Campo giovani

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da qui

Devi essere sicuro, non sbagliare mai. Sei il capo, la guida, adibito a districare gli altri e te stesso nel labirinto che neanche tu conosci. Non solo un intreccio di direzioni opposte, ma un coacervo di tensioni sempre pronte a esplodere. Riprendere il filo, dipanarlo, spetta solo a te: la comunità è mobilitata, ma l’ultima parola, e spesso anche la prima, tocca a quello che chiamano pastore. E’ allora che ricordo la debolezza di Giacobbe, la balbuzie di Mosè, Davide, fulvo e di gentile aspetto – come dire: “mezzo uomo”, in una terra dove il leader è sempre il più alto e il più robusto – e tutta la schiera di inadatti, gente timida o incapace o socialmente nulla – da Geremia e Maria. Solo allora la parole dischiudono le labbra come per miracolo, il groppo alla gola si scioglie, cala nella stanza trasformata in tempio di fortuna qualcosa che chiamano spirito santo. La fede è per chi guarda la strada da fare e ne ha paura. Anche Gesù si è sentito creatura e ha insegnato ad accettare uno statuto che nessuno firmerebbe, se fosse interpellato. Se non ti credi onnipotente, se avverti un senso d’incertezza perenne, vieni con noi, fragile amico, qui c’è posto per te.

5 pensieri su “Campo giovani

  1. f&r

    “Se non ti credi onnipotente, se avverti un senso d’incertezza perenne, vieni con noi, fragile amico, qui c’è posto per te.”

    in calce a un manifesto così appongo volentieri la mia firma di senza nome 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. natàlia castaldi

    “La fede è per chi guarda la strada da fare e ne ha paura. Anche Gesù si è sentito creatura e ha insegnato ad accettare uno statuto che nessuno firmerebbe, se fosse interpellato. ”

    la fede è credersi uomini e conoscere i propri orrori
    sospendersi nella certezza che l’unica possibile scelta
    è viverci da uomini, comuni e mortali
    la fede è sapersi guardare negli occhi
    e nello specchio ogni santo mattino
    e riuscire a parlare a chi ami
    come se fosse sempre il Natale di un bambino.

    La fede è continuare a sperare che non sia vano
    il nostro cammino, prendersi cura del mondo
    per chi lo deve ancora respirare
    e sapersi girare indietro guardando sempre più avanti
    per non dimenticare che un bimbo nasce ogni 10 secondi
    ed è figlio di tutti senza razza né colore

    un abbraccio Fabrizio, buon cammino sempre

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  3. sparz

    non è facile resistere alle tue parole, fabry, ma perché resistere poi, mi piacerebbe proprio venire un giorno in chiesa da te senza nulla dirti a sentire una tua omelia, potrei applaudire in pubblico, che sconveniente…….!

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  4. Roberto Plevano

    Con buona pace di chi confonde la fede con il fideismo (e i laici con gli atei), e la religione come un’iniezione di certezze a buon mercato. La fede degli incerti è la più vera, ma anche la più difficile, e non piace ai potenti, perché non serve ad altri scopi.
    Ciao Fabrizio, sempre più felice di averti conosciuto.

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    1. fabrizio centofanti

      vi ringrazio tutti qui, con Roberto, amici miei.
      sono appena tornato dal campo giovani e ho trovato una montagna di messaggi e di mail.
      cercherò di sbrogliare la matassa un po’ alla volta.
      mi sento bene, con voi.
      vi abbraccio forte
      fabry

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