8 pensieri su “Sono molto felice”

  1. Salome

    non conosco la felicità di ciò che è definitivo. conosco la felicità del coraggio del provvisorio. mi scuote il video, ma non mi convince fino in fondo. Grazie per avermi scosso.

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  2. giorgio

    definitivo è un concetto che mette paura a molti, in un mondo in cui tutto deve essere relativo e precario e mobile e rinegoziabile, come azioni in borsa, è assolutamente coerente che all’interno di una esistenza normale e necessariamente conformista la richiesta di scelte definitive produca lo stesso effetto della vista di uno spettro; personalmente posso solo affermare che dopo aver incontrato il mio Maestro ho cominciato ad intuire la bellezza di un definitivo che non è e non può essere definitivamente di questo mondo e come dice un suo discepolo se anche avesse torto non ci interessa perchè noi lo abbiamo scelto: definitivamente.

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  3. gabriele

    il definitivo in esseri finiti o, se vogliamo, in continuo divenire, è una contradictio in adiecto, un ossimoro o semplicemente un’utopia anche solo rimanendo nell’ambito del singolo che non è mai lo stesso dalla nascita alla morte sebbene dica Io.
    in una relazione, dovendo mettere le contraddizioni dell’uno, le sue trasformazioni, gli scarti, i mutamenti continui,con le contraddizioni, le trasformazioni, gli scarti e i mutamenti dell’altro il definitivo non è che una bella utopia, un bellissimo sogno, ma appunto sogno: reale solo nel desiderio. non praticabile, non praticato

    geniale la scena:

    dichiarazione d’amore e poi, un giro di tacchi quello si, “definitivo”

    l’unica cosa che resta è l’orizzonte vuoto e il dolorosissimo ricordo di un volto che non c’è più.

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  4. gabriele

    ps

    non a caso per parlare di “definitivo” bisogna affermare che non è di questo mondo.

    certo che scegliere definitivamente ciò che “qui non c’è” e “di là forse” è dei coraggiosi, o più semplicemente di chi qui non ha niente da perdere perché ha già perso tutto o sa che lo perderà.

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  5. fernirosso

    Piegati soltanto per amore.
    Se muori, continuerai ad amare.

    “Nelle strade della città c’è il mio amore. Poco importa dove va nel tempo della separazione. Non è più il mio amore, chiunque può parlargli. Non si ricorda più di chi nel modo giusto l’amò?”
    Egli cerca il suo simile nella brama degli sguardi. Lo spazio che percorre è la mia fedeltà. Disegna la speranza e tenue la respinge. S’impone su tutto senza prendervi parte…”

    René Char- Sottomissione.

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  6. Lisa

    è vero “per sempre” spaventa, non è nelle capacità umane… molto più amico suona “ogni giorno”, molto più raggiumgibile (non è mio, il concetto, ma di Pennac). Ho detto il mio “per sempre” e, con mio grande stupore, lo vedo rinnovarsi ogni giorno anche se la persona a cui l’ho detto, lui, è scappato via. La canzone di De Gregori dice: “E con le stesse scarpe camminare per diverse strade o con diverse scarpe su una strada sola”… Ci convinciamo che se fanno male i piedi perché le scarpe sono strette è meglio tagliare i piedi piuttosto che cambiare le scarpe. Non ho più un “per sempre” da dare perchè l’ho lasciato a chi lo avevo regalato. Ma so che esiete, lo tocco con mano ogni giorno… e sai cosa? Illumina e riscalda il cuore

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    1. fabrizio centofanti

      bellissimi commenti.
      ha colpito anche me il contrasto tra il per sempre e la partenza: è lì che si sprigiona, a mio parere, il mare di possibili interpretazioni.

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