8 pensieri su “Fammi uscire

  1. Carla

    terrificante è dir poco…
    fortuna che è solo un film
    e che ancora esistono i boschi
    e tutto il resto…

    ciò che è tangibile è reale.

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  2. fides&ratio

    il virtuale è già scambiato per vita reale mentre si perdono progressivamente i colori,le sfumature, gli sguardi, le impercettibili trasformazioni di chi crediamo di conoscere
    mentre non siamo che pixel lasciati su uno schermo.
    basta che manchi la corrente per perdersi …

    non so se si ritornerà, o meglio se andando avanti riusciremo a riconquistare il reale:
    sperare è quasi una malattia ormai, non se ne può fare a meno, nonostante oggettivamente le speranze siano ridotte a nulla 🙂

    buonanotte, fabry

    f&r

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  3. lucy

    il virtuale ha sottratto all’essere umano le tre esse fondamentali: sensorialità, sensibilità, sensualità.
    (cfr. tomàs maldonado, reale e virtuale, feltrinelli).

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  4. PerlaNera

    Se matrix fosse realtà?
    Già è realtà…non perchè ciò che vediamo e tocchiamo è illusione. La natura, gli oggetti, le persone esistono realmente.Quello che non esiste è il potere di essere padroni di se stessi e delle proprie azioni. Certo disponiamo del libero arbitrio, ma questo può operare solo su un reticolato precostituito e prestabilito di percorsi, come in un labirinto. Chi ha disegnato lo schema e guarda dall’alto la pedina, già sa dove andrà a finire a seconda della direzione scelta. La pedina, invece,che si muove non conosce la meta o , peggio, non ha consapevolezza di essere in un labirinto e ha la convinzione di conoscere o di poter programmare la meta. Bhè..le pedine siamo noi…l’autore del labirinto? Di sicuro qualcuno di natura superiore, ad ognuno la libertà di chiamarlo come gli pare.

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  5. PerlaNera

    Ah! Dimenticavo …io sceglierei la verità, la conoscenza, uscire dal virtuale e vivere nel “reale” …anche perchè già l’ho fatto. Non ho la facoltà dell’ingegnere del labirinto, ovvero osservare i percorsi dall’alto, ma almeno ora so che ne faccio parte. Ho scelto la consapevolezza, anche se è una strada difficile e di soffernza. E’ molto più semplice illudersi…il detto “beata ignoranza” non ha torto, ma la mia coscienza insegue la conoscenza.

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