Carol Ann Duffy, “Politica”

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Sabato scorso, 13 giugno, a pagina 1 della sezione Top Stories del quotidiano britannico The Guardian è apparso “Politics”, la prima poesia da Poet Laureate di Carol Ann Duffy.

 

Come fa della tua faccia roccia

 

che a piangere stai male, del tuo cuore un pugno stretto

 

che batte, sudando sangue, della lingua

 

serratura in ferro, senza porta. Come fa della tua mano destra

 

un guanto d’arme, un pupazzo alla sinistra, del tuo sorriso

 

foglia secca spazzata dal vento, della tua isola deserta

 

un rantolo, rantolo, rantolo,

fa delle parole sulla bocca un dado

 

che mai potrai lanciare fino a sei. Come ti toglie l’aria,

 

la piscia, e della tua carezza fa moneta vecchia, caduta di tasca,

 

delle promesse latinorum, stupidata, reazione a caldo, statica,

 

mette un posticcio al posto dei capelli, e fa un assito del tuo passo.

 

Come dice questo: politica. Alla tua educazione, educazione, educazione sbraita:

 

Politica! Alla tua ricchezza, al tuo star bene, come tuona alla verità

 

della tua coscienza, della bussola etica, POLITICA, POLITICA, POLITICA.

 

 

 

L’originale può essere letto qui.

 

Duffy è la prima donna poeta laureato del Regno Unito. La scrittrice, nata nel 1955 in Scozia, vive a Manchester, dove lavora presso la Manchester Metropolitan University. Già nel ’99 alla morte di Ted Hughes sembrava dovesse essere scelta per la prestigiosa carica, non senza perplessità da parte di alcuni, che erano a disagio nell’attribuire il titolo a una donna, per di più madre in una famiglia omosessuale. Allora venne eletto Andrew Motion, in seguito non poco sbeffeggiato per i suoi versi dedicati alla famiglia reale. Ora Duffy dichiara di volersi astenere dal piegare la propria ispirazione a compiacenze di stato e inizia il suo decennale mandato con una poesia di disillusione e disgusto nei confronti della politica. “Politics” ha suscitato, naturalmente, le più svariate reazioni.

 

In italiano sono disponibili i suoi Estasi, a cura di Bernardino Nera e Floriana Marinzuli (Del Vecchio, 2008) e La moglie del mondo, a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti (Le Lettere, 2002).

 

La notizia della nomina mi ha raggiunta mentre leggevo e mi divertivo a tradurre alcuni tra i Selected Poems editi da Penguin. Propongo qui di seguito tre di questi testi tradotti appunto dalla sottoscritta: “I Remember Me” da Standing Female Nude (1985), “The Virgin Punishing the Infant” da Selling Manhattan (1987), “Words, Wide Night” da The Other Country (1990).

 

 

Io ricordo io

Non ci sono abbastanza facce. Anche la tua guarda attonita indietro

verso un te su qualcun altro, ma pallido, poi al momento

quando vedi il prossimo e ti scordi di te stesso.

 

Devono essere i sogni a renderci diversi, devono essere

celle personali dentro un teschio collettivo.

Una ha lo sguardo di un’altra e un altro ricordo.

 

L’angoscia guarda fissa dai treni tubulari se stessa

che corre lungo i binari per la porta che si chiude. Ognuno

che incontri racconta il vero nudo e ammutolito.

 

A volte la folla ne rilascia uno a cui dai un nome

scambiando col fatto la finzione. Di solito chi hai amato passa

nella pioggia e non ti riconosce quando parli.

 

 

 

La Vergine castiga l’Infante

(dal dipinto di Max Ernst)

 

Parlò precocemente. Non il ghe ghe dell’infanzia,

ma Io sono Dio. Giuseppe si rinchiuse in bottega,

intagliando per sé un Pinocchio silenzioso. Disse

che lui era un uomo semplice e chi se lo sognava questo.

 

Lei divenne più nervosa nel secondo anno, fissava

le stelle sussurrando Gabriele? Gabriele? Indovinate un po’.

Il paese malignava al sole. Il bambino era solitario,

i suoi occhi vasti e solenni ti riempivano la testa.

 

Lui camminava quando i bimbi normali andavano gattoni.

Le nostre mogli all’inizio erano astiose, poi superiori.

Il bambino di Maria le porterà dolore, meglio avere un figlio

che balbetta a vanvera sul seno. Ghe ghe. Ghe ghe.

 

Ma, io sono Dio. Sentimmo la sua voce dalla finestra,

e sentimmo lo schiaffo che ci fece guardare. Vedemmo

una cosa assai comune. Ma dopo ci chiedemmo perché

il bambino non aveva pianto. E perché la madre piangeva.

 

 

 

Parole, notte ampia

 

Da qualche parte all’altro lato di questa notte ampia

e della distanza tra noi due, io ti sto pensando.

La stanza gira lentamente lontano dalla luna.

Questo è piacevole. O dovrei cancellare e dire

che è triste? In uno dei tempi io cantando

una canzone impossibile di desiderio che non puoi sentire.

La lala la. Vedi? Chiudo gli occhi e immagino

le colline scure che dovrei attraversare per raggiungerti.

Perché sono innamorata di te e questo

è quel che vuol dire, o almeno, quel che vuol dire a parole.

 

 

 

58 pensieri su “Carol Ann Duffy, “Politica”

  1. nadia agustoni

    La leggo per la prima volta.
    I tre Selected Poems che ci proponi fanno venir voglia di leggere di più.
    Quel “ghe ghe” bellissimo.
    Cercherò i due libri tradotti che segnali.
    Grazie del post.

    Rispondi
  2. Giocatore d'Azzardo

    Sono perplesso, e non per le poesie della Duffy, che possono piacere o non piacere, ma per il provincialismo della fotografia che, per l’ennesima volta, propone in primo piano il viso di Berlusconi, come se Berlusconi fosse il male del mondo. E’ di una stupidità assoluta questo accanimento cieco che mescola le poesie della Duffy con l’odio nei confronti di un nemico NECESSARIO.

    Qui sotto, in ordine, l’elenco dei partecipanti all’ultimo meeting del Bildelberg in Grecia a Maggio. Leggete i nomi con estrema attenzione! Non sapete cos’è il Bildelberg? Se non lo sapete, datevi una mossa: massa di ignoranti finto intellettuali!

    Vi dò un piccolo aiutino per identificare i nomi degli italiani presenti, perché a fronte del vostro odio cieco non vorrei che qualcuno perdesse anche la capacità d leggere e magari dimenticasse di averne votato qualcuno, di questi “signori”. Ah, non preoccupatevi, Repubblica e il Manifesto, questo elenco di nomi non lo pubblicheranno mai. Molto più semplice giocare con dieci domandine insulse e sperare nel ribaltone. Tanto, al Bilderberg, hanno già deciso quale sarà il prossimo leader della coalizione di sinistra, morto un ‘prode’, si prepara il ‘drago’ fiammeggiante; oppure meglio dorato, visto che è un prodotto Goldmann.

    1) Franco Bernabé, CEO Telecom Italia
    2) Mario Draghi, Governatore Banca d’Italia
    3) John Elkhan, Chairman EXOR S.p.A.; Vice Chairman, Fiat S.p.A.
    4) Mario Monti, Presidente Università Commerciale Luigi Bocconi
    5) Tommaso Padoa Schioppa, Former Minister of Finance; President of Notre Europe
    6) Romano Prodi, Chairman Foundation for Worldwide Cooperation
    7) Domenico Siniscalco, Vice Chairman, Morgan Stanley International

    Blackjack.

    Country Name (Present) Occupation
    BEL Davignon, Etienne F. Honorary Chairman, Bilderberg Meetings; Vice Chairman, Suez Tractebel
    DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
    USA Alexander, Keith B. Director, National Security Agency
    GRC Alogoskoufis, George Member of Parliament
    USA Altman, Roger C. Chairman and CEO, Evercore Partners, Inc.
    GRC Arapoglou, Takis Chairman and CEO, National Bank of Greece
    TUR Babacan, Ali Minister of State and Deputy Prime Minister
    GRC Bakoyannis, Dora Minister of Foreign Affairs
    NOR Baksaas, Jon Fredrik President and CEO, Telenor Group
    PRT Balsemão, Francisco Pinto Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister
    FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
    ITA Bernabè, Franco CEO Telecom Italia SpA
    SWE Bildt, Carl Minister of Foreign Affairs
    SWE Björklund, Jan Minister for Education; Leader of the Lìberal Party
    CHE Blocher, Christoph Former Swiss Counselor; Former Chairman and CEO, EMS Group
    FRA Bompard, Alexandre CEO, Europe 1
    USA Boot, Max Jeane J. Kirkpatrick Senior Fellow for National Security Studies, Council on Foreign Relations
    AUT Bronner, Oscar Publisher and Editor, Der Standard
    FRA Castries, Henri de Chairman of the Management Board and CEO, AXA
    ESP Cebrián, Juan Luis CEO, Grupo PRISA
    BEL Coene, Luc Vice Governor, National Bank of Belgium
    USA Collins, Timothy C. Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC
    GRC David, George A. Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Co. (H.B.C.) S.A.
    GRC Diamantopoulou, Anna Member of Parliament
    ITA Draghi, Mario Governor, Banca d’Italia
    USA Eberstadt, Nicholas N. Henry Wendt Scholar in Political Economy, American Enterprise Institute for Public Policy Research
    DNK Eldrup, Anders President, DONG Energy A/S
    ITA Elkann, John Chairman, EXOR S.p.A.; Vice Chairman, Fiat S.p.A.
    DEU Enders, Thomas CEO, Airbus SAS
    ESP Entrecanales, José Manuel Chairman, Acciona
    AUT Faymann, Werner Federal Chancellor
    USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Professor of History, Harvard University
    IRL Gleeson, Dermot Chairman, AIB Group
    USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
    NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
    NLD Hirsch Ballin, Ernst M.H. Minister of Justice
    USA Holbrooke, Richard C. US Special Representative for Afghanistan and Pakistan
    NLD Hommen, Jan H.M. Chairman, ING N.V.
    INT Hoop Scheffer, Jaap G. de Secretary General, NATO
    USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
    USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
    FIN Katainen, Jyrki Minister of Finance
    USA Keane, John M. Senior Partner, SCP Partners; General, US Army, Retired
    USA Kent, Muhtar President and CEO, The Coca-Cola Company
    GBR Kerr, John Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc
    DEU Klaeden, Eckart von Foreign Policy Spokesman, CDU/CSU
    USA Kleinfeld, Klaus President and CEO, Alcoa Inc.
    TUR Koç, Mustafa V. Chairman, Koç Holding A.S.
    DEU Koch, Roland Prime Minister of Hessen
    TUR Kohen, Sami Senior Foreign Affairs Columnist, Milliyet
    USA Kravis, Henry R. Senior Fellow, Hudson Institute, Inc.
    INT Kroes, Neelie Commissioner, European Commission
    GRC Kyriacopoulos, Ulysses Chairman and Board member of subsidiary companies of the S&B Group
    FRA Lagarde, Christine Minister for the Economy, Industry and Employment
    INT Lamy, Pascal Director General, World Trade Organization
    PRT Leite, Manuela Ferreira Leader, PSD
    ESP León Gross, Bernardino General Director of the Presidency of the Spanish Government
    DEU Löscher, Peter CEO, Siemens AG
    GBR Mandelson, Peter Secretary of State for Business, Enterprise & Regulatory Reform
    INT Maystadt, Philippe President, European Investment Bank
    CAN McKenna, Frank Former Ambassador to the US
    GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
    FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
    ITA Monti, Mario President, Universita Commerciale Luigi Bocconi
    ESP Moratinos Cuyaubé, Miguel A. Minister of Foreign Affairs
    USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
    CAN Munroe-Blum, Heather Principal and Vice Chancellor, McGill University
    NOR Myklebust, Egil Former Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA
    DEU Nass, Matthias Deputy Editor, Die Zeit
    NLD Beatrix, H.M. the Queen of the Netherlands
    ESP Nin Génova, Juan Maria President and CEO, La Caixa
    FRA Olivennes, Denis CEO and Editor in Chief, Le Nouvel Observateur
    FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell plc
    GBR Osborne, George Shadow Chancellor of the Exchequer
    FRA Oudéa, Frédéric CEO, Société Générale
    ITA Padoa-Schioppa, Tommaso Former Minister of Finance; President of Notre Europe
    GRC Papahelas, Alexis Journalist, Kathimerini
    GRC Papalexopoulos, Dimitris Managing Director, Titan Cement Co. S.A.
    GRC Papathanasiou, Yannis Minister of Economy and Finance
    USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research
    BEL Philippe, H.R.H. Prince
    PRT Pinho, Manuel Minister of Economy and Innovation
    INT Pisani-Ferry, Jean Director, Bruegel
    CAN Prichard, J. Robert S. President and CEO, Metrolinx
    ITA Prodi, Romano Chairman, Foundation for Worldwide Cooperation
    FIN Rajalahti, Hanna Managing Editor, Talouselämä
    CAN Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.
    NOR Reiten, Eivind President and CEO, Norsk Hydro ASA
    CHE Ringier, Michael Chairman, Ringier AG
    USA Rockefeller, David Former Chairman, Chase Manhattan Bank
    USA Rubin, Barnett R. Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation, New York University
    TUR Sabanci Dinçer, Suzan Chairman, Akbank
    CAN Samarasekera, Indira V. President and Vice-Chancellor, University of Alberta
    AUT Scholten, Rudolf Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
    USA Sheeran, Josette Executive Director, UN World Food Programme
    ITA Siniscalco, Domenico Vice Chairman, Morgan Stanley International
    ESP Solbes, Pedro Vice-President of Spanish Government; Minister of Economy and Finance
    ESP Sophia, H.M. the Queen of Spain
    USA Steinberg, James B. Deputy Secretary of State
    INT Stigson, Bjorn President, World Business Council for Sustainable Development
    GRC Stournaras, Yannis Research Director, Foundation for Economic and Industrial Research (IOBE)
    IRL Sutherland, Peter D. Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International
    INT Tanaka, Nobuo Executive Director, IEA
    GBR Taylor, J. Martin Chairman, Syngenta International AG
    USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital Management, LLC
    DNK Thorning-Schmidt, Helle Leader ofThe Social Democratic Party
    DNK Thune Andersen, Thomas Partner and CEO, Maersk Oil
    AUT Treichl, Andreas Chairman and CEO, Erste Group Bank AG
    INT Trichet, Jean-Claude President, European Central Bank
    GRC Tsoukalis, Loukas President of the Hellenic Foundation for European and Foreign Policy (ELlAMEP)
    TUR Ugur, Agah CEO, Borusan Holding
    FIN Vanhanen, Matti Prime Minister
    CHE Vasella, Daniel L. Chairman and CEO, Novartis AG
    NLD Veer, Jeroen van der Chief Executive, Royal Dutch Shell plc
    USA Volcker, Paul A. Chairman, Economic Recovery Advisory Board
    SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
    SWE Wallenberg, Marcus Chairman, SEB
    NLD Wellink, Nout President, De Nederlandsche Bank
    NLD Wijers, Hans Chairman, AkzoNobel NV
    GBR Wolf, Martin H. Associate Editor & Chief Economics Commentator, The Financial Times
    USA Wolfensohn, James D. Chairman, Wolfensohn & Company, LLC
    USA Wolfowitz, Paul Visiting Scholar, American Enterprise Institute for Public Policy Research
    INT Zoellick, Robert B. President, The World Bank Group
    GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist (Rapporteur)
    GBR McBride, Edward Business Editor, The Economist (Rapporteur)

    Rispondi
  3. Giocatore d'Azzardo

    L’unico giornale che ha trattato, in TUTTO il mondo l’evento, è stato il Guardian. Questo è il resoconto.

    Blackjack.

    Il servizio del Guardian sul Bilderberg

    Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano [alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori. Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7 giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando. Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di fotografare le limousines che entravano nell’hotel.

    Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato: “tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’ intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul ‘che facciamo adesso?’ Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”, e poi “oppure no”.

    Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica debba essere fatta così” e l’autore Charlie Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto, e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere” che stava sulla strada”.

    Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli “perché è qui?”. Skelton ha detto che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg, e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere liberamente le idee?

    Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che: “Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una approfondita copertura mediatica generale”.

    La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione. Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto “allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”

    Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze. Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini che sono interessati: media fatti dalla gente”.

    Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso – proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel Regno Unito] delle carte d’identità”, perché “è essenzialmente una questione di poter chiedere, dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg: ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.” Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto”.

    Rispondi
  4. Giocatore d'Azzardo

    La prossima volta, mettete le facce di Draghi e Prodi. E imparate a informarvi!

    Con questo chiudo.

    Blackjack.

    Rispondi
  5. rmorresi

    Ciao Blackjack, allora ci sei, qualcuno in giro per i post si stava preoccupando perché non ti facevi vivo da un po’.

    La foto l’ho messa io e l’ho messa perché rappresenta insieme alcuni potenti politici della terra facilmente riconoscibili.

    Siccome la poesia si chiama “Politica” ho messo politici, e non finanzieri come Draghi.

    Mettere le facce di Prodi o D’Alema o Franceschini sarebbe stato, ammetterai, ridicolo, visto che in questo momento in Italia non rappresentano più l’egemonia (il che non significa che non abbiano potere, ovvio).

    La poesia parla di “posticcio al posto dei capelli”, di baggianate sparate a caldo, della sensazione di disgusto di fronte a una certa volgare arroganza: indovina chi mi ricorda tutto questo? Non si tratta di “cieco accanimento”, ti assicuro che è uno sdegno che ci vede benissimo.

    Grazie per le informazioni sul Bilderberg, un po’ troppo invasiva forse la lista dei ‘simpatici’ partecipanti – per quanto mi riguarda non ho alcun dubbio che esista una politica di aggressiva globalizzazione economica, ma questo post riguarda un’altra cosa.

    un saluto,
    r

    Rispondi
  6. nadia agustoni

    “massa di ignoranti finto intellettuali!”

    Blackjack, qui c’è Renata e ci son io che in quanto a massa lasciamo a desiderare.

    “non ho alcun dubbio che esista una politica di aggressiva globalizzazione economica,”

    Sottoscrivo.

    Rispondi
  7. Giocatore d'Azzardo

    Renata, probabilmente non mi sono spiegato ed è un mio difetto grave. Prima o poi imparerò. Ciò nonostante non riesco a comprendere la ‘lievità’ con cui tratti quell’orribile lista riconducendo il tutto a Berlusconi, certa di non sbagliare bersaglio, semplicemente perché la Duffy scrive di “posticcio al posto dei capelli, di baggianate sparate a caldo” e di tutto il resto.
    ZAC; due paroline e scatta l’interruttore infallibile: Berlusconi.

    Invasiva la lista? Ma non ti viene in mente niente di meglio per definirla? Non ti fa nascere alcun dubbio l’articolo del Guardian e, sopra tutto, il fatto che solo il Guardian abbia scritto dell’evento? Dov’era la stampa alternativa? I duri e puri della prima ora? Quelli della manifestazione sempre in tasca? Quelli che devono sempre salvare il mondo? Quelli del G7/G8/G20 che sembra una battaglia navale?

    Solo invasiva ti viene per definire quella lista? E la certezza che esista “una politica di aggressiva globalizzazione economica”?
    Questi sono i ‘signori’ che globalizzano l’economia, per pilotare i loro fini, e il tuo nemico, il vostro nemico non c’era. Non c’era nemmeno l’anno scorso, ma Prodi e il finto nobile supponente con i due cognomi, accompagnati da Monti, non mancavano.

    Nessun dubbio? Solo la certezza che la Duffy, eccheccavolo lei sì che se ne intende, stesse scrivendo di Berlusconi e, guarda che caso, ne stesse scrivendo apposta per voi: è o non è il nemico del mondo intero?

    Poi scrivi: “ma questo post riguarda un’altra cosa”. No, non riguarda un’altra cosa e nel momento in cui utilizzi la poesia come spada politica, per attaccare il tuo nemico (sei tu ad aver confezionato un taglio politico al post con quella fotografia), forse dovresti almeno preoccuparti di capire sul SERIO chi è il tuo nemico!

    Nadia: confermo “massa di ignoranti finto intellettuali!” E’ da ignoranti scagliarsi perennemente contro un nemico unico senza volgere, nemmeno per un attimo, lo sguardo a destra e a sinistra, magari alle spalle, e provare a capire. Un intellettuale VERO questa attività deve farla, deve ruotare la testa e non correre come un cavallo guidato dal fantino dell’ideologia, rincorrendo il traguando del mondo perfetto, che altri gli hanno raccontato.
    Se poi, con il tuo “qui c’è Renata e ci son io che in quanto a massa lasciamo a desiderare”, mi stai dicendo che non siete intellettuali e che qui di intellettuali non ce ne sono, allora basta saperlo. Me ne torno al bar, a parlare di carte, e vi lascio a discorrere della grande conquista della Duffy e della sua poesia POLITICA che cambierà tutto senza cambiare nulla; tranne la sua carriera e il suo stipendio, ovviamente.

    Blackjack.

    Rispondi
  8. lucy

    la materia berlusconi non abbisogna di sottigliezze e di distinguo. non ci vogliono lenti speciali per capire il fenomeno da baraccone che rappresenta. non c’è ideologia nel provare disgusto e preoccupazione. pensare e dire male di un politico non ha per forza di cose il suo corrispettivo rovesciato nel dire e pensare bene dell’opposizione. posso vedere i mali della sinistra benissimo mentre vedo le catastrofi di tale soggetto che non ha precedenti nella storia politica internazionale – non: nazionale -, salvo forse qualche tirannello estremo-orientale. la poesia parla in modo diversificato a ciascuno: qui dentro non facciamo che *litigare* su questo punto. perché mai a parole così ritagliate uno dovrebbe opporre una resistenza politicamente corretta – anzi:epurata – da non vedervi il Nostro?
    non essere massa è inevitabile per chi non ci sta. essere massa è stare da quella parte per ignoranza, per manipolazione subita. non sei massa se decidi di starci per calcolo: ma allora non sei il soggetto giusto a fare la morale agli altri sul fatto che non vogliono starci, dati i profondi valori morali, le magnifiche sorti e progressive portate avanti da quella parte politica. senza pensare alle foto di villa certosa: il debito pubblico sta vorticando paurosamente senza ci siano stati aumenti della spesa sociale, bensì tagli. e questa è informazione che non viene dai telegiornali nazionali.

    Rispondi
  9. rmorresi

    Non credo che questo sia un post politico in senso stretto, anzi. E’ un post poetico invece, parla di poesia, e la poesia in questione parla di come ci si sente davanti alla politica e, se leggi anche le altre tre, di come ci si misura col potere, col desiderio e la solitudine ai tempi dell’individualismo.

    Se avessi voluto parlar male di Berlusconi avrei più semplicemente scritto un articolo contro Berlusconi, che invece qui è usato, hai ragione su questo, puramente come feticcio (ma non è colpa mia se lui è un “interruttore infallibile”, no?). Se avessi voluto parlare del Nuovo Ordine Mondiale idem.

    Ma io non sono una politologa, mi occupo di poesia, e credo nell’integrità di questo gesto molto piccolo, che non serve a niente, ma, inspiegabilmente, una volta ogni tanto, salva qualcuno. Infatti questa poesia, in termini puramente politici, non può nulla. Tranne dare voce a una disillusione che va oltre gli schieramenti, direi. Dare voce, e dalle pagine di un grande quotidiano nazionale – non poco quindi, forse.

    Se mi mettessi a tuonare contro Repubblica, il G8, il presidente della Coca Cola, gli economisti di Obama e la CIA – quello invece mi sembrerebbe un po’ “da bar”, invece.

    Ancora un saluto, e grazie a Carmine e Nadia,
    r

    Rispondi
  10. rmorresi

    leggo ora il commento di lucy: non potrei concordare di più su quel che dici riguardo la “resistenza politicamente corretta, anzi: epurata” – mi pare ora di affrontare le cose “at face value”, è abbastanza inutile continuare a decostruire qualsiasi opposizione come disonesta, interessata, cieca, ignorante, ecc. e non è proprio questo il gioco dei “duri e puri” che alla fine non cambia mai nulla?

    r

    Rispondi
  11. Giocatore d'Azzardo

    Scusate il disturbo. Belle le poesie della Duffy, anche se la traduzione non mi piace.

    Blackjack.

    Rispondi
  12. rmorresi

    ihih, blackjack, sei un fenomeno, sul serio…

    non si tratta di ridurre tutto a una estetica apolitica, ma di far ritornare la “bussola etica” a misura di persona, a misura di verità non platonica, ma, diciamo, sostenibile – cosa può fare ciascun *io*, da *qui*, come può prendersi cura della cosa che noi facciamo insieme e che chiamiamo *società*? come facciamo i conti con una elite politica sempre più specializzata su di sé e fondamentalmente interessata alla decostruzione di quel *noi*?

    delegittimare tutto e tutti col solito discorso “ma anche prodi”, “ma anche obama”, “ma anche tizio”, ecc. in realtà è quello che ci rende immuni dal fare politico e disattiva ogni progettualità – ma mi pare che sia tu, invece, ad essere disturbato da questa posizione.

    Rispondi
  13. macondo

    C’è un altro termine per definire la globalizzazione economica neoliberista che non sia “aggressivo”? Se non c’è, l'”aggressiva globalizzazione economica” è un pleonasmo.

    Rispondi
  14. rmorresi

    mi vengono in mente solo “violenta”, “distruttiva” e altri sinonimi, ma mi sa che sono pleonastici pure questi (tra tanto superfluo però, per sicurezza uno è meglio mettercelo, no?)

    Rispondi
  15. Sonia da Macerata

    Cara Renata ,scusa.
    mi perdonerai se liquido le poesie da te sottoposte con un”molto belle”..preme a me in questo luogo rivolgermi a Black Jack:
    epperché,mio caro,sei così disturbato dall’immagine del Berlusconi,quando ce ne sono altri(nella foto) di rappresentanti la politica più bassa, oserei dire poco acconcia?Vabbé,allora occupiamoci di lui.Ci interessa ,in efetti,molto,se non altro come uomo pubblico.
    Quest’uomo,l’emblema di ciò che la politica non dovrebbe fare,io lo dichiaro responsabile dello sdoganamento di certi comportamenti sguaiati verso il femminile(dallo svilire la donna a parole e lo stupro attuato dalle menti disturbate,chissà se c’è poi così tanta distanza,chissà),senza alcun rispetto per la sua compagna,la quale s’è finalmente rotta i maroni di fare la vera o presunta cornutissima in pubblico(anzi,Veronica,io lancerei una raccolta di firme solidali per te:sei stata unica, bravissima,perché se si esce di scena dopo aver patito grave umiliazione,l’uscita non deve mai essere indolore,poiché non educativa:ottima,da donna la scelta dei tempi).E, come mi insegnò una mia vecchia fiamma d’altre epoche:ad ogni azione corrisponde una reazione.basta col buonismo!Io sono atea..
    Inoltre quest’uomo è colui che ha letteralmente”impestato”di pubblicità tutti gli schermi,motivo per cui,io che non seguo le pubblicità per far compere,mi trovo privata di una cosa utile come la tv.. e sono sdegnata per ciò!
    Quest’uomo,come è arrivato al potere,la prima promessa mantenuta è stata quella fatta a sé stesso,ovvero:salvarsi dalla galera,lui e i suoi compagni..Poi, gli italiani “q’ils mangent des brioches”..
    Quest’uomo,inoltre,le battutacce un po’ offensive e un po’ scipite che ogni tanto ci sottopone,farebbe bene a riservarle agli amici del bar:è,per sua scelta,un capo di governo e,solo per questo,gli si richiede una “sobrietà”.Punto.
    Quest’uomo non può definire un capo(nero)di altro stato”abbronzato”facendo rischiare all’Italia un incidente diplomatico:per fortuna il destinatario della battuta ha intelligenza,lascia correre..ma non è detto che dimentichi.
    Quest’uomo vuole garantire con una legge ad hoc la TOTALE IMPUNITA’
    alle più alte cariche dello stato italiano,le cariche che dovrebbero proteggerci:domani chi proteggerà la democrazia da loro?
    Quest’uomo,in un momento di crisi occupazionale che una ragazza gli fa presente,si permette di liquidare il tutto con
    “una ragazza dovrebbe sposare mio figlio per risolvere i problemi di lavoro”,mi par di ricordare..
    E’,questo,un uomo che ha impostato il suo ingresso e la permanenza in politica sulla più grande aggressività verso la magistratura,verso gli avversari,verso tutti coloro che
    battono pensieri e strade diverse dalla sua.
    Oh, bello, tu mi dici che non può essere l’emblema del male,
    io ti ribatto che è vero:egli è solo il vessillo di tutti coloro che l’hanno votato,riconoscendosi nei suoi comportamenti,nelle sue parole,nel totale suo dispregio per le sofferenze comuni(vedi anche:il tema immigrazione).Quindi chiamerei io in “corresponsabilità” i suoi elettori,certo:sono forse anche loro mossi dagli stessi intenti,o sono ipovedenti.
    Un capo del governo che promette un milione di posti di
    lavoro(dove sono,son per caso quelli dei precari? difatti pur’io vado a spasso e contemplo,dopo aver “lodevolmente” servito la collettività nell’ambito della pubblica istruzione).
    UN capo di governo che promette l’aumento consistente ai pensionati:ho 2 nonne che hanno visto pressoché immutata la loro pensione.
    Un capo di governo che,all’aumentare vertiginoso dei prezzi al consumo dei beni di prima necessità,non fa alcuna azione di deterrenza,divenendo così corresponsabile dell’erosione di tutte le buste paga di lavoro dipendente(quelle,le uniche,col sostituto d’imposta, quelle che ora e sempre sono e saranno le uniche su cui poter sicuramente contare per il pagamento delle sue funzioni pubbliche attuali:non lo dimentichi); lo stesso che ora,quando la busta paga non arriva alla seconda settimana e che il lavoro è divenuto solo precario(grazie alla parziale applicazione della cosiddetta “legge Biagi”)invita gli italiani(senza più risparmi,e senza possibilità di prestiti,perché precari)a “spendere di più”.Ah, la fantasia farsesca,come attinge dalla realtà, di questi tempi!
    Quello che utilizza tutti i canali televisivi per lanciare messaggi ,strali, anatemi,come fosse al telefono di casa propria.
    Ora,caro Black Jack,tu hai fatto un lungo elenco di cosiddetti avversari che se ne fregherebbero allo stesso modo della nostra Italia e ,addiritura,tramerebbero contro di essa intanto,e vorresti così giustificarmi le responsabilità di chi E’ATTUALMENTE
    al governo..rispondo:ma ci fai proprio deficienti?
    A ciascuno il suo,ma quando gli tocca,non essere preoccupato.
    Per ora noi questo grosso problema sociale abbiamo,e contro questo dobbiamo avere l’onestà intellettuale di dire:curiamoci.
    E’ facile ,caro il mio “sotto mentite spoglie” dire:tutti colpevoli,quindi,tutti assolti.
    E’ che a me ,fra l’altro,i “gruppi granitici e compatti” come soldatini, che si stanno formando nella destra italiana,richiamano alla mente la storia immediatamente precedente la nostra repubblica..E sono inquieta,e voglio una tele libera,e voglio un pc libero,e voglio:la democrazia.Anche imperfetta:perché essa è comunque perfettibile.E gli attuali orientamenti di governo non mi lasciano assolutamente sicura e soddisfatta sotto questo profilo.Che poi la sinistra sia più che carente e ottusa,è altro discorso.Qui ,il tema che si dibatte è più ampio:si parla di uno stile di vita che aleggia e prende a forza i nostri corpi per inoculare se stesso:la volgarità, il consumismo,il disinteresse per il sociale,la invasione dei cervelli con messaggi subliminali.Ed io voglio la piena disponibilità della mia persona,ti piaccia o no.

    Così è,anche se non ti pare,anche se non ti parrà.Anche se ti dibatterai, anche se non vorrai,anche se ci hai dato degli idioti intellettuali(a tutti).Anche se hai preso in prestito un sito poetico per vomitare sublimando quel che ingoi quando perdi al gioco.

    Scusa ,Renata,poi mi autoflagellerò,lo prometto.

    Con affetto,e con rispetto

    Sonia da Macerata

    Rispondi
  16. rmorresi

    Gianni: ma come non lo riconosci? è Romano Prodi (farebbe di tutto per camuffare le sue manovre quello lì!)

    (Sonia-fiume-in-piena, più tardi verrò a te, adesso è ora di cena per topino)

    Rispondi
  17. lucy

    sonia: ogni tanto deporre il fucile e guardare gli altri fare le nostre battaglie, ma proprio U-GUA-LI!, è riposante, corroborante! GRAZIE! certe scaramucce su lpels fanno venire le rughe e i capelli bianchi, per niente. posso prendere il tuo intervento e avvolgermici completamente come dentro al domopack: mi si incolla perfettamente. è tutto così semplice ed evidente, le stesse mani in pasta dal 1892, dicevano i bronkowitz. io dico dal 1994, tacendo sul prima. er fenomeno, se stava sugli spalti, invece di scendere in campo…

    Rispondi
  18. macondo

    @ rmorresi (# 16),
    sì, la sinonimia è vasta, ma tutta pleonastica. Dico questo perché in quelle terre che sono state il banco di prova della politica economica neoliberista (perché di questa pasta è fatta la globalizzazione, peraltro orribile calco dall’inglese che di per sé nulla vuol dire), dal Cile di Pinochet e dei Chicago Boys in poi, nessun analista si sogna di aggettivare con qualificazioni negative il termine globalizzazione o il neoliberismo, in quanto negativa, anzi devastante, è già la parola in sé. Tutt’al più metaforizzano parlando di “lunga notte neoliberista”, da cui oggi vari governi democratici si prefiggono di uscire, e in parte lo stanno già facendo. Siamo qui in Europa che sentiamo il bisogno di aggettivare negativanmnte, come se ci fosse una globalizzazione economica positiva, ossia non neoliberista, ossia più light o soft.

    Rispondi
    1. fabrizio centofanti

      il Giocatore ha dato delle indicazioni preziose a mio parere: notizie che in genere non si conoscono.
      che ci sia qualcuno che decide per tutti comincia a essere fin troppo chiaro.
      e che questi qualcuno non siano quelli che appaiono in tv è altrettanto chiaro.
      ‘notte
      fabry

  19. Giocatore d'Azzardo

    Macondo, mi traduci cosa hai scritto nel commento n° 20? Mica l’ho capito. E poi, se mi dici anche quali sono i “vari governi democratici si prefiggono di uscire, e in parte lo stanno già facendo” [dalla globalizzazione], mi fai un grande piacere.
    Solo evita di citarmi il Venezuela di Chavez e l’altro, quello della Bolivia, lì mica stanno uscendo, si stanno infilando in un’altra storiella niente male…
    Mi sa che stiamo guardando un film diverso! Ti riporto qualche scena del mio. Meno di due mesi fa il ministro cinese dell’economia ha proposto la creazione di una moneta unica sovranazionale (gestita dalla Banca Mondiale? bohhh) che dovrebbe essere utilizzata per tutti gli acquisti fra stati (???quali??? bohhh). Sembrava una boutade, ma pensa te che, quella che sembrava una cazzata galattica, è stata raccolta al volo. Da chi? Ma cavolo, colpo di scena e squillo di trombe, da buon’anima Barack Hussein Obama che, per bocca del suo ministro per l’economia (quella delle banche ovviamente), dichiara ufficialmente, all’ultima battaglia navale, il solito Gqualcosa, che “è un’ottima idea da valutare” [e magari attuare rapidamente].
    Altra sorpresa ieri ad un’altra battaglia navale (quella per l’ILO che dovrebbe essere un “coso” per la tutela del lavoro mondiale), e si passa da sinistra a destra: il “buon” presidente, il marito della Carla Bruni per capirci, dichiara che l’ILO deve assumere un ruolo diverso e costruire nuove regole mondiali valide per tutti; anche per il WTO, mon dieu!

    Ecco, tu a che tempo sei arrivato del film Macondo?

    Blackjack

    Rispondi
  20. Giocatore d'Azzardo

    Renata, tornando alla poesia, ma sai che è tradotta veramente male? Me la sono riletta (a me non piace nemmeno in inglese, scimmiotta Majakovskij malamente o Durrenmatt, ancora peggio) ed è proprio scritta male. Potrebbe essere una fortuna, in questo caso, la provincialità abissale degli inglesi che, immersi nella loro presunzione, difficilmente articolano qualcosa diverso dal loro idioma natio. Però, magari, la Duffy è un’eccezione… La rivedrei (la traduzione), specialmente dove parla di riporto posticcio, del passo, dell’isola deserta che rantola (lì, addirittura, il traduttore non solo interpreta liberamente, troppo, il rantola, ma elimina un termine, che non conosce perché gergale?). Eccheccavolo: vi ritrovate la prima donna poeta laureato del Regno Unito, e le rifilate una traduzione di cacca? Ok, sei autorizzata, invece di cacca, ad utilizzare il termine che preferisci; anche uno politicamente corretto.

    Blackjack.

    Rispondi
  21. Giocatore d'Azzardo

    Ah, dimenticavo: ovviamente sei assolutamente libera di contestare tutte le mie considerazioni, circa la poesia. Sei tu l’esperta di poesia, di inglese, di traduzioni e di tutto il resto. Io sono solo un giocatore d’azzardo però, forte delle conoscenze nel settore, un consiglio te lo devo dare: quando bleffi, non mescolare mai troppi elementi. E’ impossibile gestirli tutti e un errore, che ti fa cascare dal pero, prima o poi lo si commette.
    Qui hai veramente esagerato: non bastava la poesia, simil Majakovskij (poco simil), tradotta male, ci hai pure appeso la foto tessera del povero Berlusca enfatizzando l’aspetto politico locale. Cavolo, ma agli inglesi, sai quanto gliene frega di Berlusconi e dell’Italia? Meno del mal di pancia del loro gattino. Eddai, “roba simile” la troviamo anche in Italia, e scritta meglio.

    Piuttosto, farei partire una raccolta di firme (chi firma lo trovi sempre da noi) perché anche in Italia, che siamo sempre i soliti arretrati, qualcuno si decida a nominare una donna primo poeta laureato d’Italia 🙂

    Blackjack.

    Ps: che poi perché una donna debba essere “primo poeta laureato” e non prima poeta (l’essa lo perdiamo dai) laureata, sarebbe da girare all’accademia della crusca per chiarimenti.

    Rispondi
  22. Giocatore d'Azzardo

    Sonia da Macerata, mi fai una domanda “pensi che siamo deficienti?” e rispondere mi pare corretto: nel tuo caso sì.

    Blackjack

    Rispondi
  23. Lucifero

    arrivo tardi probabilmente….mi son perso qualcosa.
    ma i testi in inglese non li vedo io o proprio non ci sono?
    si possono avere, anche in mail evantualmente.
    scusate … vado, grazie.

    Rispondi
  24. rmorresi

    ah, blackjack, ora ti riconosco: quando ti invito pacatamente a parlare di come immagini il tuo stare al mondo con gli altri ti sottrai, ma se c’è da attaccar briga salti sù come una molla! suvvia, non dire sciocchezze, la poesia non è un capolavoro, ma è interessante; certo che “hiss” vuol dire “sibilo” e non “rantolo” e “wig” è più esattamente “parrucca” che “posticcio”, ecc.ecc., e certo che io ho fatto come mi pare, è una poesia, mica le istruzioni per l’uso della lavatrice.

    te l’ho già detto e te lo ripeto: anche la foto fa parte dell’adattamento, ti assicuro che se c’avessi messo la faccia di Gordon Brown l’effetto sortito sarebbe stato alquanto diverso – lo dimostra il fatto che tu sia qui, e invero condivido quanto sottolinea fabrizio al 21, queste sul Bilderberg sono informazioni interessanti. il punto è che se una non ci sta a parlare di politica nei termini che dici tu, ti inacidisci tutto.

    macondo#20: sì, hai ragione, ma sai, è come quando insulti qualcuno chiamandolo “brutto verme schifoso, figlio di…” – in realtà il “verme” o il “brutto” o lo “schifoso” potrebbero essere pleonastici, ma danno forza espressiva al tutto – ecco, tutto qua.

    lucifero: “politics” è sul link sotto la mia traduzione, le altre non le ho messe, contavo di farlo nel thread (e lo farò presto), grazie per averle chieste.

    Rispondi
  25. lucy

    Sonia da Macerata, mi fai una domanda “pensi che siamo deficienti?” e rispondere mi pare corretto: nel tuo caso sì.

    Blackjack

    naturalmente anche nel mio caso: sì!

    Rispondi
  26. rmorresi

    I remember me

    There are not enough faces. Your own gapes back
    at you on someone else, but paler, then the moment
    when you see the next one and forget yourself.

    It must be dreams that make us different, must be
    private cells inside a common skull.
    One has the other\’s look and has another memory.

    Despair stares out from tube-trains at itself
    running on the platform for the closing door. Everyone
    you meet is telling wordless barefaced truths.

    Sometimes the crowd yelds one you put a name to,
    snapping fiction into fact. Mostly your lover passes
    in the rain and does not know you when you speak.

    Rispondi
  27. Manuel Cohen

    Ciao Renata. La selezione fatta da te ci offre traduzioni di testi interessanti. Un po\’ d\’aria fresca, ancora una volta da area anglofona, con ritmi e frasi ampie, di respiro… da noi ancora molti si attardano a formulare frasette insensate, araldica da baci perugina, svenimenti floreali…Ecco, grazie di cuore. Quanto al \’fastidio\’ sollevato in qualcuno per il fatto che hai accostato a questi testi la foto dell\’unto e co., poco da aggiungere. Hai già detto tutto e mi associo… e poi, francamente, sfido tra quelli che hanno lasciato un commento, a dirmi di qualcuno che abbia tra i suoi peggiori incubi Prodi o Franceschini…baci baci

    Rispondi
  28. Giocatore d\'Azzardo

    Renata, eccheccavolo, ovvio che non sono istruzioni per l\’uso della lavatrice (anche se mi capitò, anni fa, un libretto della Atlantic che non era niente male), ma anche le lavatrici, scusa, hanno una loro dignità; mai provato a lavare qualcosa di delicato con un libretto delle istruzioni tradotto male?
    Tornando alla poesia, non mi riferivo solo al termine hiss (quello c\’è anche nei fumetti, hai presente i serpenti che fanno sempre hisssssss con la nuvoletta di polvere intorno?), ma all\’accoppiata discs hiss o all\’insieme island discs hiss. Vabbé dai, non prendertela. Traduci assito, ma l\’immagine che mi viene, leggendo dall\’inglese, mi rimanda a un passo diverso; poi certo, plankwalk puoi anche tradurlo con assito e metterci passo, epperò l\’intento della Duffy, pur se malriuscito, sempre leggendo dall\’inglese, non era quello. Hai presente i filmati di quando cercavano di intervistare Cuccia, il grande vecchio di mediobanca? Ecco, quello è il portamento di cui parla la Duffy, e non è una camminata sull\’assito.

    Oh, sia chiaro, sono un giocatore d\’azzardo poco preparato in tema di poesia e che cerca sempre la rissa, ciò non toglie che questa traduzione, oltre che ad essere zoppicante dal punto di vista musicale, nella versione italiana, è quanto meno discutibile.

    Blackjack.

    PS: Renata, invece io ora riconosco te. Hai fatto una traduzione proprio bruttina (parola che on mi ero accorto che fosse tua, mi era sfuggito questo particolare) e, invece di prenderne atto, distribuisci lezioncine di inglese. Dai, non bleffare, specialmente quando non conosci l\’avversario; c\’è persino il rischio che conosca e parli l\’inglese molto meglio di te 😀

    Rispondi
  29. rmorresi

    The Virgin punishing the Infant
    (after the painting by Max Ernst)

    He spoke early. Not the goo goo of infancy,
    but I am God. Joseph kept away, carving himself
    a silent Pinocchio out in the workshed. He said
    he was a simple man and hadn\’t dreamed of this.

    She grew anxious in that second year, would stare
    at stars saying Gabriel? Gabriel? Your guess.
    The village gossiped in the sun. The child was solitary,
    his wide and solemn eyes could fill your head.

    After he walked, our normal children crawled. Our wives
    were first resentful, then superior. Mary\’s child
    would bring her sorrow. . . better far to have a son
    who gurgled nonsense at your breast. Googoo. Googoo.

    But I am God. We heard him through the window,
    heard the smacks which made us peep. What we saw
    was commonplace enough. But afterwards, we wondered
    why the infant did not cry. And why the Mother did.

    (Di questa si trova in rete anche la bella traduzione di Giorgia Sensi, dove potete vedere anche il quadro cui si fa riferimento: http://www.sagarana.net/rivista/numero14/poesia2.html)

    Rispondi
  30. rmorresi

    Words, Wide Night

    Somewhere on the other side of this wide night
    and the distance between us, I am thinking of you.
    The room is turning slowly away from the moon.

    This is pleasurable. Or shall I cross that out and say
    it is sad? In one of the tenses I singing
    an impossible song of desire that you cannot hear.

    La lala la. See? I close my eyes and imagine
    the dark hills I would have to cross
    to reach you. For I am in love with you and this

    is what it is like or what it is like in words.

    Rispondi
  31. Giocatore d\'Azzardo

    Cohen, una dedica anche a te e poi, per oggi, me ne vado al lago a ritemprarmi e vi lascio tranquilli. Scrivi: \”sfido tra quelli che hanno lasciato un commento, a dirmi di qualcuno che abbia tra i suoi peggiori incubi Prodi o Franceschini\”.
    Sul povero Franceschini sono d\’accordo, e lo lasciamo in pace a giocare il suo ruolo innocuo di portatore di secchi in attesa del ritorno dei \”grandi\” (risata) condottieri della sinistra.
    Per il resto, caro Cohen, posso solo dirti che: l\’ignoranza non ha limiti, nemmeno fra i presuntuosi come te che pensano di aver compreso tutto. Nonostante ciò, o forse proprio per quello, non hanno nemmeno l\’educazione di citare il nome, o il nick che poco cambia, della persona a cui si rivolgono.
    Cavolo, Cohen, se devo dirti che sei uno stronzo, non ho bisogno di giri di parole: te lo dico e basta. E lo dico a te, direttamente, senza metafore, giri di parole e interposte persone. Ecco, questo è ciò che manca, troppo spesso: la capacità di essere diretti, reali e di svestirci degli schemi che ci hanno cucito addosso.

    Siamo troppo preoccupati, sempre troppo preoccupati, del nostro ruolo, del nostro compito, di ciò che è giusto fare. Ma chi ha deciso ciò che è giusto? Chi ha deciso quali devono essere i nostri incubi? Di cosa ci dobbiamo preoccupare? Quali sono i nemici?

    Tu l\’hai deciso caro Cohen?

    Blackjack.

    Rispondi
  32. lucy

    prodi e franceschini al massimo ci conciliano il sonno, poverini! e ho fatto anche la rima, ché son deficiente più di prima.
    😉

    Rispondi
  33. rmorresi

    blackjack, sei più dolce la mattina, sai, ma sempre un po\’ scorrettino perché mi attribuisci intenti non miei: certo che non voglio darti lezioni di inglese, sicuramente sei andato in giro per il mondo più di me, stavo solo dando le mie ragioni traduttive.

    \”desert island discs\” è il titolo di un programma storico della BBC: lasciare l\’espressione originale (come si \’dovrebbe\’ in una traduzione meno addomesticante di questa) darebbe un risultato un po\’ troppo opaco, scarsamente comprensibile, per un lettore italiano, così ho puntato a mantenere l\’assonanza \”discs\”, \”hiss\”, \”six\”, \”piss\”, che mi pare poeticamente più importante, perché crea quella spirale di rabbia in cui si sente avviluppata la persona di fronte a certi tristi spettacoli offerti dalla politica.

    pax et bonum, please
    r

    Rispondi
  34. rmorresi

    blackjack#35: ecco, non faccio in tempo a dire che di mattina sei più sopportabile che di sera e guarda come te ne esci! certo che c\’è bisogno di essere reali e sinceri, ma tra questo e insultare una persona civile e colta come Manuel Cohen c\’è di mezzo il delirio. Pensiero, ci vuole, pensiero. Attenzione. Ascolto. La gran cagnara che proponi qui non offre alcun futuro.

    Rispondi
  35. macondo

    Ciao Black,
    sempre al pezzo, eh? la new entry, però, non ti dona. Cmq, riguardo al commento # 20 hai ragione: stiamo vedendo due film diversi. Del resto, mi immagino che stando nell\’ombelico del mondo europeo-occidentale il film che passa il convento sia sempre il solito remake. E, cmq, anche i governi democratici di quei paesi dimenticati dagli uomini e dagli dèi (ma non dalle multinazionali), cioè, tanto per citarli chiaramente, Venezuela, Bolivia, Ecuador (e poi, in parte almeno, il Paraguay di Lugo, il Nicaragua di Ortega, il Brasile di Lula, il Salvador di Funes, ecc.), insomma LORO, stanno mettendo a punto una moneta regionale, oggi appena abbozzata, che avrà nome sucre. E avrà un impatto positivo sulle loro economie. Ma i riflettori di scena del remake europeo-occidentale al massimo si spingono a illuminare la Cina.
    Buon poker e salutami Pontedera (dove una volta avevo alcuni amici)

    Rispondi
  36. lucy

    bigei insulta sempre, è matematico. direttamente e indirettamente, colpendo di sponda o andando a boccia. se uno commenta en passant, senza prenderlo in considerazione (lo si fa anche con altri, prendendo i commenti in blocco, per esempio) fa (\’etta: fai) subito il saltapicchio incazzoso e mena/i fendenti. dà/dai del deficiente, dello stronzo, di tutto, di più. io è da una vita che me la rido e prendermi direttamente o indirettamente un improperio da bigei è un must imperdibile.
    quando farà un complimento a qualcuno, approverà, condividerà sarà il segnale dell\’apocalisse. meglio che spari. inoltre ogni tanto spari(sce) e allora: nunc demum redit animus. se po\’ risciatà, poco male.

    manuel cohen è davvero colto. ho avuto (seppur piccolo) modo di.

    Rispondi
  37. Marco Di Pasquale

    Breve e meno dotta considerazione prima di accingermi al pranzo:
    Chiunque creda che Bilderberg sia un fenomeno dei nostri tempi, mi sembra alquanto ingenuo, visto che in ogni tempo, da quando l\’homo sapiens (?!?) si organizza socialmente, esistono organi di controllo superiori che gestiscono i rapporti tra i gruppi sociali come più fa comodo a chi detiene il potere. Oltre che leggere i giornali, bisognerebbe leggere anche qualche libro di storia.
    Noi governati possiamo soltanto accollarci la colpa di non fare nulla per rovesciare questa situazione, e magari, con l\’aiuto di qualche sassolino gettato nel lago, farci smuovere dalle onde suscitate e schiodarci dalla poltrona, non solo e non soprattutto per andare sbandierare in piazza ideologie di cui sappiamo ben poco, bensì per determinare direttamente l\’orientamento di questa pazza folla che spesso riduce gli istanti di riflessione alla scelta di questo o quel capo d\’abbigliamento (perché c\’è ben da pensarci quando devi abbinare il blu al marrone…).
    Ma chi si trova quando si rende necessaria un\’indicazione, un segnale d\’indirizzo, un piede di porco che scardini e spieghi? La piazza è deserta. Invece di accapigliarsi nei commenti di un blog, si potrebbe magari agire nel concreto, al bar, tra un carico e una scartina, e farsi scappare un \”ma lo sai che al Bilderberg ci stanno fottendo alla grande?\”. Ma se al bar ci si va solo per giocare…
    Questo è ciò che vive davvero nella poesia, l\’indicazione di una alternativa, di uno scarto. Che poi la poesia sia buona o cattiva, ognuno ha gli strumenti critici per giudicarlo. Io personalmente sono abbastanza impressionato, come diceva Cohen, dal respiro lungo dei versi e dal bagliore della parola che determina con poche sillabe la scottatura che il contatto con il più elevato, con l\’irraggiungibile ci procura. Magari, è tutto nella traduzione di Renata, lei lo sa che con l\’inglese ho poca pratica, mami applicherò nel confronto testuale. Comunque, qualcosa di superiore alla media, che non guasta mai, visto che delle melensità da bacioperugina ne abbiamo davvero piene le tasche in italia (volutamente con la lettera nanetta all\’inizio di parola).
    Adesso si mangia…

    mdp

    Rispondi
  38. Giocatore d'Azzardo

    Di Pasquale, non capisco il senso del tuo intervento che spingi su tre direttrici che mi lasciano alquanto perplesso (tralascio la quarta che è rigorosamente soggettiva e quindi, come tale, opinabile). Due nette, una nascosta, ma probabilmente la più pericolosa.

    Parto dalla prima.
    Scrivi: “Invece di accapigliarsi nei commenti di un blog, si potrebbe magari agire nel concreto, al bar, tra un carico e una scartina, e farsi scappare un \”ma lo sai che al Bilderberg ci stanno fottendo alla grande?\”. Ma se al bar ci si va solo per giocare…”
    Rispondo: ma che caspita ne sai tu di cosa faccio o non faccio al bar o nella mia vita? Chi sei? L’oracolo di Delfi? Perché compare sempre il qualcuno, che porta le discussioni sul fronte personale premettendo così, in modo implicito e anche esplicito, che la sua vita, il suo comportamento, la sua morale, sono sicuramente meglio dell’interlocutore del momento?

    Seconda.
    Mi fai tutto un panegirico sul fatto che si dovrebbe studiare la storia, la si dovrebbe conoscere, per poi capire, e che i gruppi come il Bilderberg sono sempre esistiti, etc… etc…
    Non mi sembra né il caso né il luogo, qui, di affrontare un trattato storico sulle società segrete. Solo per scrivere una piccola introduzione, partendo dal XVIII secolo e trascurando il resto, mi servirebbero almeno una ventina di pagine. Se però ritieni di conoscere bene queste strutture, come lavorano, chi le controlla e la loro storia, mi siedo in un angolo e ascolto. Epperò tieni presente un fatto: se non sarai più che preciso mi prenderò la briga di intervenire, magari correggere e magari anche incazzarmi se, come troppo spesso si fa quando si tratta di storia, invece di esporre i fatti li si mescola ad arte con interpretazioni personali.

    Terza: la più pericolosa.
    Scrivi: “Oltre che leggere i giornali”.
    Rispondo: citami un solo giornale, oltre al Guardian che ho già citato io, che abbia scritto una sola riga sull’ultimo incontro del Bilderberg.
    Scrivi: “bisognerebbe leggere anche qualche libro di storia”
    Rispondo: citami un solo libro di storia che contenga qualcosa più di due righe sulla storia delle società segrete, carboneria compresa, che non siano ampiamente romanzate e ricondotte alle solite “gloriose gesta” (rido) dei nostri antichi padri fondatori.

    Prego Di Pasquale, sono in fervida attesa di conoscere i nomi dei giornali e i titoli dei testi di storia che raccontano, in modo approfondito e con la dovuta dovizia, questo aspetto della nostra storia, vecchia, meno vecchia, recente e attuale.

    Blackjack.

    Rispondi
  39. Manuel Cohen

    @36 :Lucy, l’autoironia (e la modestia) sono un vero dono!

    Mi scuso con chi si è sentito tanto piccato da darmi e da dirmi di tutto. grazie infinite… non credo di dover interloquire con chi si nasconde dietro un nick improbabile.

    Renata, un bacio!

    Rispondi
  40. Giocatore d'Azzardo

    Cohen, se non vuoi interloquire, io sopravvivo benissimo, anche se dietro un improbabile nick, ma se deciderai mai di farlo (spero di no) chiamami col mio NICK e non “qualcuno”. Io e te, qui, siamo altrettanto equamente improbabili e, se vuoi chiarire vis a vis, chiedi il mio numero di telefono a Fabrizio, mi chiami e mi dai dell’improbabile guardandomi in faccia.

    Blackjack.

    Rispondi
  41. francescomarotta

    Scriveva la Duffy in una vecchia poesia (dovrei recuperare il testo, ma la cosa è *qui* assolutamente ininfluente: anche perché, molto probabilmente, non l’ha mai scritto) che tutte le canzoni, anche le più belle, anche le più lunghe, durano non più di *quaranta secondi* (40 m/s). Allora non capivo, ma poi, col tempo, ho scoperto che aveva perfettamente ragione. E’ proprio così: ho potuto constatarlo direttamente, ascoltando, per puro caso, in successione, una colonna sonora e un disco di Lucio Battisti, un autore che, sinceramente, fino ad allora non mi aveva mai detto niente. Una canzone in particolare, assolutamente rivelatrice… Se qualcuno è interessato, non ho difficoltà a fornirgli titolo del film, del disco battistiano (!) e del pezzo in questione.

    Saludos, amigos. Y suerte.

    fm

    Rispondi
  42. Giocatore d'Azzardo

    Marotta, diceva qualcuno, ma non è *qui* importante, che non ci si deve mai fidare di chi porta la barba lunga, vuole fare il saggio a tutti i costi e distribuisce sentenze; contando i secondi.
    Hanno sempre un secondo fine, i “grandi saggi” e, il giorno in cui impareremo a non averne bisogno e a scriverci le nostre sentenze da soli, sarà sempre troppo tardi.
    E il secondo dei grandi “saffi”, non sai mai quanto dura!

    Blackjack.

    Rispondi
  43. francescomarotta

    Caro *Mario Rossi*, o *Giovanni Bianchi*, come vuoi (scusami, ma è più forte di me: non riesco a *interloquire* con una “qualifica professionale”), perché credi che il mio commento (n. 46) fosse rivolto a te? Sei sempre così lucido, attento e intelligente, ma stavolta hai davvero usato male le tue *doti*.

    Vediamo, e correggimi se sbaglio. Tu hai ragionato in questo modo: la *canzone*, o *colonna sonora*, indica il thread; *40 m/s* indica il numero dei commenti; al commento n. 40 c’è un preciso riferimento a *me*, ergo *’sto pirla* (non preoccuparti: sono io) sta dicendo di lasciarmi perdere etc. etc.

    E’ andata così, più o meno, vero? E credo che così abbia ragionato anche qualcun altro.

    Mi dispiace deluderti, non è assolutamente così, credimi sulla parola (una tantum, dài, che ti costa?). Oltretutto, con un *giocatore* del tuo calibro, sarebbe stato di una banalità sconcertante: tanto valeva, allora, indicare *43 m/s* (il vecchio *43*, quello cancellato, *quello* dove hai presentato le *credenziali* a Manuel Cohen, non certo quello che compare adesso) e il *gioco* era fatto. Non trovi?

    No, non c’entri; e se c’entri, ma non per colpa mia, non è nei termini in cui pensi…

    Io intanto, continuo ad ascoltare Lucio Battisti: è una vera *miniera* di indizi (per la verità, si tratterebbe di Mogol, ma tant’è), li sto raccogliendo e collezionando tutti. Un giorno, se ti va, te li passo tutti. Sarà facile accorgersi che, invecchiando (anche tu invecchi, nevvèro?), *tutti*, ma *proprio tutti*, perdiamo *colpi*…

    E poi, via, Mario (o Giovanni), basta con ‘sta storia della barba: l’ho tagliata da tempo, e l’ho fatto per te, *solo* per te. Ricordi? C’eravamo lasciati mesi addietro nel deserto, a mangiare fagioli e lardo (o era in un saloon, con te che pagavi la bottiglia di uìschi?), e già lì mi ero accorto che, così abbigliato, *non* ti piacevo.

    Dài, invitami a bere una birra, non penso mi ci voglia molto a raggiungerti: tu paghi da bere, e io ti racconto la storia delle canzoni di Lucio Battisti, di una in particolare.

    Salud.

    fm

    Rispondi
  44. Giocatore d'Azzardo

    Macondo, so benissimo che i paesi del Sud America stanno, lentamente troppo lentamente, tentando di affrancarsi dal FMI & C. e l’unico rammarico che ho è relativo al lentamente; almeno per quanto riguarda la componente economica. Purtroppo, e ribadisco il purtroppo, tutto ciò che sta intorno a questa più che legittima idea, mi ricorda film già visti, diretti da registi incapaci di abbandonare i riflettori del palco. Non pensare che viva solo nell’ombelico dell’occidente; ci sono ottimi Casinò anche a Rio, a Caracas, a Lima e in un sacco di altri posti del Sud America 😀

    Epperò, dovendo per forza di cose fare il realista (qualcuno deve pur farlo), ciò che devo constatare è che quei paesi arrivano a malapena all’8% della ricchezza economica annua mondiale. Per ora se ne può fare a meno, potrebbe pensare qualcuno, e rimandare la partita. Non dimenticare che quei Paesi sono completamente dipendenti, dal punto di vista tecnologico e non solo, dal resto del mondo. Come faranno, con la loro moneta e il loro attuale basso impatto sull’economia mondiale, a reggere lo scontro? Chi decideràil valore di concambio della loro moneta? Questo è il grande dubbio (assieme al precedente, quello dei riflettori), non che facciano bene o male a tentare di sganciarsi dal giogo del FMI.

    Blackjack.

    PS: a Pontedera ci sono stato, ma mica sono di Pontedera e, a parte una vecchia storia locale con una carinissima signorina (che sicuramente non si ricorda più di me), non ho molte persone da salutarti da quelle parti. Abito nel profondo nord 😀

    Rispondi
  45. Giocatore d'Azzardo

    Marotta, grande saggio senza barba; eh, quanto è “rantolante” arrampicarsi sui vetri senza ventose…

    Blackjack.

    PS: ma sai che riesci ad essere ironico tanto quanto me? Cioè, praticamente, quasi niente.

    Rispondi
  46. renatamorresi

    #46: io avevo capito questo: che l’essenziale sta in un posto piccolo – ma forse ho capito male (e a questo punto avrei bisogno del titolo battistiano in questione!)

    Rispondi
  47. francescomarotta

    Non preoccuparti, Renata. Ti assicuro che avevi capito benissimo.

    Ti terrò informata su Battisti.

    fm

    Rispondi
  48. Lu Seru

    Blecche… porca manzetta si un fenomenu! A Cammurà ci stia unu che lu ghiamava Orfeo de Pitifargu e gliocava a tressette cuscì come tu gliochi a zicchinetta, cioè male. Gliò lu crascià so lasciato poprio poco fà na scrofa che s’è sgravata da poco; ha fatto na jecina de purchitti e dopo avette letto con l’attinziò che meriti, poca in verità, mi si dato lu spuntu per mintualli tutti e jieci, porpio come se duvria. Per prima còsa a la scrofa la chiamerò da oggi in poi Bildenberghe (in effetti sa pora scrofa c’ha un non zo che de vichinga), po’ li purchitti se mintuerà nell’ordine: Sirvio (picculu e comannò), Giorge (parla sgnereco e vole sembre muccicà a tutti), Moeni (na femmina ciuchetta), Umbè (pare che vole tene fori dalu porcile tutti l’animali che no edè porci), Brunetta (na femmina ciuca ciuca che c’ha tutte macchie nere sula testa), Gasparrittu (edè un purchittu stranu, capisce poco e quasci profuma de incenzo), Laruzza (appena natu paria na femmena cirillica poì s’è capito che edera maschiu, siccu e barbutu che pare na capretta più che un purchittu), Bondo (edè lu più cicciottelu e fa lu capisciottu), Ghidinu (poru coccu, edè un purchittu che ce vede poco ma rugnisce tando). L’urtimu purchittu, lu decimu, voglio daglie un nome assai impordande, in verità edè più un nome da cà che da porcu, però staota facimo un’ecceziò e per ringraziatte de tutta sta ispiraziò che mi si dato, lu voglio chiamà poprio come te: Blecche.

    Se fà sembre pe scherzà è… Blecche. Nun te la pijià.

    Rispondi
  49. Sonia da Macerata

    #Lucy al 29:
    cara,ti ringrazio di avermi notiziato sul quoziente intellettivo altrui..per il mio aveva già provveduto black jack..ma mi inquieta molto di più sapere di aver certi soggetti nel gruppo del mio QI..preferirei esser deficiente da sola,non ci sto poi così male..comunque grazie,per il nobile intento,Lucy.

    Poi:la risposta data al punto 25 mi lascia completamente soddisfatta e sicura di aver colto nel segno.Punto.

    Per la mia risposta tardiva:ho tanta vita pure fuori da qui,caro il mio black jack.Non mi s’era certo asciugata la lingua con la tua risposta..ma ora mi stanco,io ho sviscerato tutto l’argomento e pure ciò che penso..e mi son dimenticata della poesia ..ciò non va
    e mi fa inquietare.

    E chiedo scusa a Renata per questo.

    #Lu Seru:
    Caspita,che storia affascinante,grande prosatore:mai pensato di adattarla ad un testo teatrale?E’ davvero esplosiva.
    Oppure potrebbe diventare un libro delle favole per bambini..
    Alla maniera di ESopo:per me ha pure la morale.
    Ma dico davvero,complimenti!

    Ora un saluto,sono stanca.

    Sonia da Macerata

    Rispondi

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