10 pensieri su “Liebestraum

  1. nina maroccolo

    Caro Fabrizio,
    i sogni cambiano, è vero. Ma la loro potenza, in noi, resta.
    Si trasforma in risorse umane e creatività.
    Non bastano?, ne siamo sicuri?

    Un abbraccio

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  2. nina maroccolo

    Mon Dieu, quelli sì che vanno cestinati. Ma siamo qui per una cultura diversa, che ci ponga – innanzitutto – come individui e fautori di una letteratura “etica”, dove per eticità indico soprattutto il valore dell’autenticità, la messa a nudo del proprio sé.
    La meta?
    Non esiste.
    Camminiamo ed esploriamo le ragioni di quel cammino, raccogliendo semi, sassi, sterpaglie e gemme.
    La plastica non è contemplata. La contemplazione della plastica come esercizio catartico – sì!
    Notte, caro Fabrizio…

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    1. fabrizio centofanti

      Nina e Natàlia, grazie.
      Liszt era per il sogno (d’amore).
      c’è chi vorrebbe gestire anche i nostri sogni, ma venderemo cara la pelle.
      ‘notte a voi.
      fabry

  3. la funambola

    omaggio a mario pandiani 🙂
    “non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime” (nice)
    chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell’intimità della musica. ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com’è dal rimpianto del paradiso
    e ancora
    avrò in me abbastanza musica da non scomparire mai? vi sono adagi dopo i quali non si può più imputridire.
    la musica mi ha dato troppa audacia di fronte a dio.
    è questo che mi allontana dai mistici orientali…”
    …detto da uno che non ha mai perso un’occasione di essere triste e che ha creduto che “in noi portiamo tutta la musica: essa giace negli strati profondi del ricordo.
    tutto ciò che è musicale è reminiscienza.
    al tempo in cui non avevamo nome, abbiamo, probabilmente udito tutto”
    bacio
    la fu

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  4. Mario pandiani

    Grazie Fu e grazie Fabrizio, Di certi musicisti Mingus diceva che producevano “tears of sound” mi piace la frase di “Nice” ma è evidente che non conosceva, che per sentito dire, i mistici orientali per cui la peghiera era, è, musica, l’amore è musica, il cui naturale linguaggio è la musica.

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