Piccoli massacri

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da qui

In fondo è semplice: carichi con colpi sufficienti, ne ammazzi fino a venti, venticinque, ce n’è abbastanza per una trentina di feriti, e magari un colpo anche per te, per evitare di soffrire troppo, il linciaggio, la galera, la pena capitale per cui devi aspettare con angoscia, nel braccio della morte. Provi una certa eccitazione nel vedere le facce disperate, impotenti, in un momento si dissolve ogni complesso, per pochi minuti il dio sei tu, il fato, la parca che recide il filo, il destino di una vita coincide con il tuo desiderio di rivalsa, di fuga dai binari insopportabili di una storia a senso unico, un copione che non hai mai il potere di cambiare. Prima di morire avrai il tempo di chiederti se tu massacri loro o siano stati loro a massacrare te.

5 pensieri su “Piccoli massacri

  1. MARLENE

    da “S’ ISTORIA” de Frantziscu Masala:-
    ||||…la nostra guerra era un antico gioco.Nella piazza
    della chiesa, disegnavamo dei cerchi per terra e, dentro ogni cerchio, si sistemava un bambino.I cerchi li chiamavamo
    *TANCHE* ed i bambini che stavano dentro i cerchi venivano chiamati *I PADRONI*. Quelli che restavano fuori dal cerchio
    erano *GLI ASCIUTTI* ( quelli a bocca asciutta).
    Il gioco era la GUERRA tra Padroni e Asciutti…||||
    A Fabrizio un abbraccio d’ affetto. Marlene

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