lì.

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